{"id":967,"date":"2024-06-07T18:16:41","date_gmt":"2024-06-07T16:16:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hermescse.eu\/?p=967"},"modified":"2025-02-19T16:48:42","modified_gmt":"2025-02-19T15:48:42","slug":"l-importanza-del-debito-privato-negli-shock-sistemici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hermescse.eu\/en\/l-importanza-del-debito-privato-negli-shock-sistemici\/","title":{"rendered":"L&#8217;importanza del debito privato negli shock sistemici"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember145\">Le statistiche sono essenziali per assumere decisioni informate.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember146\">Questo \u00e8 un fatto.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember147\">Un altro fatto \u00e8 che il capitalismo \u00e8 un sistema economico con luci ed ombre basato sul debito.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La politica economica degli Stati di tipo liberale lascia al debito privato, in determinati casi, degli aspetti in termini di riequilibrio delle crisi finanziarie e sociali, e pertanto, \u00e8 quanto meno necessario dibattere su questo aspetto. In questa ottica si inizier\u00e0 dicendo che il debito, nelle sue forme di tipo privato e pubblico assume aspetti differenti ma essenziali nelle dinamiche statali interne e internazionali.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember149\">Lo spostamento internazionale dei beni e dei capitali genera variazioni del livello dei prezzi oltre che del tasso di rendimento (interesse) dei singoli Paesi, e questo fa s\u00ec che vi siano ripercussioni sulla bilancia dei pagamenti. Secondo Acocella, la bilancia dei pagamenti \u00e8 il documento contabile nel quale si registrano le transazioni economiche che hanno luogo in un determinato periodo fra residenti di un paese e non residenti e dalle quali scaturiscono esborsi e introiti in valute estere<sup class=\"fn\" data-fn=\"8ed22246-4d59-41b5-80e5-5cab98ba453c\"><a id=\"8ed22246-4d59-41b5-80e5-5cab98ba453c-link\" href=\"#8ed22246-4d59-41b5-80e5-5cab98ba453c\">1<\/a><\/sup>. Lo spostamento dei beni tra Stati, in un sistema globalizzato, implica una competizione tra sistemi economici dove chi pi\u00f9 esporta pi\u00f9 sostiene la crescita, almeno a livello generale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember150\">Questo porta verso un semplice fatto che, a prima vista, potrebbe apparire banale, e cio\u00e8 una esportazione che, vista dall\u2019estero, rappresenta un\u2019importazione. Generando un credito da una parte, ed un debito dall\u2019altra. Gli interessi sono contrapposti e di questo bisogna tenerne conto.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember151\">Le economie hanno degli equilibri che, in periodi di \u201ccalma\u201d funzionano in un determinato modo ma, in talune circostanze, definite crisi, portano a scompensi spesso particolarmente rilevanti. Uno di questi \u00e8 abbastanza recente: la crisi dei mutui subprime del 2008 negli USA.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember152\">Spesso per\u00f2 la \u201csituazione si complica\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una di queste \u00e8 il rapporto complicato tra USA e Cina, dove la prima importa massicciamente manufatti dalla Cina, finanziando di fatto lo sviluppo di questa, ma dall\u2019altra abbiamo che il paese del Sol Levante \u00e8 il primo finanziatore<sup class=\"fn\" data-fn=\"bcf29433-8fd6-43b8-8731-19d2bab9d0dd\"><a id=\"bcf29433-8fd6-43b8-8731-19d2bab9d0dd-link\" href=\"#bcf29433-8fd6-43b8-8731-19d2bab9d0dd\">2<\/a><\/sup> dell\u2019enorme debito pubblico statunitense (40 trilioni di dollari). Nei fatti la Cina ha tutto l\u2019interesse che il dollaro non abbia problemi. Potrebbe essere un\u2019arma di ricatto, ma il costo sarebbe tutt\u2019altro che a basso prezzo.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember154\">Tornando al tema principale, il debito privato gioca un ruolo fondamentale nelle dinamiche economiche degli Stati.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember155\">Non \u00e8 sufficiente osservare il solo dato del debito pubblico, perch\u00e9 il debito privato da solo \u00e8 in grado di trascinare intere economie in condizioni di crisi. Irrigidire la pressione fiscale in economie molto indebitate sotto il profilo privato potrebbe innescare una spirale dannosa successivamente sul debito pubblico in quanto gli aumenti delle imposte molto probabilmente conducono verso aggiuntive compressioni delle dinamiche economiche gi\u00e0 penalizzate dall\u2019elevato debito privato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember156\">L\u2019esperienza ellenica \u00e8 ancora recente e dovrebbe essere ricordata con attenta osservazione.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aspetto importantissimo \u00e8 che i titoli del debito pubblico rappresentano una parte del complesso delle passivit\u00e0 finanziarie di una nazione, e che, per valutare gli equilibri di un sistema economico si dovr\u00e0 tener conto anche del debito privato.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember158\">I capitali che confluiscono nel paese che prende in prestito, e quindi si indebita, affluiscono sia verso la parte pubblica che verso i privati.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember159\">Ma a ben vedere esiste un collegamento tra i due settori, perch\u00e9 in caso di crisi del debito privato, successivamente anche il settore pubblico entra in sofferenza, anche se in precedenza l\u2019afflusso dei capitali che hanno consentito l\u2019indebitamento privato ha generato ricchezza.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember160\">Il meccanismo \u00e8 il seguente: il debito in fase iniziale consente maggiore spesa (privata in questo caso) la quale, sostiene l\u2019economia di riferimento, e quindi a cascata redditi ed entrate fiscali. In determinati casi, in questa fase potrebbero scendere anche i disavanzi pubblici, se fatte scelte oculate.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember161\">L\u2019aumento repentino del debito privato in termini percentuali di PIL e l\u2019afflusso dei capitali in un dato paese rappresentano due indicatori importanti da tenere in osservazione.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember162\">In condizioni di crisi, come ad esempio shock esterni (la crisi USA del 2008 oppure il rapido aumento dei tassi di interesse), oppure \u201cravvedimenti\u201d dei mercati quando si rendono conto che si \u00e8 finanziato troppo, si arriva alla rottura del circolo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember163\">Il debito privato (il passivo per famiglie e imprese) rappresenta l\u2019attivo per i creditori (banche ed istituti finanziari). Quando l\u2019attivo delle banche entra in sofferenza per il mancato pagamento del debito privato entra in gioco il meccanismo perverso del salvataggio dell\u2019economia dalla crisi del sistema finanziario (i mutui subprime ed i successivi salvataggi a spese dei contribuenti, il caso Lehman Brothers ormai fa scuola e storia).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il motivo \u00e8 semplice: se le banche vanno a \u201cgambe per aria\u201d il sistema creditizio, e quindi economico, si blocca creando l\u2019inceppamento del sistema su cui le moderne economie sono fondate.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember165\"><a href=\"https:\/\/sbilanciamoci.info\/bilanci-pubblici-da-salvatori-a-vittime-4486\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Questo ragionamento \u00e8 ben spiegato da Felice Roberto Pizzuti in un articolo su Sbilanciamoci<\/a>: <em>\u201cla visione neoliberista ha favorito la crisi anche indebolendo il ruolo economico delle istituzioni e la loro capacit\u00e0 di compensare l\u2019instabilit\u00e0 dei mercati che, peraltro, anche a seguito della globalizzazione, andava aumentando. Mentre i bilanci delle imprese, delle banche e delle famiglie erano stimolati all\u2019indebitamento, per i bilanci pubblici si affermava l\u2019ortodossia del rigore; le stesse istituzioni finanziarie che alimentavano il debito privato (lucrandoci, anche con speculazioni disinvolte a danno dei loro clienti), criticavano i disavanzi pubblici con conseguenze concrete rilevanti per le politiche economiche e gli equilibri sociali e politici. Tuttavia, quando la crisi \u00e8 esplosa evidenziando la fragilit\u00e0 dei bilanci privati, da parte dei loro titolari non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 stata nessuna remora a chiedere (ed ottenere) il loro ripianamento alle autorit\u00e0 monetarie e ai bilanci pubblici. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto, specialmente negli Usa, subito dopo il fallimento della Lehman Brothers e riaccade adesso, particolarmente in Europa, dopo il dispiegarsi della \u201ctragedia greca\u201d. In quest\u2019ultimo caso l\u2019ortodossia rigorista punta il dito sul fatto che l\u2019intervento della Banca Centrale Europea sarebbe reso necessario da politiche fiscali lassiste che hanno deprecabilmente spinto ad intaccare anche l\u2019autonomia della Bce\u201d.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember166\">Nei fatti la catastrofe economica finanziaria nel 2008 a livello globale, e nel 2011 in Europa per la crisi del \u201cdebito sovrano\u201d, ha la stessa origine, non parte da politiche relative al bilancio pubblico, parte dal privato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember167\">L\u2019analisi condotta verr\u00e0 effettuata nell\u2019ambito delle principali economie europee aderenti all\u2019Euro.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember168\">Una prima indicazione sul debito privato ci viene fornita dallo stock totale di prestiti e titoli di debito emessi dalle famiglie in percentuale del PIL (Fonte dati: Global Debt Database settembre 2023).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember169\">Il grafico sottostante ci mostra un primo dato molto interessante. Le famiglie pi\u00f9 indebitate sono quelle Olandesi, le quali hanno un rapporto di indebitamento dal 2002 stabilmente sopra il 100% con picchi del 120% dal 2009 al 2012. Nel 2022 le grandi economie pi\u00f9 indebitate a livello famiglia, in ordine decrescente sono la Francia (62%), la Germania 57(%), la Spagna (55%). Il nostro paese \u00e8 poco sopra il 40%. Questo \u00e8 un dato interessante, perch\u00e9 fa da contraltare al nostro elevato debito pubblico, mettendo a riparo sotto alcuni aspetti la nostra economia da eventuali shock sistemici. Il grafico mostra un altro importante elemento immediatamente identificabile: l\u2019andamento del debito familiare irlandese. Esso cresce molto ed in breve tempo dal 2002 fino al 2009, tempi in cui l\u2019Irlanda \u00e8 stata vittima del grave stress finanziario derivante dalla crisi del debito sovrano. Le politiche di austerity imposte alla nazione irlandese sono oltre modo eloquenti. Questo \u00e8 un indicatore da tenere in considerazione: aumento repentino del debito privato e stress del debito pubblico. Il nostro paese non ha avuto questo problema, e ci\u00f2 deve far riflettere sulle cause (reali) che hanno generato lo stress dei nostri bond pubblici nel 2011.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember171\">Il grafico successivo mostra in modo particolareggiato la dinamica del debito familiare italiano, mostrando una chiara crescita dal 1989. Questo aspetto deve essere valutato sinteticamente alla luce di alcuni fattori. Il primo \u00e8 che il PIL reale in quel periodo non \u00e8 mai divenuto negativo ma ha sempre avuto un miglioramento, la spesa pubblica in termini reali \u00e8 diminuita dal 1993, nel 1989 si \u00e8 avuto un aumento dei tassi di interesse (dopo un breve periodo di diminuzione tra il 1984 e il 1988 il tasso di interesse nominale \u00e8 aumentato nuovamente fino a un nuovo picco del 13,1% nel 1992), nel periodo 1986\/1991 si \u00e8 avuto in lieve aumento dell\u2019inflazione (comunque con riduzione progressiva in termini percentuali). Una spiegazione di questo aumento dell\u2019indebitamento delle famiglie italiane potrebbe essere data dall\u2019aumento significativo dei prezzi degli immobili di tipo residenziale, i quali triplicano il costo medio nel periodo 1986\/1991<sup class=\"fn\" data-fn=\"67368310-80ee-454d-9a44-06a886a45801\"><a id=\"67368310-80ee-454d-9a44-06a886a45801-link\" href=\"#67368310-80ee-454d-9a44-06a886a45801\">3<\/a><\/sup>. Rimane il fatto che, i rapporti tra i vari paesi dell\u2019area euro in esame, mostrano le famiglie italiane in una condizione di indebitamento strutturale nettamente migliore rispetto alle altre sulla serie storica.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember173\">Altra importantissima dinamica \u00e8 quella relativa al debito del settore privato, ovverosia lo stock di passivit\u00e0 detenuto dai settori delle societ\u00e0 non finanziarie, famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. Gli strumenti presi in considerazione per la compilazione del debito del settore privato sono i titoli di debito e i prestiti, con dati presentati in termini consolidati, cio\u00e8 non tengono conto delle operazioni all&#8217;interno dello stesso settore, ed espressi in % del PIL (dati Eurostat).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember174\">I dati mostrano chiaramente che, prima dell\u2019esplosione della crisi del debito sovrano in Grecia, Irlanda, Spagna e portogallo \u00e8 esploso il debito privato, tranne che in Italia se non in modo nettamente minore rispetto a questi ultimi paesi, con variazioni percentuali in termini di PIL sostanzialmente uguali a quelle della Francia. Importante \u00e8 il debito privato della Danimarca, del Belgio, della Svezia e soprattutto dell\u2019Olanda. L\u2019Irlanda ha ridotto drasticamente il proprio debito privato, ma era pi\u00f9 che logico aspettarlo alla luce delle pesanti politiche di austerity imposte pe il salvataggio. L\u2019Italia tra le grandi economie europee si conferma il paese meno indebitato, ben 15 punti percentuali di PIL sotto rispetto alla Germania ma, salta all\u2019occhio la crescita graduale del debito privato francese (la seconda economia dell\u2019eurozona).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember177\">Le tabelle precedenti mostrano gli stock totali di debito privato (l\u2019ultimo mostro lo stock totale, il primo in assoluto quello delle famiglie). Da questo si pu\u00f2 ricavare il debito delle aziende, fornendo interessanti spunti anche in questo caso. L\u2019Irlanda continua ad aver un importante debito privato a livello aziendale, scendendo comunque dalla rilevante percentuale del 2015 sul rapporto con il PIL. L\u2019Olanda si conferma indebitata in modo considerevole anche in questo settore, rendendola esposta a shock. Il debito aziendale italiano si conferma tra i pi\u00f9 bassi a livello europeo in linea con quello tedesco. Le aziende francesi sono quelle pi\u00f9 indebitate tra le grandi economie. Sono elementi di indagine di politica economica interessanti.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember179\">L\u2019analisi sul tema procede mostrando un altro importante elemento: la posizione patrimoniale netta sull\u2019estero (NIIP). Una posizione patrimoniale netta sull&#8217;estero (NIIP) misura il divario tra lo stock di attivit\u00e0 estere di una nazione e lo stock di attivit\u00e0 di quella nazione. Essenzialmente, pu\u00f2 essere visto come il bilancio di una nazione rispetto al resto del mondo in un dato momento.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember180\">Sinteticamente i punti chiave sono i seguenti:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>Una posizione patrimoniale netta sull&#8217;estero (NIIP) misura il divario tra lo stock di attivit\u00e0 estere di una nazione e lo stock di attivit\u00e0 di quella nazione nei confronti dell\u2019estero.<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Pu\u00f2 essere visto come il bilancio di una nazione rispetto al resto del mondo in un momento specifico.<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>La NIIP \u00e8 un importante barometro della condizione finanziaria e dell\u2019affidabilit\u00e0 creditizia di una nazione.<\/li>\r\n\r\n\r\n\r\n<li>Una nazione con una NIIP positiva \u00e8 una nazione creditrice, mentre una nazione con una NIIP negativa \u00e8 una nazione debitrice.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember185\">La maggior parte delle nazioni pubblica i dati NIIP trimestralmente, specificando che essa comprende investimenti diretti, investimenti di portafoglio, altri generici tipi di investimenti e attivit\u00e0 di riserva che includono valute estere e oro. La NIIP di una nazione \u00e8 una componente chiave del bilancio nazionale poich\u00e9 la NIIP sommata al valore delle attivit\u00e0 non finanziarie \u00e8 pari al patrimonio netto di un\u2019economia. La posizione NIIP \u00e8 un importante barometro della condizione finanziaria e dell\u2019affidabilit\u00e0 creditizia di una nazione. Un valore NIIP negativo indica che le nazioni straniere possiedono pi\u00f9 attivit\u00e0 della nazione nazionale di quanto la nazione nazionale possieda attivit\u00e0 estere, rendendola cos\u00ec una nazione debitrice. Al contrario, un valore NIIP positivo indica che la propriet\u00e0 di beni esteri da parte della nazione nazionale \u00e8 maggiore della propriet\u00e0 di beni esteri da parte della nazione straniera, rendendola quindi una nazione creditrice.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember186\">I dati di cui alla figura successiva (fonte EUROSTAT) mostrando una dinamica interessante avvenuta prima della crisi del debito sovrano in Europa nel 2011. Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda (i famosi PIIGS esclusa l\u2019Italia) hanno avuto un rapido peggioramento della NIIP, fatto oltremodo indicatore di quello che stava accadendo ben prima della reale esposizione della natura della bolla. Per quanto riguarda la posizione del nostro paese si noti che dopo la crisi del debito sovrano inizia una positiva posizione NIIP compressa lievemente durante il periodo pandemico. Altro aspetto interessante \u00e8 quello relativo al paese olandese. Bench\u00e9 esso sia indebitato a livello privato, esso gode di una NIIP in termini percentuali del 10 al 2022 (hanno residenza qui alcuni degli istituti bancari pi\u00f9 importanti, nonch\u00e9 qui hanno sede legale molte multinazionali, tra cui Unilever, Shell, Stellantis). Al 2023 solamente 3 economie hanno una NIIP negativa, ovverosia il Belgio, la Grecia e la Francia. Per quest\u2019ultima il dato \u00e8 interessante.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember189\">Altro approfondimento \u00e8 quello relativo agli IDE (compente della NIIP). Gli investimenti esteri diretti sono una categoria di investimenti che riflette l&#8217;obiettivo di stabilire un interesse duraturo da parte di un&#8217;impresa residente in un&#8217;economia (investitore diretto) in un&#8217;impresa residente in un&#8217;economia diversa da quella dell&#8217;investitore diretto. L&#8217;IDE in entrata \u00e8 l&#8217;investimento di un investitore diretto non residente in un&#8217;impresa residente nell&#8217;economia ospitante (le definizioni si basano sul Sesto Manuale della Bilancia dei Pagamenti del FMI).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember190\">Il primo aspetto su cui iniziare il ragionamento \u00e8 il seguente: in Europa (UE) abbiamo di fatto un paradiso fiscale, ovverosia l\u2019Olanda. A parte ci\u00f2, i dati ed i grafici successivi mostrano come i periodi precedenti alle crisi finanziarie hanno visto un chiaro aumento degli IDE verso il paese dei tulipani.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember191\">Ci\u00f2 si \u00e8 verificato nel 2007 (prima dello scoppio della bolla dei mutui sub prima) e nel 2011 (crisi del debito sovrano europeo). Oltre a ci\u00f2, la Germania ha visto aumenti non marginali in termini di IDE.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember194\">Ultimo elemento in analisi \u00e8 il tasso di risparmio.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember195\">Essa \u00e8 un indicatore, espresso sotto forma di percentuale, utile a capire quale porzione di reddito \u00e8 dedicata agli accantonamenti per spese\/obiettivi futuri. Questo indicatore \u00e8 da inserire nel discorso generale fin qui fatto perch\u00e9 suggerisce alcuni temi su cui riflettere. Quando le famiglie diminuiscono la quota di risparmio pian piano si va verso l\u2019indebitamento, mostrando anche un peggioramento delle dinamiche economiche di un paese sotto pi\u00f9 aspetti. L\u2019Italia (oltre Grecia e Portogallo) \u00e8 l\u2019unico Stato dell\u2019area euro che ha ridotto il tasso di risparmio delle famiglie da poco prima della pandemia fino ad ora. Potrebbe essere il precursore di aumento del debito delle famiglie.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember197\"><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember198\">Quanto fin qui evidenziato ha mostrato l\u2019importanza del debito privato in termini di shock economici, in quanto, a partire da esso, \u00e8 possibile che vi sia un contagio in termini di debito pubblico.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember199\">L\u2019esperienza USA nel 2008 e successivamente in Europa con la crisi del debito sovrano in Irlanda, Grecia, e Portogallo lo ha dimostrato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember200\">In termini di debito privato l\u2019Italia \u00e8 tra le economie pi\u00f9 solide all\u2019interno dell\u2019area euro, anche se il tasso di risparmio delle famiglie si erode, facendo questo presagire un possibile aumento dell\u2019indebitamento privato. Anche il debito delle aziende italiane \u00e8 tra i migliori in termini di rapporto con il PIL.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember201\">Al contrario di molte aspettative il debito privato da tenere in osservazione \u00e8 quello olandese, essendo sopra una soglia prudenziale del 133% sul rapporto con il PIL.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember202\">Come gi\u00e0 osservato in fase introduttiva il modello capitalistico \u00e8 fondato sul debito, e pertanto, non \u00e8 da considerarsi sempre fattore negativo, lo diventa nel momento in cui esso diviene insostenibile e potenzialmente causa di insolvenza, causando rilevanti danni all\u2019economia ed ai bilanci pubblici in caso di crisi bancarie, andando successivamente a deprimere l\u2019economia reale con effetti a cascata spesso difficilmente risolvibili nel breve e medio termine. In conclusione, debito s\u00ec ma con oculate politiche di finanziamento.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember204\"><strong>APPENDICE<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember205\">Si vuol mostrare un dato interessante a livello globale in termini di NIIP. Il grafico si commenta da solo.<\/p>\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-footnotes\"><li id=\"8ed22246-4d59-41b5-80e5-5cab98ba453c\">N. Acocella, Fondamenti di politica economica, ed. Carocci. <a href=\"#8ed22246-4d59-41b5-80e5-5cab98ba453c-link\" aria-label=\"Jump to footnote reference 1\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"bcf29433-8fd6-43b8-8731-19d2bab9d0dd\">N.D.R.: Il secondo finanziatore il Giappone. <a href=\"#bcf29433-8fd6-43b8-8731-19d2bab9d0dd-link\" aria-label=\"Jump to footnote reference 2\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"67368310-80ee-454d-9a44-06a886a45801\">N.D.R. La propriet\u00e0 della casa \u00e8 pi\u00f9 comune nell&#8217;Europa orientale che nell&#8217;Europa occidentale. In paesi come il Kosovo (97,8%), l&#8217;Albania (96,3%) e la Romania (95,3%) si supera addirittura il 95%. Germania (49,1%) e Svizzera (42,2%) hanno di gran lunga il tasso di propriet\u00e0 abitativa pi\u00f9 basso in Europa. Sono gli unici Paesi in cui i proprietari di case sono una minoranza rispetto al totale. In Italia la percentuale di propriet\u00e0 della casa \u00e8 del 73,7%, secondo i dati Eurostat (fonte idealista). <a href=\"#67368310-80ee-454d-9a44-06a886a45801-link\" aria-label=\"Jump to footnote reference 3\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><\/ol>\r\n\r\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo di <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/giovanni-gambino\/\">Giovanni Gambino<\/a> | Senior Researcher | Hermes &#8211; Center for European Studies <em>WG on Geopolitical, Strategic, Economic &amp; Intelligence Analysis<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le statistiche sono essenziali per assumere decisioni informate. Questo \u00e8 un fatto. Un altro fatto \u00e8 che il capitalismo \u00e8 un sistema economico con luci ed ombre basato sul debito. 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