{"id":548,"date":"2024-03-16T17:33:00","date_gmt":"2024-03-16T16:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hermescse.eu\/?p=548"},"modified":"2025-02-19T17:09:37","modified_gmt":"2025-02-19T16:09:37","slug":"kosovo-percezioni-di-insicurezza-e-rischi-per-la-stabilita-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/kosovo-percezioni-di-insicurezza-e-rischi-per-la-stabilita-europea\/","title":{"rendered":"Kosovo: percezioni di (in)sicurezza e rischi per la stabilit\u00e0 europea"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1820\">L\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina del Febbraio 2022 ha mostrato come simili scenari di destabilizzazione possano svilupparsi velocemente all\u2019interno di altri contesti europei non pienamente pacificati.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1821\">A tal proposito, i Balcani occidentali rappresentano un crocevia per la sicurezza europea e le relazioni euro-atlantiche nel medio e lungo termine.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1822\">All\u2019interno della stessa regione, la normalizzazione delle relazioni tra Serbia e Kosovo \u00e8 fondamentale per stabilizzare l\u2019intero spazio post-jugoslavo, accelerarne il percorso di integrazione nell\u2019UE e contrastare qualsiasi spillover conseguente alle dinamiche della guerra russa contro l\u2019Ucraina.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1823\"><strong>Statualit\u00e0 e identit\u00e0 contese<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1824\">Escludendo strategicamente le diverse complessit\u00e0 simboliche e storiche della statualit\u00e0 del Kosovo, il percorso di normalizzazione iniziato a Brussels nel 2013 raggiunse importanti risultati nel biennio successivo. La risoluzione di questioni tecniche, ma non di minore importanza (riforma del catasto, riconoscimento dei diplomi, etc.), riconobbe una certa credibilita ai negoziatori europei ed \u00e9lite politiche per i risultati raggiunti. Ciononostante, il processo di normalizzazione rimase ambiguo nella sua implementazione: un approccio troppo normativo e burocratico trascurava bisogni reali e aspirazioni dei cittadini. Una lunga fase di stallo fu interrotta solo tra l\u2019agosto <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/336278835_Kosovo-Serbia_-_A_Land_Swap_for_elites_not_the_people\">2018<\/a> e l\u2019aprile del 2021.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1825\">Nel tentativo di ripristinare il percorso di normalizzazione e trovare un\u2019alternativa al parallelo processo di integrazione nell\u2019UE, alcuni Paesi balcanici (Serbia e Slovenia) e altri memberi dell\u2019UE considerarono un piano di \u201caggiustamento territoriale\u201d tra le aree a maggioranza albanese della Serbia e quelle serbe del Kosovo nel 2018. Nel 2021, lo <a href=\"https:\/\/www.camr.sk\/2021\/05\/18\/the-non-papers-temptation-neither-a-way-out-nor-forward-to-the-serbia-kosovo-reconciliation\/?fbclid=IwAR3oBUXAea7yyChJflo5sOPXAmMvsMABnJRiTnGYohBydetKB8odsw3QBk0\">scandalo dei \u201cnon-papers\u201d<\/a> mise nuovamente in luce un possibile piano di riorganizzazione dei confini contestati dei Balcani occidentali.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1826\">Un tale scenario apparve deleterio per aver ignorato (1) la presenza di serbi a &#8220;sud del fiume Ibar&#8221; in Kosovo, (2) il difficile ma presente ripristino delle relazioni interetniche negli altri contesti nazionali, (3) la riorganizzazioni di una nuova politica di integrazione nell\u2019UE, gi\u00e0 cambiata dopo l\u2019ingresso di Romania e Bulgaria. Nonostante la mancata implementazione di entrambi i progetti, la proposta riecheggia nelle sfere pubbliche di Kosovo e Serbia nei momenti di crisi internazionale e stallo politico.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1827\">Una nuova variabile deve oggi essere considerata nel medio-lungo termine: un possibile accordo di pace (o di cessate il fuoco) tra Kiev e Mosca, che assecondi le velleit\u00e0 russe nei territori occupati in Ucraina, potrebbe rafforzare l\u2019idea di una \u201c<em>all-in-one-solution<\/em>\u201d di territori disfunzionali sul piano istituzionale (Bosnia) o impantanati nel tortuoso processo di pacificazione (Serbia\/Kosovo).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1828\"><strong>Demografia e \u201cGrey Rhino\u201d<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1829\">Una delle dissonanze nelle analisi del \u201cnodo kosovaro\u201d rimane legata alla posizione della minoranza serba nel Paese. Alcuni punti di analisi devono essere chiariti: (a) i serbi costituiscono circa il 5% dell&#8217;intera popolazione del Kosovo, nonostante gli ultimi eventi di violenza ne amplifichino la percezione nello scenario politico regionale; (b) il Kosovo rimane un Paese multietnico, le cui minoranze hanno un ampio riconoscimento dei propri diritti in ambito costituzionale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1830\">Semmai, l&#8217;implementazione di tali diritti nelle politiche pubbliche rimane problematica; (c) la presenza della minoranza serba non \u00e8 solamente importante nella regione settentrionale del Kosovo: citt\u00e0 come Gra\u010danica\/Gra\u00e7anic\u00eb e \u0160trpce\/St\u00ebrpc\u00eb contano circa 14.000 residenti di etnia serba.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1831\">Secondo la <a href=\"https:\/\/www.esiweb.org\/publications\/invented-pogroms-statistics-lies-and-confusion-kosovo\">recente analisi dell\u2019ESI<\/a>, circa 129.474 serbi vivevano nel territorio kosovaro nel 2004. Tale stima appare congrua a quella dell\u2019<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20170528122213\/http:\/\/www.infoecmi.eu\/index.php\/ecmi-minority-figures-in-kosovo-census-to-be-used-with-reservations\/\">ECMI del 2013<\/a>, che indicava un totale di 130,591 serbi in Kosovo, di cui 73,944 nella zona settentrionale (Nord Kosovo) e altri 56,647 nelle restanti aree a \u201csud del fiume Ibar\u201d. Tale comparazione \u00e8 importante alla luce delle recenti dichiarazioni del Presidente serbo, Aleksandar Vu\u010di\u0107, su una presunta \u201cpulizia etnica\u201d dei serbi del Kosovo conseguente le decisioni politiche di Albert Kurti.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una retorica, quella di Vu\u010di\u0107, simile a quella moscovita nel giustificare l\u2019intervento in Ucraina a difesa della minoranza russa. Bisogna sicuramente confermare che la popolazione serba ha subito un declino del -22% nell\u2019ultimo ventennio.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1833\">Un\u2019analisi approfondita e comparativa dimostra per\u00f2 che tale calo demografico dei serbi del Kosovo segue coerentemente quello di altre regioni in Serbia: Kolubara -20%, Nord Backa -20%, Pomoravlje -20%\\, Rasina -20%, Branicevo -22%, Jablanica -23%, Toplica -24% Mid-Banat -24%.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1834\">Ciononostante, la strategia retorica di Belgrado prendere le sembianze di un \u201cGrey Rhino\u201d: ossia, uno scenario caratterizzato da una minaccia probabile all\u2019interno dei Balcani, di possibile grande impatto su scala regionale, da tempo trascurata e sottovalutate dall\u2019UE. Negli ultimi mesi la serie di avvertimenti e concreti casi di violenza sembrano confermare la possibilita di una prossima destabilizzazione. In serie cronologica nel periodo 2021-2023: la crisi sul riconoscimento delle targhe di circolazioni serbe, il ritiro delle autorit\u00e0 di rappresentanza serba dalle istituzioni kosovare, gli scontri a Belgrado in supporto dei serbi del Kosovo seguiti dalla richiesta di invio di 1000 militari serbe da parte da Belgrado; il boicottaggio della comunit\u00e0 serba delle elezioni locali nel Kosovo settentrionale e successive violenze che hanno coinvolto anche il contingente KFOR; l\u2019arresto di tre agenti di polizia kosovara al confine meridionale serbo; l\u2019uccisione di tre paramilitari serbi facenti parte del gruppo barricato dentro il monastero serbo di Banjska.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1835\"><strong>Percezioni di (in)sicurezza<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1836\">Studi qualitativi condotti tra il <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/21647259.2021.1895605\">2018<\/a> e il <a href=\"https:\/\/omega.umk.pl\/info\/article\/UMK4cb501c93775491fad629a36e7c7e221\/Publication+%25E2%2580%2593+Theorising+%2527good+personhood%2527+in+rural+Kosovo+%253A+inconspicuous+coexistence+and+local+Serb+responses+to+security+and+identity+dilemmas+%25E2%2580%2593+Nicolaus+Copernicus+University?r=publication&amp;ps=20&amp;lang=pl&amp;pn=1&amp;cid=511343\">2020<\/a> tra i serbi delle zone rurali del Kosovo meridionale evidenziavano una quasi totale mancanza di ostacoli alla convivenza interetnica. Nonostante i fenomeni di stigmatizzazione giocavano un ruolo ancora importante nell\u2019immaginario collettivo, molti intervistati mostravano <a href=\"https:\/\/staffprofiles.bournemouth.ac.uk\/display\/internet-publication\/317912\">una forte pragmaticit\u00e0<\/a> nel ripristino delle relazioni interetniche. Ad esempio, molti erano gi\u00e0 in possesso di una documentazione personale (carta d&#8217;identit\u00e0, patente di guida, ecc.) rilasciata dalle autorit\u00e0 kosovare e non di Belgrado. La mancanza di infrastrutture e fenomeni di corruzione sistemica (<a href=\"https:\/\/www.iedonline.eu\/publications\/2022\/democracy-versus-autocracy\/what-where-and-whose-democracy-trupia\">state capture<\/a>) della politica serba venivano considerati come la principale causa dell\u2019<em>enclavizzazione <\/em>delle stesse comunit\u00e0 serbe.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1837\">Ciononostante, due importanti avvenimenti hanno cambiato la percezione della sicurezza nella comunit\u00e0 serba: 1) <a href=\"https:\/\/pesquisa.bvsalud.org\/global-literature-on-novel-coronavirus-2019-ncov\/resource\/pt\/covidwho-1904254\">nel 2020<\/a>, l\u2019introduzione delle misure di prevenzione del contagio del SARS-CoV-2 favorirono l\u2019aumento di atti vandalici contro i luoghi sacri serbi e propriet\u00e0 private; 2) la mancata realizzazione dell\u2019Associazione delle Municipalit\u00e0 a maggioranza serba. Quest\u2019ultima, ripresa <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=FJFNOZS740A&amp;t=1197s\">nel processo di normalizzazione del 7 Febbraio 2023,<\/a> ha visto l\u2019opposizione delle autorit\u00e0 kosovare. Bisogna precisare che Pristina non contesta l\u2019allargamento dello spazio di autogoverno dei serbi a livello locale, nonostante una <a href=\"https:\/\/www.dw.com\/en\/kosovo-top-court-finds-parts-of-eu-sponsored-deal-with-serbia-unconstitutional\/a-18937945\">precedente bocciatura<\/a> della Corte Costituzionale. Oggetto di critica rimangono le modalit\u00e0 attraverso cui la realizzazione di una tale forma di autogoverno garantirebbe a Belgrado (piuttosto che ai cittadini serbi) un pieno controllo politico ed economico delle municipalit\u00e0.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1838\">Una tale riorganizzazione politico-amministrativa del Kosovo comprometterebbe la funzionalit\u00e0 statale del Paese a causa di (1) una completa indipendenza dei serbi dall\u2019architettura istituzionale e (2) una costante interferenza di Belgrado come nello scenario bosniaco. Entrambi contribuirebbero inoltre all\u2019esplosione del \u201cGrey Rhyno effect\u201d sopra citato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1839\"><strong>Pace (Im)Possible?<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember1840\">La normalizzazione tra i due Paesi potrebbe essere raggiunta attraverso un ritorno all\u2019approccio del 2013-2015. Per evitare lo stallo burocratico, alcuni esempi positivi possono essere considerati:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>la proposta di Pristina di riforma del sistema bancario attraverso l\u2019introduzione dell\u2019Euro come moneta unica potrebbe essere anche sostenuta una politica di assistenza fiscale per la comunit\u00e0 serba, riconoscendone i diritti alla pensione, la ripartizione dei tributi, etc., e favorendo il dialogo con le autorit\u00e0 kosovare. Tale scenario potrebbe inoltre disincentivare la stessa comunit\u00e0 serba a intraprendere attivit\u00e0 illegali ma che permettono un\u2019alternativa all\u2019isolamento economico e dipendenza dal dinaro serbo.<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>favorire la cooperazione interetnica su importanti problematiche locali. Nella cittadina di Peja\/Pe\u0107, comunit\u00e0 serba e albanese hanno collaborato <a href=\"https:\/\/kfos.org\/en\/publications\/128\/make-kosovo-green-again-environmentalism-means-civic-education?fbclid=IwAR2PeIO6RfaMloBsSyqHncxvW2bJHfnSC02b1Fp1rbjW0o8qluzDuMBmCnc\">nel sistema di gestione dei rifiuti<\/a>, diminuendo l\u2019impatto ambientale sulla cittadinanza dovuto al serio problema delle discariche abusive in Kosovo. Tali modelli di cooperazione potrebbero essere allargati in altri settori e coadiuvati dal contingente internazionale delle KFOR.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019UE dovrebbe interrompere la politica di appeasement nei confronti della Serbia e sostenere Paesi membri (soprattutto <a href=\"https:\/\/emerging-europe.com\/explainer\/the-explainer-the-eus-kosovo-refuseniks\/\">i cinque non-recognisers dell\u2019UE<\/a>) nell\u2019intraprendere percorsi alternativi di avvicinamento e riconoscimento del Kosovo. Esempio costruttivo \u00e8 quello della Spagna che ha recentemente riconosciuto il passaporto kosovaro nonostante le possibili criticit\u00e0 derivanti dalle istanze di indipendenza catalana.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo di <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/francescotrupia\/\">Francesco Trupia, PhD<\/a> | <em>Senior Researcher<\/em> Centro Studi Europeo | <em>WG on Geopolitical, Strategic, Economic and Intelligence Analysis<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina del Febbraio 2022 ha mostrato come simili scenari di destabilizzazione possano svilupparsi velocemente all\u2019interno di altri contesti europei non pienamente pacificati. A tal proposito, i Balcani occidentali rappresentano un crocevia per la sicurezza europea e le relazioni euro-atlantiche nel medio e lungo termine. 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