{"id":465,"date":"2024-04-05T16:16:55","date_gmt":"2024-04-05T14:16:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hermescse.eu\/?p=465"},"modified":"2025-02-19T17:05:06","modified_gmt":"2025-02-19T16:05:06","slug":"disaster-recovery-cosa-e-perche-e-essenziale-per-le-organizzazioni-pubbliche-e-private","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/disaster-recovery-cosa-e-perche-e-essenziale-per-le-organizzazioni-pubbliche-e-private\/","title":{"rendered":"Disaster Recovery: cosa \u00e8 e perch\u00e9 \u00e8 essenziale per le organizzazioni pubbliche e private"},"content":{"rendered":"<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n<cite><strong><em>If you spend more on coffee than on information security, you will be hacked. What\u2019s more, you deserve to be hacked<\/em><\/strong><br \/><br \/><strong><em><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Richard_A._Clarke\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Richard A. Clarke<\/a><\/em><\/strong><\/cite><\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una importante perdita di dati \u00e8 un evento estremamente dannoso e a volte pu\u00f2 rendere problematica la stessa sopravvivenza dell\u2019azienda.<br \/>Senza un appropriato sistema che metta al riparo da eventi imprevisti, le conseguenze possono essere molto gravi.<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember441\">\u00c8 ormai cronaca quotidiana, siamo tutti collegati e quindi tutti probabili target dei cyber attacchi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember442\">Nel mirino soprattutto il settore manifatturiero del Made in Italy, tecnico-scientifico e i servizi professionali, con organizzazioni meno strutturate e pi\u00f9 impreparate ad affrontare rischi cyber. A causa di scarsa consapevolezza o assenza di risorse.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember443\">In questi tempi di attacchi malware dolorosamente evidenti, nelle Aziende i Dipartimenti interni ICT sempre pi\u00f9 spesso si trovano a dover affrontare i problemi legati alla necessit\u00e0 di proteggere le applicazioni critiche e l\u2019infrastruttura tecnologica dalle diverse cause di downtime. Gli eventi disastrosi sono inevitabili e spesso imprevedibili per cui un\u2019adeguata soluzione di Disaster Recovery rappresenta una forma di assicurazione per la protezione delle risorse IT, per i dati che custodisce e per i processi aziendali che supporta, proprio come una polizza assicurativa efficace: il Disaster Recovery ideale deve garantire la massima protezione al minor costo e ridurre al minimo i problemi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember444\">Un\u2019importante perdita di dati \u00e8 un evento estremamente dannoso ed a volte pu\u00f2 rendere problematica la stessa sopravvivenza dell\u2019azienda. Senza un appropriato sistema che metta <strong>al riparo da eventi imprevisti<\/strong>, le conseguenze possono essere estremamente spiacevoli. La soluzione deve essere proporzionata ai rischi che l\u2019azienda corre con il proprio modello di business e nel proprio contesto di mercato, <strong>senza appesantirsi eccessivamente di costi<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember445\">Il presente articolo illustra l\u2019approccio generale alla definizione di un adeguato sistema di Disaster Recovery per la clientela business enterprise, sulla base di tre possibili scenari:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>cliente che ha gi\u00e0 la sua infrastruttura e vuole un DR su un\u2019infrastruttura fisica;<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>cliente che ha gi\u00e0 la sua infrastruttura fisica e vuole un DR sul Cloud;<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>cliente che non possiede alcuna infrastruttura e vuole un DR 100% Cloud based.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember447\">Disporre dei migliori sistemi e processi di Disaster Recovery \u00e8 indispensabile per chi fornisce il servizio e rappresenta una garanzia per il cliente. Nella realizzazione di un buon piano DR occorre:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>definire i processi e le procedure di emergenza per la dichiarazione del \u201cDisastro\u201d e l\u2019attivazione del sito di DR;<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Accertarsi che tutti i servizi ed i dati critici siano ridondati sul sito di DR.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember449\">In via generale non \u00e8 possibile definire una soluzione standard di DR applicabile a tutte le realt\u00e0 di business. Ogni cliente va visto come un caso a s\u00e9 stante e nella definizione di un DR va tenuto conto delle sue specifiche esigenze. Bisogna considerare ogni attivit\u00e0 come \u201csoluzione a progetto\u201d, da studiare insieme al cliente.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember450\"><strong>FASE DI PRE-ANALISI<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember451\">Vengono identificati i possibili rischi e le probabilit\u00e0 relative. La scelta del sistema di DR da implementare parte dall\u2019obiettivo che si desidera raggiungere e cio\u00e8 del livello di servizio da assicurare.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember452\">Questo viene determinato attraverso due obiettivi di ripristino:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>RTO (Recovery Time Objective): il tempo che intercorre tra un\u2019interruzione e il ripristino delle operazioni.<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>RPO (Recovery Point Objective): il momento in cui i dati ripristinati sono stati salvati e riflette la massima quantit\u00e0 di dati che verranno persi durante il processo di ripristino.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember454\"><strong>DEFINIZIONE DELLA SOLUZIONE DI DR<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember455\"><em>Cliente che ha gi\u00e0 la sua infrastruttura fisica e vuole un DR su infrastruttura fisica<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember456\">Viene attivata un\u2019infrastruttura fisica presso il data center prescelto, in grado di replicare ed erogare tutti o parte dei servizi del cliente. Si tratta di definire e configurare il giusto dimensionamento sulla base dell\u2019infrastruttura esistente e secondo le modalit\u00e0 di ripristino dei servizi. Entrano in gioco elementi importanti quali le specificit\u00e0 dei servizi del cliente.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember457\"><em>Vantaggi<\/em>: risorse fisiche dedicate completamente al cliente, maggiore capacit\u00e0 computazionale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember458\"><em>Cliente che ha gi\u00e0 la sua infrastruttura fisica e vuole un DR sul Cloud<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember459\">La scelta del sito di Disatater Recovery pu\u00f2 ricadere sull\u2019attivazione di un\u2019infrastruttura Cloud privata, quindi dedicata esclusivamente al cliente o pubblica, dove le risorse sono garantite ma condivise. In entrambe le soluzioni l\u2019architettura IT in questione sar\u00e0 localizzata all\u2019interno di uno dei data center prescelti dal cliente, con possibilit\u00e0 di scegliere un data center italiano o una struttura situata all\u2019estero.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember460\"><em>Vantaggi<\/em>: la virtualizzazione consente di ottimizzare l\u2019architettura in termini di hardware necessario sul sito di DR e semplifica le operazioni di ripristino, sia in caso di effettivo disastro, sia di test delle procedure di DR.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember461\"><em>Cliente che non possiede alcuna infrastruttura e vuole un DR 100% coud based<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember462\">\u00c8 possibile definire una infrastruttura virtuale per entrambi gli ambienti (primario-produzione e secondario-Disaster Recovery) utilizzando un network di datacenter.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember463\">A seconda delle specificit\u00e0 del progetto, potr\u00e0 essere conveniente realizzare un Cloud privato o pubblico.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember464\">Quali sono i vantaggi, innanzitutto massima flessibilit\u00e0 sul Cloud pubblico che si traduce nella possibilit\u00e0 di modificare il dimensionamento dell\u2019infrastruttura sulla base di esigenze anche momentanee. Si ha lo stesso livello di flessibilit\u00e0 sia per l\u2019ambiente di produzione sia per quello di DR. Nel caso si scelga una piattaforma pubblica si otterranno grandi benefici in termini di contenimento dei costi e scalabilit\u00e0. Nel caso si tratti di un\u2019infrastruttura privata il maggiore vantaggio sar\u00e0 relativo alle performance garantite dall\u2019ambiente dedicato. Sia a livello applicativo che di storage \u00e8 possibile automatizzare e semplificare il fail over delle macchine virtuali, accelerando il processo di Disaster Recovery.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember465\"><strong>Cos\u2019\u00e8 la Business Continuity?<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQHVon20Jo7oMA\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1712293438877?e=1718841600&amp;v=beta&amp;t=w_8pHHscLRjHj89jtPLCChCgDlWlwHjb_igUOgsbI2k\" alt=\"\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember468\">La Business continuity per le organizzazioni \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai determinante garantire la continuit\u00e0 dei servizi, sia per quanto riguarda i processi interni, che per quanto concerne l\u2019erogazione nei confronti dei clienti finali. A tal proposito, la disciplina della business continuity \u00e8 diventata via via pi\u00f9 complessa nel corso degli anni.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember469\">Se negli anni Settanta era sufficiente che una linea di produzione funzionasse a dovere, con la trasformazione digitale occorre considerare tantissimi fattori non direttamente riconducibili alle operations, a cominciare dalle normative vigenti in merito alla conservazione e al trattamento dei dati, le cui violazioni possono rendere vano qualsiasi sforzo a livello puramente funzionale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember470\">La business continuity \u00e8 pertanto diventata una disciplina molto approfondita, che si concretizza nei sistemi di gestione (il BCMS \u2013 business continuity management system), indispensabili per garantire la continuit\u00e0 operativa soprattutto nel caso in cui si verificassero incidenti a livello IT o altre situazioni impreviste, come i disastri naturali, le pandemie, le crisi globali delle supply chain e i sabotaggi su ampia scala.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember471\"><strong><em>Cos\u2019\u00e8 un Business Continuity Plan (BCP)<\/em><\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember472\">Il business continuity plan (BCP) \u00e8 un documento che definisce come un\u2019organizzazione deve agire per garantire la continuit\u00e0 operativa nel contesto di un incidente o di una interruzione non pianificata di uno o pi\u00f9 servizi potenzialmente critici per la resilienza aziendale. Come vedremo, rispetto al classico piano di disaster recovery, il business continuity plan si pone ad un livello pi\u00f9 elevato, comprendendo anche istruzioni utili per affrontare le emergenze per i processi, le risorse umane, gli stakeholder della supply chain e qualsiasi altro elemento potrebbe essere colpito in maniera critica.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember473\">A livello operativo, un business continuity plan contiene delle checklist molto pratiche in merito alle macchine, al backup dei dati e all\u2019ubicazione degli storage utilizzati, indicando le procedure da eseguire nel caso in cui dovesse verificarsi una situazione di emergenza.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember474\">Nel contesto attuale, la resilienza aziendale \u00e8 un valore garantito da molteplici fattori, peraltro in continua evoluzione. Rispetto a qualche anno fa, quando questo aspetto era pi\u00f9 marginale, attualmente qualsiasi BCP efficiente considera anche gli scenari di incidente tipici della sicurezza informatica, uno dei fattori pi\u00f9 critici per la continuit\u00e0 operativa dei sistemi, dato il costante incremento dell\u2019attivit\u00e0 cybercriminale, sia a livello quantitativo sia per quanto riguarda la capacit\u00e0 di colpire una variet\u00e0 di industrie sempre pi\u00f9 ampia.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember475\"><strong>Differenze tra BCP e disaster recovery plan<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQHmorZ-i_ch6w\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1712293439303?e=1718841600&amp;v=beta&amp;t=LaDoNLzPQRQ724ieKqVVeFltunLCgBsP2dHMTbNK5cg\" alt=\"\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember477\">Il piano di continuit\u00e0 di business (BCP) e il piano di disaster recovery (DRP) costituiscono due dei componenti fondamentali del business continuity management system. In particolare, il DRP include le strategie operative per gestire le interruzioni che possono verificarsi a livello IT su server, reti, PC e dispositivi mobile. Il piano mira a fornire tutti gli elementi necessari per ripristinare la produttivit\u00e0 a livello hardware e software in modo da soddisfare tutte le esigenze di business previste, assicurando in ogni caso la continuit\u00e0 anche durante le situazioni di emergenza.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember478\">Per capire come pianificare correttamente la gestione della continuit\u00e0 di business possiamo tracciare la seguente sintesi, relativa ai tre componenti fondamentali di un BCMS.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember479\"><strong><em>BIA (business impact analysis)<\/em><\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember480\">La valutazione degli impatti sul business consiste nella mappatura dei processi aziendali per definirne le rispettive criticit\u00e0. Uno degli elementi pi\u00f9 rilevanti della BIA \u00e8 costituito dalla tempistica di ripristino da rispettare (RTO), oltre che dall\u2019indispensabile mappa delle risorse necessarie a garantire che ciascun processo funzioni almeno al livello minimo richiesto.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember481\"><strong><em>BCP (business continuity plan)<\/em><\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember482\">Il piano di continuit\u00e0 di business, per offrire una definizione differente rispetto a quella fornita in apertura, \u00e8 costituito dall\u2019insieme di procedure formalizzate che guidano le organizzazioni nel rispondere all\u2019incidente, recuperare e ripristinare i processi critici ad un livello di funzionalit\u00e0 accettabile, anche se non ottimale, e soprattutto di farlo entro il tempo di ripristino stabilito (RTO).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember483\"><strong><em>DRP (disaster recovery plan)<\/em><\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember484\">Il piano di disaster recovery, come il termine stesso suggerisce, si occupa di stabilire le misure necessarie per il recupero dei sistemi informatici in caso di incidente, documentando nel dettaglio le procedure da eseguire per garantire il corretto ripristino di tutte le funzionalit\u00e0 previste. Nelle casistiche di disastro sono contemplate sia quelle causate da una calamit\u00e0 naturale o da un incendio, che quelle causate da minacce di natura informatica, come l\u2019attivit\u00e0 cybercriminale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember485\"><strong>Caratteristiche del business continuity plan<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember486\">Il BCP deve integrare in maniera efficace tutti i componenti fondamentali della business continuity. Secondo quanto previsto da IBM sarebbe opportuno considerare:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>Organizzazione: oggetti relativi alla struttura, alle competenze, alle comunicazioni e alle responsabilit\u00e0 dei dipendenti;<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Strategia: oggetti relativi alle strategie implementate nei processi di business per completare le attivit\u00e0 quotidiane assicurando la continuit\u00e0 operativa;<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Dati e applicazioni: oggetti legati al software necessario per abilitare le operazioni di business, oltre alle procedure di high-availability utilizzate per implementare il software stesso;<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Processi: oggetti legati al processo di business critico necessario per il funzionamento aziendale, a partire dai processi IT impiegati per assicurare il corretto funzionamento dei sistemi;<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Tecnologia: oggetti legati ai sistemi, alla rete e alla tecnologia necessari ad assicurare le operations e i backup continui dei dati e delle applicazioni;<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Strutture: oggetti che sono legati alla creazione di un sito di disaster recovery, qualora il sito primario dovesse risultare compromesso.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember488\">Perch\u00e9 \u00e8 importante dotarsi di un business continuity plan<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember489\">Per comprendere il reale valore di un business continuity plan efficace nel garantire la continuit\u00e0 di business dell\u2019organizzazione \u00e8 sufficiente pensare agli impatti negativi in termini di costi derivanti da downtime imprevisti e altre condizioni che impediscono di erogare correttamente i servizi previsti.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember490\">Quando si affronta tale argomento, ci si ritrova spesso al cospetto di uno studio realizzato da IDC, in merito ai costi relativi ai downtime imprevisti, calibrati per una company inserita nei Fortune 1000. Secondo IDC infatti:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember491\">Il costo medio di un downtime imprevisto varia da 1,5 milione a 2,5 milioni di dollari all\u2019anno, il costo medio orario di un\u2019infrastruttura ammonta a circa 100mila dollari all\u2019ora, il costo medio orario legato all\u2019interruzione di un\u2019applicazione critica varia da 500mila dollari a un milione di dollari.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember492\">Per quanto riguarda le PMI i costi stimati da IDC si collocano su una scala inferiore rispetto al livello Fortune 1000, ma comportano danni che possono arrivare anche a diverse migliaia di euro al minuto, secondo parametri molto eterogenei, che dipendono sia dalla tipologia che dalla dimensione del business.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember493\">I fattori che incidono nella quantificazione dei costi legati alle interruzioni di servizio del business sono vari e comprendono ad esempio:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>Mancati ricavi<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Risorse inutilizzate<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Stress sul reparto IT<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Insoddisfazione e calo di produttivit\u00e0 dei dipendenti<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Insoddisfazione dei clienti e rischio di incremento del churn rate (tasso di abbandono)<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Danno reputazionale per il brand<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Sanzioni e conseguenze legali per violazioni di normative e accordi vigenti<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember495\">Come si pu\u00f2 declinare il proprio BCP. Quando si tratta di definire un business continuity plan \u00e8 opportuno considerare almeno tre obiettivi fondamentali; <em>la high availability, la continuit\u00e0 delle operations e il recupero dei dati in emergenza.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li><em>High availability<\/em>: occorre prevedere le risorse, i sistemi e le procedure necessarie per garantire l\u2019accesso alle applicazioni anche in presenza di guasti e malfunzionamenti a livello locale, a prescindere che interessino i processi, le location o l\u2019infrastruttura IT (hardware e software);<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li><em>Continuit\u00e0 delle operations<\/em>: occorre prevedere che i sistemi critici per la salvaguardia della funzionalit\u00e0 delle operazioni rimangano attivi anche nel caso di un\u2019interruzione, come nel caso dei backup e dei programmi di manutenzione;<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li><em>Recupero dati in emergenza<\/em>: occorre considerare delle procedure utili a recuperare i dati presso un differente data center, qualora quello primariamente previsto fosse reso inutilizzabile da incidenti o calamit\u00e0.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember497\">Fatta questa doverosa premessa, occorre prevedere le vere e proprie fasi di realizzazione del business continuity plan, a cominciare dalla definizione degli obiettivi, focalizzando e cercando di misurare puntualmente i risultati, per verificare costantemente la rispondenza di quanto previsto dal BCP rispetto alle esigenze di business.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember498\">Una volta identificati gli obiettivi, occorre individuare gli stakeholder del piano. Le organizzazioni dovrebbero sempre nominare un business continuity manager, o un ufficio destinato a tale funzione, con almeno un referente per ogni linea di business.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember499\">Il business continuity manager deve in primo luogo identificare le necessit\u00e0 e le aree fondamentali per il business, che, in caso di fermo prolungato, rischiano di causare i danni pi\u00f9 rilevanti all\u2019azienda. Tale attivit\u00e0 non pu\u00f2 prescindere dalla valutazione dei rischi finanziari e operativi che possono verificarsi nei casi di emergenza e dei relativi impatti sul business, con l\u2019obiettivo di individuare con accuratezze le conseguenze di ogni avversit\u00e0.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember500\">Una volta definito il quadro analitico e le conseguenti valutazioni si hanno tutti gli elementi necessari per procedere con la redazione del business continuity plan, in cui vengono indicate le strategie per la gestione del rischio e la loro gestione durante il periodo dell\u2019emergenza, con l\u2019obiettivo di garantire il totale ripristino della continuit\u00e0 di business.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember501\">Dopo tutto questo si passa alla creazione del piano operativo, il Business Continuity Plan vero e proprio, in cui vengono indicate strategie di prevenzione del rischio e la sua gestione, il superamento dell\u2019emergenza fino al ripristino della continuit\u00e0 del business.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember502\">Il piano va continuamente revisionato ed aggiornato, in modo da mantenere coerenti e pertinenti le misure individuate a fronte delle variazioni di business che intervengono in un determinato periodo. Genericamente l\u2019aggiornamento del BCP \u00e8 previsto su base annuale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember503\">Per realizzare un BCP efficace \u00e8 possibile avvalersi di vari framework, anche se non esiste un BCP valido per tutte le situazioni ed occorre diffidare delle soluzioni troppo pronte all\u2019uso. Ogni azienda dispone infatti di caratteristiche ed esigenze anche molto specifiche che richiedono competenze o consulenze qualificate e dotate di una comprovabile esperienza sul campo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember504\">In sintesi, il ciclo di vita di un business continuity plan contiene almeno le seguenti fasi:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>Raccolta e analisi delle informazioni, oltre alla definizione della BIA (analisi impatti business) e del RA (valutazione dei rischi);<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Pianificazione e sviluppo del piano;<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Implementazione del piano;<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Test del piano;<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Revisione e aggiornamento del piano.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember506\">Anche il disaster recovery diventa <em>as a service<\/em> con il modello DRaaS, che offre il vantaggio di una migliore sicurezza, automazione, resilienza alle minacce informatiche e l\u2019incorporazione di tecnologie all\u2019avanguardia, inclusa l\u2019intelligenza artificiale. Questo servizio fornisce soluzioni di ripristino rapide e affidabili in un ambiente digitale che sta diventando pi\u00f9 complicato e interconnesso, migliorando la protezione contro le minacce It e proteggendo la continuit\u00e0 di business. La crescente minaccia di attacchi ransomware accelera ulteriormente l\u2019adozione, con le organizzazioni che cercano opzioni di ripristino rapide e affidabili. Lo scrive Markets and Markets nel suo nuovo report sul futuro del mercato del DRaaS o Disaster recovery as a service.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember507\">L\u2019ascesa del paradigma <em>as a service<\/em> per il disaster recovery si lega alla proliferazione dei dati. In questo contesto, il DRaaS sfrutta tecnologie come la deduplicazione e la compressione per ottimizzare lo storage e ridurre i costi. Ci\u00f2 consente alle organizzazioni di gestire e proteggere in modo efficiente ed economicamente sostenibile grandi quantit\u00e0 di dati.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember508\">Dal punto di vista tecnologico, le soluzioni DRaaS incorporano intelligenza artificiale e automazione per migliorare l\u2019orchestrazione del ripristino di emergenza. L\u2019analisi predittiva e gli algoritmi di apprendimento automatico (machine learning) possono identificare potenziali vulnerabilit\u00e0 e attivare automaticamente le procedure di failover, risparmiando tempo prezioso durante le crisi. Inoltre, poich\u00e9 le organizzazioni si affidano sempre pi\u00f9 all\u2019edge computing per l\u2019elaborazione dei dati in tempo reale, il DRaaS estende la sua portata alle sedi periferiche. Ci\u00f2 garantisce la business continuity anche nelle operazioni periferiche critiche e la replica dei dati nei datacenter centralizzati o nel cloud.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember509\">Infine ma non certo per ultimo il Disaster Recovery insieme alla Business Continuity, rivestono un\u2019importanza primaria ai fini del \u00a0GDPR\u00a0(General Data Protection Regulation), infatti il Regolamento Europeo n\u00b0679\/2016 \u00e8 tra i temi pi\u00f9 dibattuti in tema di\u00a0Sicurezza informatica aziendale e ha come fine, disciplinare uno standard pi\u00f9 semplice del trattamento e la circolazione dei dati relativi le persone fisiche e giuridiche, ovvero sia i cittadini e le organizzazione in tutti i Paesi membri dell\u2019Unione Europea e offrire ai cittadini europei un senso di fiducia nelle nuove tecnologie e \u2013 soprattutto \u2013 sensibilizzare la aziende affinch\u00e9 riservino alla privacy la massima importanza in tema di\u00a0Sicurezza informatica aziendale<strong>.<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQEMSug1i4zINQ\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1712293439114?e=1718841600&amp;v=beta&amp;t=npJRsFSqObRIF1pDHYqwBZtD7TdJuwwlfp7uTCLwz7w\" alt=\"\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n<cite><strong><em>Hardware is easy to protect: lock it in a room, chain it to a desk or buy a spare. Information poses more of a problem: it can exist in more than one place, be transported halfway across the planet in seconds and be stolen without your knowledge<\/em><\/strong>.<br \/><br \/><strong><em><a href=\"https:\/\/www.schneier.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Bruce Schneier<\/a><\/em><\/strong><\/cite><\/blockquote>\r\n\r\n\r\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo di <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/biagino-costanzo-32107612\/\">Biagino Costanzo<\/a> | Centro Studi Europeo | Member of the Steering Committee | WG on Governance &amp; Risk Management Strategy<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; If you spend more on coffee than on information security, you will be hacked. What\u2019s more, you deserve to be hacked Richard A. Clarke Una importante perdita di dati \u00e8 un evento estremamente dannoso e a volte pu\u00f2 rendere problematica la stessa sopravvivenza dell\u2019azienda.Senza un appropriato sistema che metta al riparo da eventi imprevisti,&#8230;<\/p>","protected":false},"author":19,"featured_media":1497,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"default","_kad_post_title":"default","_kad_post_layout":"default","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"default","_kad_post_vertical_padding":"default","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-465","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/465","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=465"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/465\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1498,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/465\/revisions\/1498"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1497"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=465"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=465"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=465"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}