{"id":1573,"date":"2025-02-25T23:29:53","date_gmt":"2025-02-25T22:29:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hermescse.eu\/?p=1573"},"modified":"2025-03-18T08:01:33","modified_gmt":"2025-03-18T07:01:33","slug":"la-digitalizzazione-nella-pa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/la-digitalizzazione-nella-pa\/","title":{"rendered":"La digitalizzazione nella PA"},"content":{"rendered":"<p>Le parole del titolo, introduttive di questo breve excursus, considerano le trasformazioni e gli adeguamenti, che attraverso l\u2019applicazione di tecnologie avanzate modificano e migliorano lo svolgimento delle attivit\u00e0 della Pubblica Amministrazione, e la sua trasparenza.<br \/>\nLa materia presenta aspetti complessi e penso utile capire se il significato appena scritto rappresenti con efficacia l\u2019impegno e l\u2019opera messa in atto dalle strutture che se ne occupano, sia di quelle cui compete l\u2019indirizzo e governance, sia di quelle centrali e sul territorio che devono adempiere alle indicazioni ricevute. Ancor prima, mi chiederei in quali termini intendere le trasformazioni e gli adeguamenti citati, ossia [trasformazioni e adeguamenti] di cosa e rispetto a cosa. Inoltre, e soprattutto, in ragione di cosa la digitalizzazione impegni risorse, energie e investimenti di cos\u00ec grande rilievo quali quelli ad essa destinati e di cui parleremo.<br \/>\nDi fronte alla mole di definizioni e numeri presenti sui siti Istituzionali del Parlamento, del Governo e di altri Enti che se ne occupano, che chi sia interessato pu\u00f2 ben scorrere sua sponte, non reputo di gran valore aggiunto riportare un\u2019elencazione pi\u00f9 o meno tecnica con citazione di norme e provvedimenti attuativi. Salvo piuttosto esprimere qui in maniera discorsiva, e semplice quanto possibile, una lettura dell\u2019argomento che fornisca una panoramica del contesto sociale e istituzionale, e riporti e colleghi i testi e dati suddetti agli intenti di discussione, bastanti a una riflessione che tenga conto delle ragioni e della volont\u00e0 di perseguire obiettivi ambiziosi e performanti in un orizzonte temporale tutto sommato relativamente breve.<br \/>\nIn apertura ho subito nominato la tecnologia. Occorre quindi dire cosa intendere per essa.<br \/>\nLa tecnologia, non \u00e8 un mistero, ha sempre accompagnato e tuttora accompagna, lo sviluppo del genere umano e il mutare degli schemi sociali che ne sono man mano conseguiti. Mutamenti, e anche evoluzioni, che sono lo specchio dell\u2019adattamento al compromesso di vivibilit\u00e0 comune, che la nostra specie ha da sempre affrontato e perseguito, non solo per sopravvivere, ma per progredire.<br \/>\nLa \u201ctecnologia\u201d \u00e8 la capacit\u00e0, in particolare degli esseri umani, di adattare l\u2019ambiente, trasformandolo, alle proprie mutevoli necessit\u00e0. \u00c8 attraverso gli sviluppi tecnologici, infatti, che le esigenze delle comunit\u00e0 che hanno fatto la storia dell\u2019uomo sono state man mano risolte: da quelle di base di sostentamento alimentare e abitative, a quelle organizzative di programmazione e indirizzo, e di governo sociale.<br \/>\nLa tecnologia, per esplicare s\u00e9 stessa, si avvale dell\u2019applicazione di \u201ctecniche\u201d che sono proprie dell\u2019azione e del pensiero, ovvero dell\u2019\u201carte\u201d, degli esseri umani, che nel tempo operano con essa e per essa al fine di raggiungere uno scopo determinato. Senza ricorrere all\u2019Etica di Aristotele o alla definizione data da J. Bigelow (docente di Harvard nella prima met\u00e0 del 19\u00b0 secolo), nei tempi pi\u00f9 moderni i due termini (tecnologia e tecnica), tendono nell\u2019idea collettiva a essere pensati come molto simili, analoghi in pratica, se non intercambiabili secondo i casi e il contesto cui vengono riferiti.<br \/>\nPer quel che ci riguarda, da persone avvezze al pensiero moderno non possiamo non ponderare quanto il progresso tecnologico abbia cambiato, migliorandolo, il nostro stile di vita complessivo, con velocit\u00e0 crescente negli ultimi decenni rispetto allo scorrere del tempo cos\u00ec come lo si conosceva anche solo 100 anni prima. Da un mondo nel quale per millenni si \u00e8 viaggiato alla velocit\u00e0 del passo di un uomo o al galoppo di un cavallo, siamo oggigiorno a velocit\u00e0 prima inimmaginabili per spostarsi fisicamente da un luogo all\u2019altro del pianeta. Altrettanto \u00e8 accaduto per la comunicazione interpersonale e tra luoghi diversi. Dalle incisioni, all\u2019amanuense, alla stampa a caratteri mobili, alla dattilografia, alle trasmissioni radio e poi televisive, al telefono prima con e poi senza fili, fino alla rete informatica di interconnessione globale. Tutto pare accaduto velocemente, di pari passo con scoperte e invenzioni sempre pi\u00f9 tecnologicamente avanzate in ogni campo e il relativo impegno di risorse e ovviamente di capitali, il pi\u00f9 delle volte, questi ultimi, alla ricerca di impiego e reddito pi\u00f9 che di puro amor di scienza. La scienza e il progresso tecnologico si sono infatti sviluppati, certamente, per la spinta alla conoscenza, ma anche \u2013 e ben venga \u2013 per scopi che solo successivamente, quale ricaduta, hanno portato effetti benefici alla pluralit\u00e0 indistinta dei cittadini degli stati e poi, pi\u00f9 globalmente, all\u2019umanit\u00e0 stessa. \u00c8 innegabile che il complesso dei risvolti economici inerenti alla creazione e soddisfazione di nuovi bisogni, abbia portato anche alla diffusione di nuove idee, di principi e condizioni sociali che alla lunga hanno avvantaggiato tutti i cittadini, il cui benessere e progresso individuale e collettivo \u2013 vale la pena scriverlo \u2013 dovrebbe idealmente costituire la ragion d\u2019essere del moderno Stato di diritto.<br \/>\nDetto cosa attenga (pur tralasciandone gli aspetti pi\u00f9 complessi) ai termini tecnologia e tecnica, possiamo addentrarci verso il significato di \u201cdigitalizzazione\u201d, la quale \u00e8 comunemente percepita come un processo di trasformazione da analogico a digitale. Procedimento attuato, ad esempio, allo scopo di tradurre o trasformare un documento per ora disponibile su supporto analogico, cartaceo, in un formato di tipo diverso, funzionale a consentirne un\u2019efficiente e facile archiviazione nonch\u00e9 successiva agevole consultazione in via informatica. Si tratta quindi di porre in atto un duplice intento: da una parte, trasformare le vecchie evidenze per adattarle a pi\u00f9 semplice ed efficace archiviazione nonch\u00e9 ricerca e controllo rispettandone l\u2019origine e la catalogazione; dall\u2019altra, per quelle che sono le evidenze ex novo post adozione dei nuovi sistemi e metodi digitali, procedere direttamente alla loro formazione con l\u2019utilizzo degli strumenti informatici adottati.<br \/>\nOve occorra rammentarlo, \u00e8 presente quale testo normativo in tema il \u201cCodice dell\u2019Amministrazione Digitale\u201d (CAD) e credo che possa essere utile, per capire e chiudere il contesto, riportare il capo 1 dell\u2019art. 2 dello stesso:<br \/>\n1. Lo Stato, le Regioni e le autonomie locali assicurano la disponibilit\u00e0, la gestione, l\u2019accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilit\u00e0 dell\u2019informazione in modalit\u00e0 digitale e si organizzano ed agiscono a tale fine utilizzando con le modalit\u00e0 pi\u00f9 appropriate e nel modo pi\u00f9 adeguato al soddisfacimento degli interessi degli utenti le tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione.<br \/>\nCon riferimento poi all\u2019immane lavoro che deve essere affrontato dal complesso delle PA di questo Paese per quel che riguarda la digitalizzazione delle evidenze analogiche passate, delle quali si \u00e8 dato cenno, il testo dell\u2019art. 42 del medesimo Codice, titolato Dematerializzazione dei documenti delle pubbliche amministrazioni, riporta:<br \/>\n1. Le pubbliche amministrazioni valutano in termini di rapporto tra costi e benefici il recupero su supporto informatico dei documenti e degli atti cartacei dei quali sia obbligatoria o opportuna la conservazione e provvedono alla predisposizione dei conseguenti piani di sostituzione degli archivi cartacei con archivi informatici [\u2026].<br \/>\nCom\u2019\u00e8 logico immaginare, non \u00e8 tuttavia solo questione di utilizzo di strumenti tecnici via via pi\u00f9 moderni. L\u2019obiettivo \u00e8 ben altro, pi\u00f9 ambizioso direi.<br \/>\nFin qui si \u00e8 porta una riflessione riguardo le trasformazioni e adeguamenti \u201cdi cosa e rispetto a che\u201d, ovvero: a vantaggio di ci\u00f2 che nei tempi correnti soddisfi, in maniera pi\u00f9 efficace ed efficiente rispetto ai metodi e tecnologie prima disponibili, un insieme di esigenze divenute sempre pi\u00f9 fondamentali.<br \/>\nFacilit\u00e0 e velocit\u00e0 di esecuzione, sicurezza, trasparenza, interoperabilit\u00e0, connettivit\u00e0 e accessibilit\u00e0 diffusa, costituiscono infatti le motivazioni fondanti che rappresentano la necessit\u00e0, divenuta obbligo prima e dovere poi, di intervenire a implementare e modificare le modalit\u00e0 operative e funzionali delle strutture amministrative della Pubblica Amministrazione, che sono l\u2019ossatura dello Stato di diritto.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 non sia questa la sede per discutere dei molteplici significati e aspetti \u2013 positivi e negativi \u2013 della globalizzazione, un cenno ad essa va portato. \u00c8 innegabile infatti che il fenomeno che oggi identifichiamo con l\u2019accezione omnicomprensiva di globalizzazione, abbia indubbiamente favorito e preparato il terreno, culturale e operativo, al veloce attecchire nella mentalit\u00e0 dei soggetti agenti, dei metodi e delle tecniche sempre pi\u00f9 creative e agguerrite messe in atto per scambi, commerci, industria e finanza, e ci\u00f2 attraverso lo sviluppo altrettanto rapido dell\u2019indispensabile supporto operativo dato da tecnologie e dispositivi sempre nuovi, senza i quali tale crescita travolgente non sarebbe stata possibile.<br \/>\nNulla sarebbe stato attuabile infatti senza la tecnologia che consente la condivisione di informazioni in tempo reale, e lo svolgimento di attivit\u00e0 indipendentemente dalla distanza fisica degli attori impegnati. Velocit\u00e0 di esecuzione, massimizzazione di risultato in funzione di minori costi e risparmi, di tempo e materialit\u00e0, sono il must perseguito, a volte a discapito di altri fattori cui gli stati e gli enti sovranazionali cercano con le loro legislazioni di porre da una parte un freno, di indicare una soluzione se non di controllare direttamente, e, dall\u2019altra, di partecipare, per essere al passo in senso migliorativo, con e per le proprie strutture, alla corsa in velocit\u00e0 di fronte alla quale non possono essere solo spettatori, bens\u00ec responsabilmente attori, di primo rilievo anch\u2019essi al pari dei privati.<br \/>\n\u00c8 in questo contesto che si inserisce l\u2019obbligo, il dovere morale di non restare indietro, dell\u2019aggiornamento e snellimento della macchina burocratica e della sua trasparenza, cui gli Stati, le strutture ed Enti sul territorio, sono chiamate a rispondere di fronte ai cittadini.<br \/>\nEd eccoci quindi a ragion veduta alla \u201cdigitalizzazione nella PA\u201d.<br \/>\nSi tratta per essa di una vera e propria rivoluzione digitale che ha il fine di modernizzare tutto il Paese, con lo scopo-obiettivo di avere una Pubblica Amministrazione pi\u00f9 semplice e, di converso, un settore produttivo pi\u00f9 competitivo dove poter indirizzare e ricevere maggiori investimenti e, cosa di particolare rilievo per il nostro Paese, anche in turismo e cultura. Per tornare alle cifre di rilievo cui gi\u00e0 avevo fatto cenno, a questa \u201cMissione\u201d vengono destinati nell\u2019ambito del PNRR 41,34 miliardi di \u20acuro di investimenti, corrispondenti al 21,26% dell\u2019importo totale del PNRR stesso, cui si aggiungono ulteriori 6,8 miliardi di \u20acuro per le Riforme, per un totale in tutto di circa 48 miliardi. E per essere pi\u00f9 chiari, si tratta del 37% di tutte le risorse europee per il digitale inserite nel Next Generation EU.<br \/>\nUna grande disponibilit\u00e0 finanziaria che l\u2019Italia ha mostrato di saper gestire bene: un comunicato del Politecnico di Milano Scuola di Management del 31\/01\/2023, indica come il nostro Paese fosse il \u201cpi\u00f9 avanti in Europa nella realizzazione degli interventi previsti nel PNRR per la trasformazione digitale, avendo gi\u00e0 completato il 17% di milestone e target dedicati (contro il 10% di Spagna e Francia e lo zero di 15 Paesi tra cui la Germania)\u201d. In sostanza, si sottolineava che il nostro era in quel momento \u201cil Paese pi\u00f9 avanti per obiettivi realizzati\u201d, analizzando tuttavia che \u2026 \u201cbisognava accelerare\u201d. Un analogo recente altro comunicato del Politecnico, del 28\/01\/2025, titola \u201cAttuazione PNRR, nel digitale l\u2019Italia \u00e8 tra i pi\u00f9 avanti in Europa\u201d (gi\u00e0 raggiunti 69 milestone e target su 172. Ma restiamo 19esimi su 27 Paesi europei per maturit\u00e0 digitale), segnalando quindi che occorre un ulteriore sforzo, perch\u00e9 \u201cancora non si vedono appieno i frutti degli investimenti fatti\u201d. La considerazione banale \u00e8 che da una parte non ci si pu\u00f2 sedere sugli allori, dall\u2019altra bisogna perseverare nonostante il buono e tanto gi\u00e0 fatto.<br \/>\nMa questo in qualche modo prescinde dagli obiettivi pi\u00f9 o meno pienamente compiuti, trattandosi per un Paese come il nostro di un\u2019impresa complessivamente enorme. La digitalizzazione vuole infatti trasformare la PA, rendendola pi\u00f9 semplice per i cittadini e le imprese riducendo tempi e costi, e contribuendo a creare nuovi posti di lavoro. Questa trasformazione passa attraverso il rafforzamento delle infrastrutture digitali della PA, l\u2019adozione in pi\u00f9 di 14.000 amministrazioni locali del sistema \u201cPagoPA\u201d per gestire i pagamenti fra la stessa e i cittadini e le imprese, e la messa in opera di reti a banda ultra larga e connessioni veloci a copertura di tutto il territorio nazionale, per ridurre il divario digitale e velocizzare la diffusione del 5G in tutto il Paese, con attenzione particolare alle amministrazioni pubbliche, scuole, strutture sanitarie e centri museali.<br \/>\nQuesto sforzo riguarda anche, ovviamente, non solo la PA, ma anche, \u00e8 bene dirlo, la transizione digitale del settore privato, con investimenti e contributi rivolti all\u2019adozione di tecnologie innovative e all\u2019acquisizione di competenze digitali presso e per, lo sviluppo sui mercati anche internazionali delle piccole, medie e grandi imprese nazionali. Altro aspetto \u00e8 anche l\u2019attenzione rivolta alla c.d. \u201cSpace Economy\u201d, per il sostegno e il rafforzamento nelle tecnologie satellitari e l\u2019economia spaziale.<br \/>\nTanto per citare alcuni degli investimenti in atto, possiamo ad esempio riportare di quelli destinati a:<br \/>\n\u2013 l\u2019Abilitazione e facilitazione della migrazione al \u201cCloud\u201d, in un\u2019infrastruttura sicura, in modo da rendere i dati e le applicazioni della PA accessibili ovunque e in qualsiasi momento;<br \/>\n\u2013 le Competenze digitali di base, allo scopo di ridurre la quota di popolazione a rischio di esclusione digitale;<br \/>\n\u2013 le Nuove Competenze e la formazione aggiornata, allo scopo di rafforzare le competenze e l\u2019aggiornamento del personale della PA attraverso una pluralit\u00e0 di corsi online (100) con un approccio innovativo, anche attraverso comunit\u00e0 di pratica e apprendimento e progetti di trasformazione manageriale nell\u2019ambito delle amministrazioni;<br \/>\n\u2013 la Cybersicurezza, ovvero Difese informatiche pi\u00f9 efficaci per una PA pi\u00f9 sicura, attraverso il rafforzamento dell\u2019ecosistema digitale nazionale e il potenziamento dei servizi di monitoraggio e gestione delle minacce grazie a una rete di servizi cyber nazionali;<br \/>\n\u2013 le Informazioni sui cittadini a disposizione di tutte le Amministrazioni, ovvero Dati e Interoperabilit\u00e0, attraverso la modifica delle modalit\u00e0 di interconnessione tra le basi dati delle amministrazioni, grazie a un catalogo centralizzato API (Application Programming Interface), di Interfaccia di programmazione delle applicazioni;<br \/>\n\u2013 la Digitalizzazione delle grandi amministrazioni centrali, ovvero i servizi delle principali amministrazioni disponibili online, per l\u2019erogazione di servizi al cittadino e con maggiore impatto in termini di efficienza dell\u2019apparato pubblico. Fra esse: l\u2019INPS, l\u2019INAIL, i Ministeri dell\u2019Interno e della Difesa, la Guardia di Finanza, il sistema giudiziario;<br \/>\n\u2013 le Infrastrutture digitali, per una PA efficace e sicura attraverso l\u2019inserimento dei sistemi in data center altamente affidabili, con standard elevati di qualit\u00e0 per quel che riguarda sicurezza, prestazioni, scalabilit\u00e0, interoperabilit\u00e0 ed efficienza, anche energetica, che prevede sia l\u2019allocazione su un cloud PSN (&#8220;Polo Strategico Nazionale&#8221;) di nuova creazione, o su alternative cloud pubbliche altrettanto sicure e scalabili, al fine di rendere pi\u00f9 sicuri i data center del Paese aumentandone l\u2019affidabilit\u00e0, l\u2019efficienza e la capacit\u00e0 elaborativa.<br \/>\n\u2013 Non mancano poi gli Investimenti in capitale umano: per rafforzare l\u2019Ufficio del Processo e superare la disparit\u00e0 fra Tribunali, al fine di rendere la giustizia pi\u00f9 efficace ed efficiente, come anche quelli per il Rafforzamento del processo per la Giustizia Amministrativa al fine di renderla pi\u00f9 digitale, rapida e dinamica, e per il Portale Unico del reclutamento, una piattaforma digitale al servizio della gestione delle risorse umane della PA.<br \/>\n\u2013 Resta da dire infine che una parte cospicua degli investimenti previsti (2,02 miliardi di \u20acuro) \u00e8 destinata ai Servizi digitali e alla cittadinanza digitale. Lo scopo \u00e8 quello di rendere tutti i servizi digitali pi\u00f9 semplici, accessibili ed efficienti, ovvero di sviluppare un&#8217;offerta integrata e armonizzata di servizi digitali orientati al cittadino e di garantirne l\u2019adozione diffusa tra le amministrazioni centrali e locali per migliorare l\u2019uso da parte degli utenti.<br \/>\nTutto questo parrebbe abbastanza a confermare che il termine \u201cDigitalizzazione della PA\u201d e la prima spiegazione datane qui ab inizio, ben rappresenti l\u2019impegno e l\u2019opera messa in atto dalle strutture che se ne occupano.<br \/>\nPer chiudere il cerchio dell\u2019impegno organizzativo e strutturale messo in opera dagli Enti e Uffici interessati, \u00e8 bene anche citare, e fare riferimento, al \u201cPiano Triennale per l\u2019informatica nella PA\u201d.<br \/>\nIl sito istituzionale dell\u2019AGID (Agenzia per l&#8217;Italia Digitale) d\u00e0 un\u2019ottima visione d\u2019insieme di cosa sia il Piano triennale e della sua evoluzione. Qui \u00e8 sufficiente riassumere un breve excursus, a compimento di questo breve viaggio conoscitivo della materia digitalizzazione nella PA e della sua complessit\u00e0.<br \/>\nIl Piano promuove la trasformazione digitale del Paese e, in particolare, quella della Pubblica Amministrazione. Questo avviene attraverso le indicazioni operative che, quale declinazione della strategia in materia, fissano da una parte gli obiettivi e dall\u2019altra quali siano\/debbano essere, i risultati attesi riconducibili all\u2019azione portata avanti dalle PA interessate.<br \/>\nIl Piano Triennale ha svolto fin dalla sua istituzione la funzione di punto di riferimento non prescindibile riguardo la pianificazione della digitalizzazione della PA.<br \/>\nLa sua prima (2017-2019) e seconda (2019-2021) edizione, ponevano l\u2019accento, nell\u2019uno sull\u2019introduzione del modello strategico informatico nella PA e, nell\u2019altro, su come dettagliare tale modello. I successivi piani 2020-2022 e l\u2019aggiornamento 2021-2023 hanno invece trovato maggiore indirizzo nell\u2019implementazione, ovvero verso l\u2019attenzione alle azioni da intraprendere e al monitoraggio dei risultati.<br \/>\nL\u2019aggiornamento 2022-2024 \u00e8 l\u2019evoluzione dei due precedenti, con spazio di maggiore rilevanza \u2013 com\u2019era logico fosse \u2013 al PNRR, nonch\u00e9 all\u2019attenzione rispetto a un quadro organico degli ambiti di cui si compone.<br \/>\nE siamo infine al Piano 2024-2026, che \u201csi inserisce nel pi\u00f9 ampio contesto di riferimento definito dal programma strategico \u201cDecennio Digitale 2030\u201d, istituito dalla Decisione (UE) 2022\/2481 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2022\u201d, i cui obiettivi si articolano su competenze digitali, servizi pubblici digitali, digitalizzazione delle imprese, e infrastrutture digitali sicure e sostenibili.<br \/>\nAggiungo, che per la prima volta il Piano affronta in modo approfondito anche il tema dell\u2019IA (Intelligenza Artificiale) tenendo per ora presenti principi e indicazioni generali, e di converso lo scenario in rapida evoluzione. Da riportare anche, e non posso che citare testualmente, che: \u201cIl Piano triennale 2024-2026 \u00e8 il risultato di un\u2019attivit\u00e0 di scambio e collaborazione tra amministrazioni e soggetti istituzionali che hanno preso parte a un Tavolo di concertazione, con l\u2019obiettivo di costituire una struttura permanente per un\u2019azione continua di definizione dei contenuti e delle strategie indicate dal Piano stesso\u201d.<br \/>\nSu quest\u2019ultimo piano 2024-2026 interviene \u2013 la sua uscita risale al 23\/01 \u2013 l\u2019aggiornamento 2025. Si dir\u00e0, com\u2019\u00e8 possibile che si siano succedute cos\u00ec tante implementazioni e aggiornamenti in un lasso di tempo relativamente breve?<br \/>\nL\u2019AGID d\u00e0 contezza a questo proposito in poche semplici parole che esprimono la necessit\u00e0 di fornire elementi nuovi e di allineare scenari e normative che sono in costante cambiamento.<\/p>\n<p>Nella sostanza, l\u2019aggiornamento 2025 al Piano 2024-2026 mantiene gli stessi obiettivi precedenti, ma alcuni di essi vengono rimodulati per essere adeguati a normative o regole sopraggiunte. Si tratta infatti di una materia viva in costante evoluzione e, nei fatti, molto pi\u00f9 veloce rispetto alla velocit\u00e0 di adeguamento che possa essere messa in campo dai regolatori di qualunque Paese del mondo.<br \/>\nE penso che questo sia senz\u2019altro uno dei motivi per il quale, in maniera lungimirante rispetto al pregresso per l\u2019elaborazione del Piano e dell\u2019ultimo aggiornamento, si \u00e8 aperto, cito: \u201cda un lato all\u2019istituzione di un Tavolo di concertazione cui hanno partecipato pubbliche amministrazioni, dall\u2019altro il successivo confronto con Universit\u00e0, mondo della ricerca e settore privato, al fine di garantire un coinvolgimento diversificato e una visione completa nella sua elaborazione\u201d.<\/p>\n<p>\u00c9 di questi giorni, senza con questo voler intervenire ora in tema, l\u2019arrivo dirompente, non solo sui mercati, ma anche sul tavolo degli uffici dei competitors mondiali e dei governanti di popoli e interessi nazionali, di \u201cDeepSeek\u201d.<br \/>\nI cervelli, come ho gi\u00e0 fatto cenno, sono sempre all\u2019opera. L\u2019inventiva, l\u2019\u201carte\u201d umana e le conseguenti \u201ctecnica\u201d e \u201ctecnologia\u201d, superano ogni aspettativa. L\u2019ingegno non manca, i tempi ne sono pieni, non pi\u00f9 solo maturi, e trasbordano al di l\u00e0 \u2013 molto al di l\u00e0 e ben oltre \u2013 qualunque regola venga posta, estemporaneamente o dopo attento ragionare, a custodia di interessi e valori. Il problema \u00e8 che quando queste arrivano \u00e8 gi\u00e0 tutto vecchio, anche passato, e salvo effetti diversi non \u00e8 mai possibile impedire la velocit\u00e0 di pensiero umana, anche se ora si affaccia qualche concorrente i cui esiti saranno tutti da vedere. Con attenzione, s\u00ec, ma anche speranza e desiderio del nuovo. Alla fin fine la storia vera insegna che tutto cambia, a volte per non cambiare nulla, ma il pi\u00f9 delle volte i benefici arrivano e gli aggiustamenti man mano si trovano, anche se possano con gli occhi di oggi essere solo immaginati, indipendentemente da come e quanto possano essersi presentati come inaspettati e sorprendenti.<br \/>\nLa Digitalizzazione nella PA rappresenta quindi un dovere, ma anche, e soprattutto, il tracciato di una modernizzazione non solo irrinunciabile, ma auspicabilmente portatrice di onest\u00e0, trasparenza e progresso imprescindibili al benessere dei cittadini e della societ\u00e0 collettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per chi ne abbia voglia e pazienza, qualche riferimento:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.italiadomani.gov.it\/it\/il-piano\/missioni-pnrr\/digitalizzazione-e-innovazione.html\">https:\/\/www.italiadomani.gov.it\/it\/il-piano\/missioni-pnrr\/digitalizzazione-e-innovazione.html<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.agid.gov.it\/it\/agenzia\/piano-triennale\">https:\/\/www.agid.gov.it\/it\/agenzia\/piano-triennale<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.agid.gov.it\/it\/notizie\/piano-triennale-linformatica-nella-pa-online-laggiornamento-2025\">https:\/\/www.agid.gov.it\/it\/notizie\/piano-triennale-linformatica-nella-pa-online-laggiornamento-2025<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.agid.gov.it\/sites\/agid\/files\/2025-01\/Piano_Triennale_per_l_informatica_nella_PA_2024-2026_Aggiornamento_2025.pdf\">https:\/\/www.agid.gov.it\/sites\/agid\/files\/2025-01\/Piano_Triennale_per_l_informatica_nella_PA_2024-2026_Aggiornamento_2025.pdf<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.agid.gov.it\/sites\/agid\/files\/2024-05\/linee_guida_sul_documento_informatico.pdf\">https:\/\/www.agid.gov.it\/sites\/agid\/files\/2024-05\/linee_guida_sul_documento_informatico.pdf https:\/\/pianotriennale-ict.italia.it\/<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.funzionepubblica.gov.it\/articolo\/ministro\/06-02-2024\/le-sfide-della-pa-digitalizzazione-ai-contratti-e-syllabus\">https:\/\/www.funzionepubblica.gov.it\/articolo\/ministro\/06-02-2024\/le-sfide-della-pa-digitalizzazione-ai-contratti-e-syllabus<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/temi.camera.it\/leg19DIL\/temi\/19_tl18_informatizzazione_delle_pubbliche_amministrazioni\">https:\/\/temi.camera.it\/leg19DIL\/temi\/19_tl18_informatizzazione_delle_pubbliche_amministrazioni<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.camera.it\/temiap\/documentazione\/temi\/pdf\/1104999.pdf?_1589057508849\">https:\/\/www.camera.it\/temiap\/documentazione\/temi\/pdf\/1104999.pdf?_1589057508849<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/qualitapa.gov.it\/sitoarcheologico\/relazioni-con-i-cittadini\/open-government\/strumenti-della-pa-digitale\/dematerializzazione\/index.html\">http:\/\/qualitapa.gov.it\/sitoarcheologico\/relazioni-con-i-cittadini\/open-government\/strumenti-della-pa-digitale\/dematerializzazione\/index.html<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.osservatori.net\/comunicato\/agenda-digitale\/agenda-digitale-pnrr\/\">https:\/\/www.osservatori.net\/comunicato\/agenda-digitale\/agenda-digitale-pnrr\/<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.osservatori.net\/comunicato\/agenda-digitale\/agenda-digitale-pnrr\/\">https:\/\/www.osservatori.net\/comunicato\/agenda-digitale\/agenda-digitale-pnrr\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le parole del titolo, introduttive di questo breve excursus, considerano le trasformazioni e gli adeguamenti, che attraverso l\u2019applicazione di tecnologie avanzate modificano e migliorano lo svolgimento delle attivit\u00e0 della Pubblica Amministrazione, e la sua trasparenza. La materia presenta aspetti complessi e penso utile capire se il significato appena scritto rappresenti con efficacia l\u2019impegno e l\u2019opera&#8230;<\/p>","protected":false},"author":19,"featured_media":1576,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"default","_kad_post_title":"default","_kad_post_layout":"default","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"default","_kad_post_vertical_padding":"default","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-1573","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1573"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1573\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1643,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1573\/revisions\/1643"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1576"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}