{"id":546,"date":"2024-03-13T17:29:00","date_gmt":"2024-03-13T16:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hermescse.eu\/?p=546"},"modified":"2025-02-19T17:10:17","modified_gmt":"2025-02-19T16:10:17","slug":"la-terra-di-mezzo-del-green-deal-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/la-terra-di-mezzo-del-green-deal-europeo\/","title":{"rendered":"La Terra di Mezzo del Green Deal europeo"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2167\">La Commissione europea ha presentato una raccomandazione per l\u2019obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2040 e per tracciare il percorso verso la neutralit\u00e0 climatica nel 2050. Il quadro deriva dagli impegni assunti dall\u2019UE nell\u2019ambito dell\u2019accordo di Parigi, e le misure indicate dall\u2019UE fanno riferimento \u201c<em>alla garanzia della competitivit\u00e0 dell\u2019industria europea, una maggiore attenzione a una transizione giusta che non lasci indietro nessuno, condizioni di parit\u00e0 con i partner internazionali e un dialogo strategico sul quadro post-2030<\/em>\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2168\">Alla base delle politiche relative alla transizione verde vi \u00e8 il veloce innalzamento della temperatura globale causate dall\u2019emissione di CO2 e gas serra, ed in relazione a ci\u00f2 l\u2019UE ha evidenziato la necessit\u00e0, con estrema evidenza non pi\u00f9 rimandabile, di adottare politiche in grado di limitare il \u201c<em>climate change<\/em>\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutta l\u2019UE e gli Stati membri si dovranno adeguare a norme stringenti, anche in termini di costo, volte a limitare gli impatti ambientali derivanti dall\u2019attivit\u00e0 umana. Questo non \u00e8 semplicemente lodevole, ma a questo punto \u00e8 una questione esistenziale, perch\u00e9 il clima si sta modificando pi\u00f9 in fretta di quanto si credeva, mettendo a repentaglio vite umane, stili di vita di intere nazioni, nonch\u00e9 l\u2019intero ecosistema globale. Senza mettere in discussione tali politiche, perch\u00e9 ora \u00e8 in gioco il futuro delle prossime generazioni, si ritiene utile tuttavia estendere la base argomentativa su altri scenari di competizione globale.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2170\">Una delle principali cause del riscaldamento globale sono le emissioni di CO2, derivante dall\u2019alta produzione di gas, petrolio e carbone (combustibili fossili), che nel tempo hanno prodotto uno strato impercettibile attorno al nostro pianeta che riesce a trattenere il calore, e da qui, si \u00e8 sviluppato negli anni il cosiddetto effetto serra che sta concorrendo inesorabilmente al cambiamento climatico.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2171\">Il seguente grafico ci mostra in termini di emissioni totali chi produce pi\u00f9 CO2.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQFzAwo9BddxNg\/article-inline_image-shrink_1000_1488\/0\/1710254156503?e=1718841600&amp;v=beta&amp;t=ui_SiDELv6FXjQ_9jZiRhO9mXLxoFgezA3Wa2Mo2nnk\" alt=\"\" \/>\r\n<figcaption class=\"wp-element-caption\">Data source GLC Budget e realizzazione grafica con OUR World in Data<\/figcaption>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2173\">I dati mostrati evidenziano che la <strong>Cina<\/strong> a partire dall\u2019anno 2000 ha avuto una fortissima impennata in termini di produzione di gas serra, superando a partire dal 2005 il principale produttore dell\u2019epoca, ovverosia gli USA.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2174\">Sempre intorno a quella data si nota una progressiva diminuzione (circa il 17%) delle emissioni degli USA.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le emissioni totali di Cina, USA ed India ammontano a pi\u00f9 di 7 volte le emissioni dell\u2019Unione Europea a 27 Stati.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2176\">Questi pochi dati mostrano la sproporzione in termini di emissioni tra i principali emettitori e l\u2019UE in toto.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2177\">Questo deve far riflettere in termini generali, perch\u00e9 la flessione relativa alle emissioni di CO2 di USA e UE a 27, non \u00e8 accompagnata dalla riduzione degli altri principali Stati produttori di gas serra.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2178\">La <strong>Cina<\/strong> continua la crescita di importazione e produzione interna di carbone (di recente si \u00e8 avuto un picco del 73%), aumentando sempre pi\u00f9 le proprie emissioni, l\u2019India ha iniziato una cavalcata in tal senso.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2179\">La <strong>Russia<\/strong> dopo una fase di diminuzione posto caduta URSS \u00e8 divenuta stabile nelle emissioni. Non si potr\u00e0 parlare di efficaci politiche di contenimento delle emissioni di gas serra senza la Cina che ne produce quasi il 50% rispetto ai principali paesi industrializzati. Il seguente grafico mostra visivamente quanto prima affermato per le principali economie del mondo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2181\">La Commissione Europea nel suo comunicato stampa in merito alle raccomandazioni sul percorso di raggiungimento della neutralit\u00e0 climatica del 2050 afferma che \u201c<strong><em>aumenter\u00e0 inoltre la resilienza dell\u2019Europa contro le crisi future e, in particolare, rafforzer\u00e0 l\u2019indipendenza energetica dell\u2019UE dalle importazioni di combustibili fossili<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2182\">L\u2019indipendenza energetica, anche alla luce delle fibrillazioni introdotte dal conflitto ucraino in termini di approvvigionamento energetico, \u00e8 uno degli aspetti da raggiungere il prima possibile, questo aspetto \u00e8 pi\u00f9 che evidente.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2183\">Ma ci\u00f2, a monte, deve essere osservato in termini di catena del valore. Appare impensabile importare elementi provenienti da paesi che non rispettano politiche green per poi inserirli all\u2019interno di politiche verdi dispendiose per i paesi a valle della catena.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2184\">Cos\u00ec non si fa altro che avvantaggiare gli Stati emettitori di CO2 aumentando oltre ogni modo il loro vantaggio competitivo derivante anche da un basso costo di manodopera.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2185\">L\u2019intera catena del valore dovrebbe essere basata su un\u2019intera filiera verde.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2186\">Ad esempio, avrebbe poco senso importare grossi quantitativi di terre rare, fondamentali per la produzione di dispositivi a basso impatto ambientale (come per le batterie per le auto elettriche), quando a monte vi \u00e8 un gigantesco dispendio di energia derivante da combustibili fossili.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2187\">L\u2019impatto in termini di emissioni non deriva solamente, appare ovvio, dall\u2019approvvigionamento delle terre rare, vi sono altre filiere produttive che hanno importanti percentuali di emissioni di gas serra. Due di queste sono il trasporto marittimo con le grandi navi porta container (il principale produttore di merci \u00e8 la Cina che distribuisce in tutto il mondo) e gli allevamenti intensivi (problematici anche sotto il profilo sanitario). In questo gioco delle emissioni globali servono reali politiche su larga scala, e non solamente da parte di una piccola, in termini percentuali, platea di attori.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2188\">In questo contesto emerge con forza, inoltre, il fenomeno del <strong>green washing<\/strong>, ovvero l\u2019ecologismo di faccia che serve a migliorare sempre pi\u00f9 il vantaggio competitivo degli Stati con una pesante impronta in termini di emissioni. L&#8217;Unione europea sta disponendo nuove regole e sistemi di controllo per frenare tale pratica, ma il dubbio che tale fenomeno venga arginato con efficacia \u00e8 forte.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2189\">Altro aspetto indicato nel comunicato stampa della Commissione Europea \u00e8 il tema della cattura della CO2: \u201c<em>il raggiungimento dell\u2019obiettivo raccomandato del 90% richieder\u00e0 sia la riduzione delle emissioni che la rimozione del carbonio, sia l\u2019implementazione di tecnologie di cattura e stoccaggio, nonch\u00e9 l\u2019uso del carbonio catturato nell\u2019industria<\/em>\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2190\">Il tema delle emissioni dei gas serra, quindi non \u00e8 composto solamente da coloro che emettono tanto, ma anche dai sistemi naturali di cattura della CO2. In termini di cattura delle emissioni di CO2, la foresta pluviale dell\u2019Amazzonia immagazzina l\u2019equivalente di quattro o cinque anni di emissioni prodotte dall\u2019uomo, pari a 200 gigatoni di carbonio.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2191\">La deforestazione che sta colpendo il principale bacino in termini di superficie \u00e8 il Brasile, e qui si \u00e8 avuto il record in termini di deforestazione: quasi il 20% della maggiore foresta lasciato il posto a colture ed allevamenti intensivi. In pratica si riduce il maggiore metodo di cattura naturale della CO2 lasciando il posto a sistemi che emettono CO2 in modo sostanziale. Anche in questo caso serve una politica globale di contenimento delle emissioni, ma appare sempre pi\u00f9 evidente che gli attori internazionali preferiscono coltivare il proprio giardino a scapito dell\u2019avanzata del deserto globale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember2192\">L\u2019impegno dell\u2019UE in relazione all\u2019adozione di politiche di contenimento delle emissioni \u00e8 lodevole e dovuto, ma esso avr\u00e0 un costo non indifferente per i cittadini europei a vantaggio di altri. Serve una pi\u00f9 equa redistribuzione dei costi (nonch\u00e9 futuri benefici) derivanti dall\u2019implementazione di tali politiche. Servono pressioni nei confronti di coloro che hanno ruoli importanti in termini di impronta ambientale. Abbiano una sola casa, e ragionare in ottica di breve termine alla lunga avr\u00e0 un costo insostenibile per le generazioni futuri, lo sforza dovr\u00e0 essere globale.<\/p>\r\n\r\n\r\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo di <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/giovanni-gambino\/\">Giovanni Gambino<\/a> | Senior Researcher <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/company\/centro-studi-internazionali\/\">Centro Studi Internazionali<\/a> | <em>WG on Geopolitical, Strategic, Economic and Intelligence Analysis<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Commissione europea ha presentato una raccomandazione per l\u2019obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2040 e per tracciare il percorso verso la neutralit\u00e0 climatica nel 2050. 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