{"id":1046,"date":"2024-07-19T14:32:53","date_gmt":"2024-07-19T12:32:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hermescse.eu\/?p=1046"},"modified":"2025-02-18T15:41:17","modified_gmt":"2025-02-18T14:41:17","slug":"geodemografia-europea-un-rischio-sistemico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/geodemografia-europea-un-rischio-sistemico\/","title":{"rendered":"Geodemografia Europea: un rischio sistemico"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-76e42395\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">LA DEMOGRAFIA: PREMESSE TEORICHE<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember622\">Si ritiene opportuno preliminarmente, prima di entrare nel dettaglio dell\u2019analisi demografica, chiarire cos\u2019\u00e8 la demografia e perch\u00e9 \u00e8 fondamentale per tracciare un quadro generale relativo alla popolazione europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember623\">In termini etimologici demografia ha derivazione dal greco, significando essa \u201cdescrizione della popolazione\u201d. La demografia \u00e8 riferibile a quella disciplina che ha per oggetto di studio le dinamiche afferenti alle popolazioni umane con riferimento alla composizione numerica e alla sua dinamica in termini di modificazione sotto il profilo quantitativo. Gli studi demografici analizzano gli sviluppi che provocano nel corso del tempo quelle modificazioni delle popolazioni nei vari gruppi di persone, sia che queste siano riferibili ad un piccolo paese, sia che queste siano riferiti in termini globali all\u2019intero genere umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember624\">Gli incrementi, oppure i decrementi in termini numerici della struttura di una data popolazione, oppure la velocit\u00e0 di modificazione stessa insieme alle alterazioni della struttura interna, pongono dei quesiti a cui lo studio demografico prova a rispondere utilizzando metodi analitici che in seguito nella trattazione verranno esposti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember625\">Come gi\u00e0 accennato, l\u2019oggetto dello studio demografico \u00e8 la popolazione. Quest\u2019ultima non \u00e8 univocamente definita ma, in termini generali, essa si potrebbe considerare quale \u201cun insieme di individui, stabilmente costituito, legato da vincoli di riproduzione e identificabile da caratteristiche territoriali, politiche, giuridiche, etniche, religiose o culturali in genere\u201d. <sup data-fn=\"42968f9b-b9a2-404a-bd35-7a3cf04f7f2d\" class=\"fn\"><a id=\"42968f9b-b9a2-404a-bd35-7a3cf04f7f2d-link\" href=\"#42968f9b-b9a2-404a-bd35-7a3cf04f7f2d\">1<\/a><\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember627\">Questi elementi in modo abbastanza elastico, ma tendenzialmente delimitabile, danno forma all\u2019aggregato \u201cpopolazione\u201d. L\u2019analisi in ambito demografico ha natura quantitativa, cos\u00ec che la demografia \u00e8 una materia a base fondamentalmente statistica. Lo studio demografico, quindi, si avvale di analisi che descrivono ed esplorano, con tecniche statistiche, le propriet\u00e0 strutturali e dinamiche della popolazione umana. Le caratteristiche strutturali fanno riferimento alle propriet\u00e0 interne di una data popolazione, secondo i vari tipi di combinazioni con cui essa pu\u00f2 arrivare ad essere composta. Alcune di tali caratteristiche strutturali possono rivestire anche un carattere qualitativo, come la classificazione sessuale (maschio o femmina), l\u2019eventuale rapporto di coniugio, il titolo di studio, il tipo di professione, l\u2019alfabetizzazione. Per quanto concerne ad esempio il reddito, la quantit\u00e0 di figli generati, oppure semplicemente l\u2019et\u00e0, si \u00e8 qui in presenza di una caratteristica di tipo quantitativo.&nbsp; Le caratteristiche degli aggregati umani in osservazione non hanno natura statica, in quanto esse per ovvie ragioni subiscono continue modificazioni nelle loro entit\u00e0, essendo soggette a variazioni come, ad esempio, la diminuzione delle nascite rispetto alla diminuzione delle morti che causano all\u2019interno del campione in analisi in modificazioni in termini di et\u00e0 media e della quantit\u00e0 di popolazione. La popolazione risulta essere quindi in una costante modificazione di flusso che varia le caratteristiche della stessa, come nascite, decessi, fenomeni migratori da e per paesi esteri; queste ultime rappresentano variazioni quantitative che possono essere chiaramente analizzate sotto il profilo statistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember628\">Tali variazioni da un lato, concorrono alla trasformazione quantitativa della popolazione, dall\u2019altro causano la modificazione della struttura in termini di ripartizione delle varie componenti, come ad esempio il rapporto uomo\/donna, l\u2019et\u00e0 media, oppure il grado di aumento o decremento della popolazione in un dato territorio. Le variazioni della struttura di una popolazione in alcuni casi avr\u00e0 natura prettamente biologica, come ad esempio le nascite ed i decessi, oppure il sesso dei nascituri, in altri casi avr\u00e0 caratteristiche legate a fenomeni di natura giuridica o sociale, come ad esempio i matrimoni o le separazioni. Nondimeno, per\u00f2, le caratteristiche legate ai fenomeni giuridico\/sociali e biologici non sono da osservare sempre in modo separato, perch\u00e9 essi sovente si condizionano reciprocamente, dando un quadro complessivo delle dinamiche delle relazioni dei caratteri articolati, e spesso, di non agevole riconoscimento.&nbsp; Le dinamiche demografiche di una data popolazione sono la conseguenza di tantissimi comportamenti che partono dall\u2019individuo fino alle scelte politiche dei vari Stati, e pertanto, a sua volta, la trasformazione demografica delle caratteristiche di una popolazione \u00e8 frutto di tutte le interazioni (molte) che intervengono lungo in tutta la sua struttura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember629\">L\u2019indagine demografica, analizzando la struttura di una data popolazione, possiede particolare importanza in quanto osserva non solo aspetti prettamente inerenti ai flussi quantitativi degli elementi in esame, ma pone in relazione dinamiche naturali e sociali, fornendo eventualmente al decisore politico quelle informazioni in grado di consentire una modificazione di tendenze nefaste per una data popolazione, come quella italiana, la quale si trova in pieno \u201cinverno demografico\u201d. Appare quindi evidente l\u2019importanza rivestita da tale ambito di studio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember630\">Una popolazione \u00e8 quindi formata da un insieme di persone che, in modo pi\u00f9 o meno stabile, formano un gruppo connesso da elementi di riproduzione, con in comune elementi territoriali, politici, giuridici, etnici, religiosi o culturali in genere. In relazione a quanto detto, pertanto, la popolazione, per essere cos\u00ec definita, dovr\u00e0 avere alcune costanti, quali la stabilit\u00e0 di gruppo (gli spettatori di uno stadio non formano una popolazione ma un gruppo occasionale), il collegamento di riproduzione (il quale assicurer\u00e0, in determinate condizioni, la stabilit\u00e0 e la continuit\u00e0 nel tempo di un gruppo di persone tramite la filiazione) nonch\u00e9 caratteristiche comuni come quelle territoriali e politiche. <sup data-fn=\"8a8a819a-c717-4f40-a54f-82d479cd72d1\" class=\"fn\"><a id=\"8a8a819a-c717-4f40-a54f-82d479cd72d1-link\" href=\"#8a8a819a-c717-4f40-a54f-82d479cd72d1\">2<\/a><\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember632\">Un po&#8217; pi\u00f9 nel dettaglio, si noti che la popolazione \u00e8 costituita da una certa quantit\u00e0 di individui che fanno parte di un processo continuo di nascite e decessi. Questa successione sancisce il segno delle variazioni della popolazione, cio\u00e8 incremento e decremento. In termini molto semplicistici, l\u2019aggregato della popolazione <em>P<\/em> \u00e8 il flusso di rinnovo composto dalle nascite <em>N,<\/em> al quale si sommano i flussi dati dall\u2019immigrazione <em>I<\/em>; successivamente si andr\u00e0 a decurtare il dato inerente ai decessi M ed il flusso emigratorio <em>E<\/em>, il tutto in qualunque intervallo di tempo <em>t.<\/em> Qui si avr\u00e0 la variazione di una popolazione <em>\u0394P<\/em> riassunta nella formula matematica:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code><em>\u0394P = N + I - M - E<\/em><\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember634\">Uno dei primi quesiti a cui bisogna dare una risposta \u00e8 di quanto aumenta, e con quale velocit\u00e0, la popolazione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember635\">Per il calcolo del tasso d&#8217;incremento della popolazione occorrono tre elementi:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>la numerosit\u00e0 della popolazione a date successive;<\/li>\n\n\n\n<li>l&#8217;entit\u00e0 dell&#8217;incremento totale;<\/li>\n\n\n\n<li>il tempo durante il quale avviene tale incremento.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember640\">Un tema importante, da evidenziare prima dell\u2019analisi dei dati, \u00e8 il \u201clivello di rimpiazzo\u201d della popolazione: se ogni coppia di genitori avesse due figli, i figli rimpiazzerebbero i genitori (in realt\u00e0 il livello di rimpiazzo \u00e8 di 2,1 che tiene conto, a livello statistico, della possibile mortalit\u00e0 infantile). Da ci\u00f2 ne deriva che, quando in un paese la popolazione \u00e8 a livello di rimpiazzo, questa rimane stabile, fatto salvo il fattore migrazione, che pu\u00f2 cambiare l\u2019equilibrio della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-09dc89bb\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">SQUILIBRI DEMOGRAFICI E TENUTA DEL \u201cSISTEMA PAESE\u201d<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember642\"><em>Supponiamo che tu abbia ragione,<\/em><br><em>glielo diciamo, lei cambia idea<\/em><br><em>e la paziente muore, questo \u00e8 morale?<\/em><br><em>In altri termini: per House non \u00e8 morale<\/em><br><em>seguire le regole di una morale<\/em><br><em>che richiede il sacrificio della propria paziente<\/em>. <sup data-fn=\"2e99e5a5-b951-4d54-9f71-db48ee7755c3\" class=\"fn\"><a id=\"2e99e5a5-b951-4d54-9f71-db48ee7755c3-link\" href=\"#2e99e5a5-b951-4d54-9f71-db48ee7755c3\">3<\/a><\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember649\">Spesso il tema demografico \u00e8 osservato sotto il profilo della sovrappopolazione del nostro pianeta. Per\u00f2 i tempi cambiano, e cambiano anche dinamiche numeriche in grado di mettere a repentaglio sistemi basati su delicati equilibri. Termini quali denatalit\u00e0 ed invecchiamento della popolazione hanno iniziato ad entrare nel lessico comune, e conseguentemente, anche in seno alle problematiche da risolvere in termini sociopolitici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember650\">Abbastanza conosciuta la ferrea regola del figlio unico, anche se spesso attenuata, adottata in Cina per contenere l\u2019impennata demografica, per\u00f2, dopo quasi sette decenni si \u00e8 arrivati verso uno squilibrio che sta causando un calo demografico oltrech\u00e9 un invecchiamento tendenziale della popolazione. Ora le coppie cinesi possono generare fino a tre figli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember651\">La disciplina della <em>geopolitica <\/em>ha avuto nel corso degli anni una diramazione terminologica in sottocategorie, come ad esempio la geoeconomia, la geostrategia. Ora assistiamo alla diffusione, sebbene ancora abbastanza limitata, di un nuovo ambito \u201cgeo\u201d: la geodemografia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember652\">Questo sta a significare che cresce rapidamente l\u2019importanza, e la necessit\u00e0, di studiare a fondo le dinamiche demografiche delle varie popolazioni in quanto le trasformazioni in questo ambito di studio sono tendenzialmente lente, e per questo motivo, talvolta, i cambiamenti lenti passano quasi inosservati, arrivando per\u00f2 ad un certo punto a causare squilibri in grado di variare dinamiche anche strutturali dei sistemi paese in termini anche profondamente negativi, tra cui anche l\u2019identit\u00e0 stessa di una nazione oppure di un continente, e finanche, la tenuta stessa dell\u2019apparato statale, composto tra gli altri, di elementi fiscali, sanitari ed occupazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember653\">In termini globali i dati mostrano che, le zone comunemente definite povere (Africa e Asia) hanno ancora un tasso in termini di fertilit\u00e0 nettamente sopra il tasso di sostituzione dei genitori (2,1 figli per coppia), e specularmente, noteremo come i paesi con un pi\u00f9 diffuso benessere, hanno un tasso di sostituzione ben al di sotto della soglia minima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember654\">Questo rapporto apre scenari decisamente critici per i decisori politici, e tra questi chiaramente \u00e8 inclusa la classe politica italiana, la quale assister\u00e0 a dinamiche che con estrema probabilit\u00e0 avranno incidenze ben pi\u00f9 accentuate rispetto ad altre nazioni. <sup data-fn=\"52f749b3-7f31-4ed5-84be-db9bc05dcefe\" class=\"fn\"><a id=\"52f749b3-7f31-4ed5-84be-db9bc05dcefe-link\" href=\"#52f749b3-7f31-4ed5-84be-db9bc05dcefe\">4<\/a><\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember656\">L\u2019Europa \u00e8 entrata in una posizione di forte cambiamento demografico, in quanto osserveremo come le dinamiche inerenti all\u2019invecchiamento della popolazione unita ad una diminuzione demografica importante sono affiancate ad importanti flussi migratori, pi\u00f9 o meno marcati, in alcune zone del continente che avranno importanti ripercussioni sulla fisionomia sociale, politica, culturale ed economica dell\u2019Europa e dell\u2019Unione Europea. Il presente lavoro si pone l\u2019obiettivo di collocare le tematiche derivanti dalle modificazioni demografiche europee, individuando fatti e possibili conseguenze, in ottica di prevenzione futura. La difesa della struttura demografica del nostro paese e di quelli dell\u2019Unione Europea ha un\u2019importanza determinante in quanto l\u2019elemento fondamentale di qualunque organizzazione statale \u00e8 la sua popolazione che, nei fatti, rappresenta l&#8217;insieme dei cittadini di uno Stato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember657\">Il tema demografico fortunatamente ha iniziato ad aver un peso nella discussione politica, anche in seno agli Organismi dell\u2019Unione Europea, tantoch\u00e9 la Commissione UE ha nominato Dubravka \u0160uica nella precedente legislatura (2019\/2024), oltre che come Vicepresidente della Commissione UE, anche come Commissario a temi quali la demografia e la democrazia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember658\">La <em>mission letter <\/em>della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen in merito alla designazione di Dubravka \u0160uica indica esplicitamente nel tema demografico un necessario intervento:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember662\">il cambiamento demografico riguarda ogni parte della nostra societ\u00e0, dall&#8217;economia alla sanit\u00e0, dalle migrazioni all&#8217;ambiente. Modella anche la nostra politica, la societ\u00e0 e la cultura e ha un impatto sul nostro posto nel mondo. Voglio che lavoriate con tutti i Commissari per garantire che i nostri strumenti e le nostre politiche tengano conto delle implicazioni e dell&#8217;impatto del cambiamento demografico. Voglio che attingiate al lavoro di Eurostat, l&#8217;ufficio statistico dell&#8217;UE, per analizzare l&#8217;impatto del cambiamento demografico su diversi gruppi della societ\u00e0 e su aree e regioni colpite in modo sproporzionato. <sup data-fn=\"1c61dd3f-9cf4-486a-b733-e7040df17d5d\" class=\"fn\"><a id=\"1c61dd3f-9cf4-486a-b733-e7040df17d5d-link\" href=\"#1c61dd3f-9cf4-486a-b733-e7040df17d5d\">5<\/a><\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember663\">Quanto esplicitato dalla Presidente Von der Leyen \u00e8 una chiara lettera di intenti in merito al tema demografico, e da qui si evince che l\u2019analisi demografica nel prossimo futuro sar\u00e0 sempre pi\u00f9 determinante per pi\u00f9 fattori, perch\u00e9 come prima riferito, il tema demografico riguarda ogni parte della nostra societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember664\">In questo momento storico gli abitanti del pianeta Terra hanno raggiunto gli 8 miliardi di persone, con un aumento importante nell\u2019ultimo secolo. La linea di tendenza a livello generale mostra che i tre principali paesi in termini numerici, ovverosia la Cina, l\u2019India e gli Stati Uniti hanno frenato, se non ribaltato, la crescita tendenziale. Altri Stati come Bangladesh e Nigeria invece proseguono la corsa demografica, rappresentando tra l\u2019altro che il Bangladesh \u00e8 lo Stato con la pi\u00f9 alta densit\u00e0 (persone su superficie, ad esclusione di piccolissime nazioni).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember665\">Queste tendenze globali per\u00f2 sono accompagnate da un progressivo aumento dell\u2019aspettativa di vita che, unita ad un basso tasso di fertilit\u00e0 dei paesi cosiddetti occidentali, porter\u00e0 verso evidenti squilibri demografici, se non sostenuti da adeguati flussi migratori, in grado di mettere a repentaglio la tenuta, sotto molti aspetti, dei sistemi paesi. Tale riequilibrio per\u00f2 potrebbe aprire scenari, per taluni, di perdita di identit\u00e0 dei paesi destinatari dei flussi migratori. Taluni sostengono che gli squilibri demografici sono inevitabili, ma questa posizione \u00e8 quanto meno azzardata, perch\u00e9 in tal modo si assister\u00e0 passivamene a trasformazioni sociali ad un certo punto irrecuperabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember666\">L\u2019affermazione del dott. Gregory House nel celebre telefilm potrebbe apparire fuori luogo in un contesto demografico ma, a ben vedere, i gravi squilibri demografici potrebbero portare a crisi profonde di un sistema paese le quali, in un modo o nell\u2019altro, porteranno inevitabilmente a modificazioni radicali della struttura demografica. Bassa natalit\u00e0 e quindi spopolamento irreversibile di uno Stato, oppure puntare in modo convinto verso politiche demografiche in grado di invertire tendenze nefaste (pertanto spesa sociale), o invece, favorire politiche migratorie in grado di arginare la crisi demografica? Sono tutti quesiti che rientrano, paradossalmente, nella citazione di cui sopra. Bisogna solo capire come si vuol gestire il futuro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-c3fab05d\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">DEMOGRAFIA EUROPEA<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember668\">Un rapido quadro generale a livello globale si ritiene sia importante per comprendere in modo pi\u00f9 approfondito ci\u00f2 che sta accadendo a livello demografico globale. I dati (fonte ONU) mostrano che in termini generali in poco meno di 50 anni la popolazione umana si \u00e8 raddoppiata. Il contraltare di questo dato \u00e8 il rapporto dato tra il totale della popolazione mondiale e la popolazione europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember669\">Il dato \u00e8 impietoso, anche ovvio per pi\u00f9 motivi, che porta il valore percentuale dal 18.3%&nbsp; del 1975 ad un 9.2% del 2023.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQE3o_o6mx9K4A\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062075287?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=_-eyqpLvfoYy9IHZJpLDydIjogkcAQmBzSIBNBq9azc\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember672\">Per quanto concerne i valori assoluti della popolazione europea, intesa come entit\u00e0 territoriale esclusa la Russia, nel 1975 la popolazione era di poco pi\u00f9 di 676 milioni di persone per arrivare nel 2023 a circa 742 milioni. Una crescita di circa il 10% in 50 anni appare decisamente modesta. L\u2019osservazione della serie storica mostra che vi \u00e8 stato un continuo, seppur lieve incremento fino al 1990, per poi diminuire in termini incrementali dal 1990, per contrarsi dopo il 2020. Sempre in termini prettamente continentali notiamo che l\u2019et\u00e0 media passa dai circa 31,4 anni del 1975 per arrivare a 42,2 anni di aspettativa di vita nel 2023. A questo dato, da una parte positivo perch\u00e9 indica che i residenti europei vivono in media a lungo, ma dall\u2019altra parte mostra che la popolazione diventa sempre pi\u00f9 vecchia. In questa dinamica gioca un ruolo importantissimo il tasso di fertilit\u00e0, indicatore che mostra quanti figli genera una donna. Si rammenti come il tasso di sostituzione per mantenere una popolazione in equilibrio, ad esclusione del saldo migratorio, \u00e8 2,1. I dati mostrano che gi\u00e0 nel 1975 la popolazione europea senza migrazioni si darebbe ridotta. Un ultimo importante parametro \u00e8 quello relativo alla percentuale di urbanizzazione della popolazione europea che, da un 65.6 del 1975 \u00e8 passato ad un 75.7 del 2023. Questi valori mostrano inequivocabilmente che le zone rurali si stanno spopolando in fretta, creando chiaramente da una parte grandi aggregati urbani, e dall\u2019altra aree sostanzialmente spopolate. Sono informazioni che il decisore politico deve aver ben presenti per evitare seri squilibri gi\u00e0 nel breve termine. Per quest\u2019ultimo aspetto ha chiaramente giocato un ruolo importante il cambiamento del modello generale di famiglia il quale, passando da una famiglia \u201ctipo\u201d a base agricola che generava molti figli, sta passando ad una famiglia sostanzialmente a tre componenti, ovverosia madre, padre e figlio. I cambiamenti demografici sono indotti anche dalle modificazioni dello stile di vita sociale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQHcwE9Xdn62jA\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062077394?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=yppcOUhpNnq_qstbqedUOOvT4kYfYYQLJUGGP_Qk9c4\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-06e1e2db\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">IL TREND DELLA POPOLAZIONE EUROPEA DELL\u2019UE A 27<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember676\">La popolazione europea a 27 Stati nel 1993 era composta da circa 424 milioni di abitanti (nettamente meno rispetto ai primi due Stati per popolazione, cio\u00e8 India e Cina, ed un po&#8217; pi\u00f9 rispetto agli USA che contano circa 336 milioni di abitanti). Sotto il profilo della serie storica notiamo che le variazioni percentuali sono state molto contenute (tutte entro l\u20191%) per raggiungere circa 447 milioni di persone nel 2022 con una variazione percentuale complessiva di un modesto 5,5% su quasi 30 anni. Dato importante \u00e8 quello del 2021 in quanto in tale data, a causa della pandemia si \u00e8 avuto un decremento.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQGhelLHViYcBQ\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062077169?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=xdZgOl2-mTLrONf9Ip4jHDaf9Gn7ZlWQyVHfGIEj3bE\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember679\">Per un\u2019agevole e pi\u00f9 snella esposizione, sono stati analizzati in modo approfondito i primi dici paesi per popolazione dell\u2019Unione a 27, ovverosia Germania, Francia, Italia, Spagna, Polonia, Romania, Olanda, Belgio, Repubblica Ceca, Svezia, i quali tutti insieme rappresentano quasi l\u201982 % del totale. Sotto il profilo della variazione percentuale solamente Polonia e Romania hanno avuto nel periodo 1993\/2022 un decremento dei residenti, non residuale, rispettivamente del 4,26% e 16,21%. In pratica la Polonia ha perso pi\u00f9 di un milione e mezzo di persone, mentre la Romania poco pi\u00f9 di 3,7 milioni di abitanti. La Germania ha guadagnato circa il 3% di abitanti, la Francia ha avuto un importante incremento del 15% (quasi 10 milioni di persone), l\u2019Italia sotto il profilo della serie storica \u00e8 aumentata di poco pi\u00f9 di 2 milioni di residenti ma, si osservi come dal 2015 si \u00e8 registrata una contrazione di circa 1 milione di abitanti. Questo dato la accomuna a paesi come la Polonia e la Romania per quanto concerne il decremento della popolazione, almeno dal 2015. La Spagna ha avuto performance in termini percentuali di incremento sul periodo 1993\/2022 simili ad Olanda, Belgio, Repubblica Ceca e Svezia, mostrando performance incrementali abbastanza positive (pi\u00f9 avanti verr\u00e0 mostrata nel dettaglio la dinamica relativa alla variazione).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQGb5oB3lVmjrQ\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062078535?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=jKvrDUKKZi0ygZU0PdllYtWQ88CpsOW5RJ0pQ-u3M3Q\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember682\">Il grafico successivo mostra quanto detto in modo pi\u00f9 intuitivo seguendo le variazioni delle barre.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQHxeWXwodg2aQ\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062077177?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=ey8vfcI9uCKqIqhskCcQNlCT5VIUCgaNJCd9d7fswkk\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-810eec85\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">LA DINAMICA NATI VIVI E DECESSI<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember686\">Un importante elemento di analisi \u00e8 quello relativo al rapporto tra le nascite e decessi in quanto mette in risalto l\u2019evoluzione in termini numerici, oltre che il confronto, tra due delle quattro componenti quantitative della popolazione. I dati inerenti alla natalit\u00e0 ed i decessi mostrano importanti fattori come l\u2019eventuale denatalit\u00e0, oppure, con il confronto dell\u2019et\u00e0 media l\u2019invecchiamento della popolazione. I dati acquisiti (fonte Eurostat) mostrano che il campione a dieci ha avuto una forte tendenza alla denatalit\u00e0, con quattro nazioni che hanno registrato una drastica riduzione delle nascite. Purtroppo, una di queste \u00e8 l\u2019Italia che ha ripostato una diminuzione di nascite al 2022 rispetto al 1994 di ben 140.000 bambini, con un valore superiore al 26%. Considerevole la riduzione delle nascite in Spagna (-11,20%), Polonia (-36,6% con una diminuzione delle nascite di ben 176.000 unit\u00e0), Romania (-27,76%), Olanda (-14,37%). Si rammenta che nel 2020 vi \u00e8 stato il fenomeno pandemico, il quale molto probabilmente ha interferito anche nel processo di concepimento, e quindi nascite. I dati del 2020 vanno in questa direzione in quanto la diminuzione \u00e8 stata pi\u00f9 netta. Paesi come la Germania, la Francia ed il Belgio hanno avuto riduzioni pi\u00f9 contenute, quasi marginali, inferiori al 5%. Solamente Svezia e la Repubblica Ceca non hanno dati tendenziali molto negativi. I presupposti non sono incoraggianti: l\u2019Europa non fa pi\u00f9 figli.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQG9Mgyue2szHQ\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062081769?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=C2IgnP3L1qMoa3MB7sUJ4vJ6YISxT8y9eI1Wi3ftloA\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQHgFRAruOPTaQ\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062078240?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=wb-_sH3FYfqIi0lPCA9Oo1yJ0s6dM-EvFMu7-xsMBfQ\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember690\">Specularmente ai nati vivi abbiamo i decessi. I dati e le linee di tendenza ovviamente rispecchiano il periodo pandemico con i picchi del biennio 2020\/2021. Unica eccezione \u00e8 la Germania in quanto mostra un\u2019impennata gi\u00e0 dal 2015.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQEQIqTAuH5eMQ\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062081104?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=7DfQJhPoIHK91S-82RjkoGTvkN86elW_j_rlzSddaUQ\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQFeU3jbmQHM7Q\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062080599?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=UWRif5PyIVwSCw9vsopPq7arNuXlH523BhC50_5Tzc4\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember694\">Si \u00e8 gi\u00e0 osservato che la variazione di una popolazione <em>\u0394<\/em>P \u00e8 matematicamente rappresentata dalla formula <em>\u0394P = N + I &#8211; M \u2013 E, <\/em>dove le componenti nascite e immigrazione contribuiscono al saldo positivo del valore totale. Escludendo per un attimo il fattore migrazioni, sar\u00e0 interessate osservare congiuntamente la dinamica nascite\/decessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember695\">I dati, ed i relativi grafici, mostrano cosa sta accadendo in merito alla evoluzione N\/M dal 1995. Allorquando la linea di tendenza dei nati incrocia e va sotto quella dei decessi il saldo diventa negativo, e quindi, per tale analisi (N\/M) la popolazione diminuisce al netto del fenomeno migratorio (in questi casi solo un saldo migratorio positivo salva dalla decrescita demografica). Specularmente, quando la linea dei decessi incrocia e va sotto quella delle nascite la popolazione, sempre al netto delle migrazioni, \u00e8 in aumento. Si inizier\u00e0 l\u2019analisi partendo dalla Germania. Il grafico mostra inequivocabilmente che il paese tedesco in termini numerico ha molti pi\u00f9 decessi rispetto alle nascite. Le due linee di tendenza mostrano che il divario aumenta sempre pi\u00f9, la popolazione \u00e8 destinata a diminuire senza un saldo abbastanza positivo in termini di migrazioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQE8IEspWZHtDQ\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062081014?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=mQE2ujKtr1WMc8Y6F5_27ByF5yaIKY_hxCjWgFdRQd0\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember698\">La Francia si trova in una posizione decisamente migliore rispetto alla Germania bench\u00e9 il saldo positivo in linea di tendenza si riduce sempre pi\u00f9, ovverosia, meno nascite e pi\u00f9 decessi. Il saldo negativo dovrebbe arrivare entro pochi anni qualora la tendenza non verr\u00e0 invertita.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQFmcwfsrWjKZw\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062081138?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=birizYCJzo3uHRQQ7h_Vthug0ymEJGS3ZvXSz5WcgVA\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember701\">Il nostro paese purtroppo naviga in acque decisamente brutte. Dall\u2019inizio della serie storica in osservazione, escludendo solamente il 2004, abbiamo registrato costantemente un saldo negativo tra nascite e decessi, con un divario in drammatica accentuazione. Entro pochi anni, al netto del saldo migratorio, avremo un rapporto nascite\/decessi di 1:2. Il quadro \u00e8 sconfortante.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQGJFXOmoIz9Ng\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062081025?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=Z3zz98qypU0Yj8Rap4ovTOO1iqQ7HcrVsnKEX_IE78s\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember704\">Per quanto riguarda la Spagna fino al 2012 il saldo N\/M era abbastanza positivo, ma purtroppo, dal 2014 si \u00e8 registrata un\u2019inversione di tendenza abbastanza marcata. Si noti il picco di nascite del 2008. Il 3 luglio 2007, il primo ministro spagnolo Zapatero annunci\u00f2 in un discorso nazionale l&#8217;introduzione di un accordo universale con cui sarebbero stati introdotti incentivi economici alla procreazione. Per ogni bambino nato, o adottato a partire da quel giorno, le famiglie avrebbero ricevuto un assegno di 2500 euro in aggiunta ad altre eventuali sovvenzioni. <sup data-fn=\"5682d0c2-2115-4cd5-8950-9632eb509550\" class=\"fn\"><a id=\"5682d0c2-2115-4cd5-8950-9632eb509550-link\" href=\"#5682d0c2-2115-4cd5-8950-9632eb509550\">6<\/a><\/sup><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQEh1jOPmRn7PQ\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062081110?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=8RuaINV0C9aBh8ZyQzj4aDE-v_5pD-y4ZVXobNGbgHI\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember708\">La Polonia sul rapporto N\/M in base alla serie storica mostrata ha avuto margini molto ridotti sul saldo. Purtroppo, dal 2013 \u00e8 iniziata l\u2019inversione con valori in incremento per i decessi e diminuzione delle nascite. L\u2019unico rimedio alla situazione \u00e8 un saldo positivo migratorio. Si anticipa che il fenomeno migratorio in entrata dall\u2019Ucraina avutosi a causa del conflitto con la Russia sta compensando la dinamica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQEwv_kzbAPprQ\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062081817?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=SGx5Uo-K5u4Yrc4yd4gv8RnnlZI2cxQBoqjxEw1D9TI\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember711\">La Romania mostra un persistente saldo negativo tra N\/M, evidenziando una tendenza in aumento dei decessi ed una diminuzione delle nascite. Anche per la Romania la situazione non \u00e8 delle migliori.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQG2X9obaXvXjw\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062082070?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=oEJwKzbOjFgJVCsu4D75u1DKbxN7qCRfDMh4md3YSw0\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember714\">L\u2019Olanda risulta avere una posizione in termini di N\/M in peggioramento sulla serie storica. Dal 1995 ha avuto un buon saldo N\/M, ma purtroppo nel 2022 si \u00e8 verificata l\u2019inversione di tendenza, in quanto anche qui diminuiscono le nascite ed aumentano i decessi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQHib9_70y6aVA\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062081935?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=r5nDS3KCmTKV9leXlpg8nVIrs3yVKfttZ3sj5o4e4wg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember717\">La situazione del Belgio graficamente \u00e8 molto simile all\u2019Olanda in quanto vi \u00e8 un chiaro peggioramento della dinamica N\/M dal 2020.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQE7tB_4-KB_hQ\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062081977?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=vSrudKHRHeUFDCU8mCnxaqUaNgmR-pYXMFlTHqboXzY\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember720\">Per quanto concerne la repubblica Ceca intorno al 2006 la dinamica N\/M \u00e8 stata positiva fino al 2011, raggiungendo sostanzialmente il pareggio per alcuni anni fino al 2019. Purtroppo, anche a causa della pandemia, si \u00e8 avuto un aumento dei decessi ed una diminuzione delle nascite.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQEwHa_vu_yIHg\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062082590?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=qAqvsEy3kFjw31vpcjSipE-VjPKYeI5Z-O1NCI7aj-c\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember723\">Ultima Nazione in osservazione del campione \u00e8 la Svezia. Dopo un peggioramento della dinamica avuta dal 1996 (con decessi abbastanza stabili) la Svezia in pochi anni ha sensibilmente migliorato il saldo fino al 2019. Questo miglioramento si \u00e8 avuto anche grazie ad importanti politiche di sostegno alla genitorialit\u00e0. In qualunque caso per\u00f2 la dinamica \u00e8 in peggioramento in quanto nascono meno bambini e muoiono pi\u00f9 persone.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQHIelgUfyMRhQ\/article-inline_image-shrink_1500_2232\/0\/1721062082701?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=9f9QsSkCfBEz1piX0lEiniGYSzkMGSi_QaTv-Aupxmo\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-3767744f\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">FLUSSI MIGRATORI<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember727\">I flussi migratori hanno sempre avuto un importante dibattito pubblico, ma qui, si osserveranno esclusivamente i dati dei paesi europei in osservazione nel campione a 10.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember728\">Il flusso migratorio, come gi\u00e0 specificato, \u00e8 composto dal flusso in entrata e dal flusso in uscita che porter\u00e0 al saldo. Questo sar\u00e0 positivo qualora vi siano pi\u00f9 ingressi che uscite, negativo l\u2019esatto opposto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember729\">Si ricordi che la quantit\u00e0 della popolazione deriva dalle componenti N, M, I ed E. I dati Eurostat elaborati mostrano aspetti molto interessanti in relazione a tali flussi, perch\u00e9 ci danno un ulteriore informazione che ci porter\u00e0 verso un quadro complessivo critico in ambito demografico. I dati relativi all\u2019immigrazione in entrata nei paesi del campione in osservazione mostrano che l\u2019Italia, la Francia e la Svezia sono sostanzialmente due paesi che attraggono in questo momento molti meno migranti rispetto agli altri (in termini di aumento sul 2021, sul grafico var% 21\/22). La Polonia ha invertito la tendenza, ora in aumento dopo un periodo di costante declino. Appare evidente che il conflitto in Ucraina sta giocando un ruolo importantissimo in questa dinamica. Importantissimi i flussi in termini percentuali in entrata in Repubblica Ceca, in Germania, in Belgio, in Spagna ed in Romania.&nbsp; Sar\u00e0 interessante verificare se la Repubblica Ceca e Romania saranno nazioni di mero transito oppure di permanenza definitiva di questi flussi in entrata. Si noti che i flussi in Italia hanno avuto importanti movimenti tra il 2006 ed il 2007. La Spagna si conferma sempre pi\u00f9 un luogo di arrivo dei migranti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.licdn.com\/dms\/image\/D4D12AQENKYhmIpGbVg\/article-inline_image-shrink_1000_1488\/0\/1721062083497?e=1726704000&amp;v=beta&amp;t=hZ7gkZ5fjVPONv2ttGnqirdshDjaHRTnDtPm8uaOC6E\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember732\">Specularmente al fenomeno in ingresso abbiamo quello dell\u2019emigrazione, dato che potenzialmente potrebbe mostrare l\u2019attrattivit\u00e0 di un sistema paese sia per i migranti, sia per la stessa popolazione nativa residente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember733\">I problemi maggiori in termini di aumento del flusso in uscita li hanno la Spagna, l\u2019Olanda, la Romania, il nostro paese e la Polonia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember735\">A questo punto sar\u00e0 importante osservare il saldo tra le due componenti demografiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember736\">I dati mostrano come nel 2022 nessuno dei paesi in osservazione ha avuto un saldo migratorio negativo. Si osservi come Polonia e Romania hanno avuto per molti anni un saldo migratorio sfavorevole, reso positivo sole negli ultimi anni soprattutto a causa del conflitto ucraino. La tendenza generale \u00e8 positiva ad esclusione della Svezia, ed in parte del nostro paese, che vedono sulla serie storica un declino sui picchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember737\">I dati UNHCR al 2023 mostrano che la Polonia ha ricevuto profughi ucraini per 1.602.062 unit\u00e0, la Germania 934.420, la Repubblica Ceca 519.964, l\u2019UK 204.700, la Spagna 179.884, l\u2019Italia 175.107, la Romania 131.462, la Francia 118.994.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember738\">Sar\u00e0 interessante capire, e si spera ci\u00f2 accada in fretta, se al momento del termine della guerra questi flussi migratori ucraini avranno un movimento di ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember740\">Altro importante elemento da osservare \u00e8 quello relativo all\u2019et\u00e0 dei migranti. In linea di massima i movimenti migratori per et\u00e0 sono abbastanza uniformi nel campione delle nazioni osservate, per\u00f2 la Francia mostra una dinamica molto spostata verso la fascia 20\/24 anni e 25\/29 anni, mostrando elementi residuali per le altre fasce di et\u00e0 interessante alla migrazione (comunque fino a 24 anni). I vari grafici mostreranno chiaramente quanto affermato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember741\">Un dato poco osservato \u00e8 quello relativo alla migrazione di cittadini UE verso altri paesi UE. In questo caso viene osservata la dinamica tra gli anni 2018\/2021\/2023. In assoluto la Romania ha pi\u00f9 cittadini emigrati verso nazioni UE. La Polonia \u00e8 stata al secondo posto per due periodi. Il 2023 fa registrare dietro la Romania il nostro paese. Questo dato mostra che il nostro paese in termini numerici vede l\u2019esportazione versi altre realt\u00e0 UE di nostri residenti. Anche questo \u00e8 un dato su cui riflettere.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-8fd7d4d2\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">IL QUADRO N+I-M-E<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember744\">Il movimento quantitativo della popolazione (positivo o negativo) viene dato dal valore derivante dalle somme delle nascite e dalla immigrazione a cui si dovranno sottrarre decessi ed emigrazioni (N+I-M-E). Al 2022 tutti i paesi campione sono in saldo positivo (come net mig) ma cambia sulla variazione quantitativa della popolazione in quanto il saldo tra nascite e decessi in alcuni paesi \u00e8 stato negativo (Italia, Polonia e Romania). In molti Stati la positivit\u00e0 \u00e8 stata garantita solamente dal saldo migratorio positivo maggiore del N-M.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember746\">L\u2019osservazione grafica della N+I-M-E sar\u00e0 molto pi\u00f9 eloquente in quanto mostrer\u00e0 per ogni singolo paese quale componente influenza in modo rilevante la dinamica che porta verso l\u2019aumento, oppure, la diminuzione della popolazione dei paesi in osservazione. La Svezia \u00e8 molto influenzata in termini generali dall\u2019immigrazione ma, un chiaro aiuto, viene dato dal valore delle nascite. Un basso valore di emigrazione mitiga il dato negativo dei decessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember748\">La Repubblica Ceca vede un sostanziale salpo pari tra nati e morti, fenomeno mitigato dal recente aumento della migrazione che ha fatto schizzare verso l\u2019alto il saldo NIME.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember750\">Il Belgio e l\u2019Olanda hanno una posizione molto simile alla Repubblica Ceca. Il fenomeno migratorio consente l\u2019equilibrio demografico dei paesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember752\">La Romania ha un quadro critico in quanto ha molti morti rispetto alle altre voci NIME. Il declino demografico \u00e8 evidente, ma appena mitigato dal flusso in entrata da parte della popolazione ucraina. Il saldo NIME (viola) \u00e8 in territorio negativo. Il ragionamento \u00e8 molto simile anche per la Polonia che vede un aumento della mortalit\u00e0 unit\u00e0 alla denatalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember753\">Per quanto concerna la Spagna si osservi che la componente principale del saldo NIME deriva dal flusso migratorio in entrata. In aumento la componente negativa relativa all\u2019emigrazione. In Spagna nascono purtroppo pochissimi bambini (il tasso di fertilit\u00e0 per donna \u2013 TFT \u2013 \u00e8 il pi\u00f9 basso d\u2019Europa).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember755\">Il nostro paese \u00e8 uno Stato in rapido invecchiamento. Pochi bambini ed et\u00e0 media molto alta. L\u2019et\u00e0 media alta porta verso un dato intrinseco alto relativo ai decessi. Il flusso migratorio in uscita \u00e8 in aumento. Se non si invertir\u00e0 la tendenza relativa alle componenti positive del NIME (nascite e migrazioni) unite ad un controllo delle emigrazioni (tramite politiche adeguate che non facciano andare via i residenti) il disastro demografico \u00e8 proprio davanti a noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember757\">In Francia si ha il dato inerente alla natalit\u00e0 migliore d\u2019Europa. Migliore ma non sufficiente in quanto il valore \u00e8 al disotto del 2,1 figli per donna (1,79). In qualunque caso la tendenza \u00e8 in peggioramento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember758\">Il dato evidente della Germania in merito alla NIME \u00e8 quello del fenomeno migratorio. La popolazione tedesca \u00e8 retta dai flussi in ingresso, dato che muoiono pi\u00f9 persone rispetto a quanto ne nascono. Tendenzialmente il fenomeno emigratorio \u00e8 in discesa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-a2e4fea0\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">NATALIT\u00c0 E FECONDIT\u00c0<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember760\">Il tema della fecondit\u00e0 \u00e8 un tema che non riguarda esclusivamente la donna, ma \u00e8 un aspetto da osservare nel complesso all\u2019interno del rapporto tra uomo e donna, dove all\u2019interno giocano un ruolo importante numerosi, e spesso molto complessi, aspetti differenti tra loro, tra cui biologia e ambiti socioculturali. Il compito dello studio demografico \u00e8 quello, per quanto possibile, di osservare il contributo di determinati elementi in merito alla fecondit\u00e0 umana. La fecondit\u00e0 \u00e8 la naturale contrapposizione alla mortalit\u00e0, e queste, giocano insieme un ruolo cruciale nella struttura demografica di una popolazione. Preliminarmente sar\u00e0 opportuno precisare che per fecondit\u00e0 si intende la capacit\u00e0 concreta di procreare, mentre per fertilit\u00e0 si intende la capacit\u00e0 oppure la predisposizione a generare figli. Apparentemente sembrano concetti simili, ma vi sono delle differenze sostanziali, che presumibilmente saranno pi\u00f9 chiare con un esempio. Per sterilit\u00e0 si intende l&#8217;incapacit\u00e0 a concepire, mentre per infertilit\u00e0 si intende l&#8217;impossibilit\u00e0 nel portare a termine una gravidanza da parte della donna, e quindi la nascita di un bimbo sano. In relazione a quanto esposto si deduce che, fertilit\u00e0 e fecondit\u00e0 sono due concetti intimamente correlati in riferimento alla capacit\u00e0 di produrre figli. Una delle misure da osservare in merito alla frequenza delle nascite all\u2019interno di una popolazione \u00e8 quella inerente alla natalit\u00e0, la quale si traduce genericamente nel tasso generico di natalit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>n=NP<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember762\">ove con<em> n<\/em> si ha il tasso generico di natalit\u00e0, con <em>N <\/em>le nascite e con <em>P <\/em>la popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember763\">Il tasso generico di natalit\u00e0 per\u00f2 ha il limite di confondere la propensione a fare figli con la struttura delle et\u00e0 (ed anche per sesso), andando ad inquinare il risultato. Dopo di ci\u00f2 sar\u00e0 opportuno escludere dalla popolazione <em>P <\/em>quanto non necessario per ottenere un significativo tasso di fecondit\u00e0. In ambito demografico esistono pi\u00f9 metodologie per misurare la fecondit\u00e0, e tra queste vi sono le misure di fecondit\u00e0 generica, le quali non prendono in considerazione la ripartizione dell\u2019et\u00e0. Appare utile riferire che convenzionalmente viene indicata nella fascia d\u2019et\u00e0 tra i 15 ed i 49 anni l\u2019et\u00e0 feconda delle donne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember764\">In relazione a quanto detto, si andr\u00e0 ad utilizzare il tasso specifico di fecondit\u00e0 (TFT):<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>fx=NxDx * 1000<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember766\">il TFT fx mette in rapporto i nati da madri in et\u00e0 <em>x <\/em>Nx<em> <\/em>con la popolazione media femminile in quella et\u00e0 Dx. Si riferisce che ad esempio, per una madre di 30 anni, essa potrebbe essere a cavallo di due anni di nascita; quindi, al numeratore si dovranno indicare le due classi. Il TFT \u00e8 sintetizzato nel seguente indicatore di intensit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code><em>TFT<\/em> = fx<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember768\">Esprime il tasso di fecondit\u00e0 totale con classi annuali di et\u00e0 delle madri, le quali allo stato attuale sono 35 (49 anni \u2013 15 anni).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember769\">Il calcolo del tasso specifico per classi di et\u00e0 pu\u00f2 essere calcolato cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>Fxi= x= \u03b1fxi<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember771\">da cui<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>Fxi= x= 1549fxi<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember773\">da cui per classi quinquennali<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>Fxi= x= 1549fxi * 5<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember775\">Un valore interessante \u00e8 dato dal rapporto fornito dal tasso o fecondit\u00e0 di rimpiazzo, il quale riferisce quanti figli in teoria dovrebbe concepire una coppia perch\u00e9 possa proseguire la propria generazione. Se il tasso di fecondit\u00e0 \u00e8 minore al valore di 2,1 la popolazione \u00e8 destinata a decrescere, mentre se il tasso \u00e8 superiore a 2,1 la popolazione \u00e8 in crescita (al netto del fenomeno migratorio). Opportuno precisare che il tasso non \u00e8 2 (sostituzione della coppia madre\/padre) ma 2,1 in quanto viene inserito nel valore relativo alla mortalit\u00e0 infantile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember776\">Il Tasso di fecondit\u00e0 TFT in Europa, e nel campione a dieci dei paesi osservati, \u00e8 molto basso ed in diminuzione tendenziale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember777\">Il dato migliore, ma quantunque negativo e sotto la soglia di 2,1, \u00e8 dato dalla Francia con 1,79 figli per donna. La Spagna \u00e8 ultima con 1,16. L\u2019Italia poco sopra con 1,24 figli per donna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember778\">Il grafico successivo mostra con estrema evidenza che la soglia minima di mantenimento della popolazione di 2,1 figli per donna non si \u00e8 avuta da nessuno Stato gi\u00e0 dai primi anni 90. Solamente il fenomeno migratorio mantiene in piedi il sistema popolazione europeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember780\">Tornando parzialmente sul tema immigrazione un importante dato da osservare \u00e8 quello relativo alle nascite derivanti da donne migranti. In termini percentuali il Belgio, la Germania, la Spagna e la Svezia hanno percentuali di nascite sul totale da donne migranti intorno al 30%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember781\">Questi valori sostengono positivamente le popolazioni, anche se per la Germania, per l\u2019Italia (molto accentuata) e per la Svezia la tendenza \u00e8 in peggioramento. Anche in questo caso il dato fa riflettere, perch\u00e9 appare ovvio come il TFT per questa classe di donne nei fatti sostiene indubbiamente la natalit\u00e0. Questo evidenzia che le donne storicamente native europee generano pochissimi figli. Il secondo grafico successivo mostra per nazione la tendenza generale delle nascite da donne migranti. La Germania mostra importanti variazioni positive del 2013 con una lieve flessione dal 2019. Risalta il declino delle donne migranti in Italia, le quali contribuiscono sempre meno alle nascite nel nostro paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember782\">Doveroso fare un piccolo appunto sul nostro paese in tema TFT. L\u2019analisi dei dati mostrati alla ci mostra come il tasso di sostituzione minimo del 2,1 in Italia non lo abbiamo pi\u00f9 dal 1976!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-13898d70\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">ET\u00c0 MEDIA AL PARTO<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember785\">Le donne europee posticipano sempre pi\u00f9 la maternit\u00e0 la quale, sempre pi\u00f9 spesso, risulta essere una scelta sempre pi\u00f9 condizionata da tanti fattori, tra cui i salari e l\u2019occupazione. Spesso le donne europee incorrono nella condizione che la nascita del figlio porta verso la riduzione del reddito da lavoro, soprattutto se la nascita capita negli anni subito successivi al termine degli studi. Questa dinamica potrebbe chiarire la tendenza a rimandare la maternit\u00e0, che nei fatti, porta alla diminuzione della fecondit\u00e0. L\u2019analisi dei dati mostra come l\u2019andamento nel tempo della distribuzione delle donne per et\u00e0 al parto sia in progressivo aumento con una media introno ai 32 anni sul campione a dieci osservato. Le pi\u00f9 giovani mamme sono rumene (28,2 anni), le pi\u00f9 mature le tedesche (32,6), Italia e Spagna subito dopo con 32,4 anni di et\u00e0 media al parto. In tutti i casi la tendenza \u00e8 in aumento, mostrando in qualunque caso una distribuzione media intorno alla fascia d\u2019et\u00e0 dei 28-34 anni. Questo dato mostra che mediamente le gravidanze sono programmate dopo i 30 anni d\u2019et\u00e0, cio\u00e8 quando la possibilit\u00e0 di generare un figlio inizia biologicamente a diminuire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember787\">Secondo uno studio del Ministero della Salute <sup data-fn=\"2f84ce87-60d1-4650-9905-410efebf7e5a\" class=\"fn\"><a id=\"2f84ce87-60d1-4650-9905-410efebf7e5a-link\" href=\"#2f84ce87-60d1-4650-9905-410efebf7e5a\">7<\/a><\/sup> lo spostamento in avanti della prima maternit\u00e0 dipende da fattori socioeconomici quali il generalizzato prolungamento del percorso formativo, le ridotte probabilit\u00e0 di sbocco lavorativo dei giovani, le modalit\u00e0 contrattuali (spesso precarie) dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa, nonch\u00e9 la carenza di politiche di sostegno alle famiglie con figli, non trascurando le perdite di reddito delle lavoratrici derivanti dalla nascita di un figlio. La tendenza relativa all\u2019et\u00e0 del parto delle mamme a breve rappresenter\u00e0 un fattore importante per il TFT.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-a869ed4e\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">ASPETTATIVA DI VITA MEDIA<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember794\">Altro aspetto interessante, ma chiaramente problematico, della struttura demografica europea, \u00e8 quello inerente all\u2019invecchiamento generale della popolazione, derivante sia dalla riduzione della natalit\u00e0, sia dall\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 media della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember795\">Il processo generale di invecchiamento \u00e8 una modificazione strutturale molto lenta, che gi\u00e0 potrebbe risalire a molti decenni orsono, in quanto gi\u00e0 da molti anni abbiamo assistito ad un lento e inesorabile abbassamento della natalit\u00e0, che unito ad un miglioramento generale dello stile di salute ha portato verso un\u2019aspettativa di vita che di fatto \u00e8 aumentata sensibilmente nel corso dei decenni.&nbsp; Come si osserver\u00e0 nelle figure successive si \u00e8 passati da un valore di et\u00e0 media di quasi 75 anni al 1990 nel campione UE a dieci, a circa 81 anni. Tali valori sono aumentanti costantemente, fatta eccezione per il 2020 che ha causato un aumento della mortalit\u00e0 delle fasce anziane. Si noti come in pochi decenni l\u2019aspettativa di vita \u00e8 aumentata di tra i 4 ed i 10 anni (pi\u00f9 per le donne). Tutto ci\u00f2 inevitabilmente conduce ad un aumento significativo della percentuale di popolazione anziana, facendo del continente europeo un campione di invecchiamento demografico a livello mondiale. Si noti come i paesi pi\u00f9 longevi siano la Svezia, la Francia, la Spagna e l\u2019Italia. A livello mondiale il Giappone ha un\u2019aspettativa di vita media di circa 84,4 anni (paese pi\u00f9 longevo in assoluto).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember797\">Tali argomenti ci portano ad osservare il fenomeno tramite la piramide delle et\u00e0, la quale ci mostrer\u00e0 visivamente la dimensione della struttura demografica dei paesi in analisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember798\">Come gi\u00e0 detto, tale rappresentazione grafica viene denominata come piramide delle et\u00e0, perch\u00e9 assume (in condizioni favorevoli) quasi la forma di un triangolo isoscele con la cima orientata in alto, sempre che i dati non forniscano anomalie, come ad esempio una popolazione che nella fascia pi\u00f9 anziana sia prevalente rispetto alle altre, e specularmente una bassissima natalit\u00e0, relativamente in termini percentuali pi\u00f9 bassa rispetto alle altre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember799\">Riassumendo il contenuto delle varie forme che pu\u00f2 presentare la piramide delle et\u00e0 si potrebbe riferire che, qualora il flusso dei nati si mostra costante oppure in aumento, la parte inferiore della piramide avr\u00e0 ampiezza abbastanza larga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember800\">Qualora il flusso delle nascite sar\u00e0 declinante, la piramide mostrer\u00e0 una riduzione della base unita a un ingrossamento sopra di essa che, come detto precedentemente, causer\u00e0 man mano uno spostamento in termini relativi dell\u2019et\u00e0 verso quelle pi\u00f9 anziane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember802\">Qualora il flusso dei parti dovesse essere importante, si noter\u00e0 come la base della piramide sar\u00e0 molto ampia, tanto da aversi sopra una chiara piramide, fenomeno molto chiaro se la fase di aumento della natalit\u00e0 sar\u00e0 iniziata indietro nel tempo. Di seguito si potr\u00e0 osservare graficamente <sup data-fn=\"17d37244-2e8a-4b56-8b50-f49d697a7702\" class=\"fn\"><a id=\"17d37244-2e8a-4b56-8b50-f49d697a7702-link\" href=\"#17d37244-2e8a-4b56-8b50-f49d697a7702\">8<\/a><\/sup> il caso dell\u2019India nel 1979 in merito al caso esposto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember808\">La piramide delle et\u00e0 dei paesi in analisi mostra una dinamica dal 1993 fino al 2023 con una tendenza all\u2019invecchiamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember809\">La base (le et\u00e0 pi\u00f9 giovani) mostra una chiara tendenza alla diminuzione a favore delle et\u00e0 pi\u00f9 mature ed anziane. Caso eclatante \u00e8 la tendenza italiana, in quanto graficamente si vede sul passaggio decennale l\u2019innalzamento graduale della percentuale della popolazione pi\u00f9 anziana con il relativo restringimento di quella pi\u00f9 giovane.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-c2dcc6c7\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">IL SOSTEGNO STATALE ALLE POLITICHE GENITORIALI IN TERMINI DI SPESA<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember811\">In momenti di crisi demografica come questi bisogna assolutamente favorire la natalit\u00e0 anche con politiche di agevolazione alle famiglie per metterle in condizione, anche economicamente, di fare figli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember812\">I dati in possesso mostrano incontrovertibilmente che l\u2019Italia \u00e8 la Nazione che spende meno in termini di sostegno economico alla genitorialit\u00e0. Si \u00e8 visto in Svezia ed in Spagna (in passato) che sussidi economici, e non solo, favoriscono l\u2019aumento della natalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember813\">I dati Eurostat dipingono un quadro abbastanza critico in termini di povert\u00e0 di sussidi per i due paesi che, guarda caso, hanno i pi\u00f9 poveri indici di TFT: la Spagna e l\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember814\">La Germania, Svezia e Polonia attuano politiche economiche importanti per favorire le nascite.&nbsp; Seguono la Francia con il Belgio. Dopo tutto quanto osservato appare pi\u00f9 che ragionevole impiegare adeguate risorse in tal senso. Si noti come il nostro paese spende un quarto delle risorse destinate dalla Germania al welfare dedicato alla natalit\u00e0\/genitorialit\u00e0. Forse il termine di paragone con la Polonia potrebbe apparire pi\u00f9 sensato, perch\u00e9 il rapporto \u00e8 quasi 1 a 3! Anche la Romania spende pi\u00f9 dell\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember816\">Giova precisare che i dati Eurostat sono riferiti alle \u201cPrestazioni sociali pro capite per funzione &#8211; Fam ESSPROS\/FAM- Family Children\u201d, con metodo di calcolo standard del potere d\u2019acquisto, che \u00e8 un\u2019unit\u00e0 monetaria di riferimento comune artificiale utilizzata nell\u2019Unione Europea che elimina le differenze nei livelli dei prezzi tra i paesi. Quindi, un PPS consente di acquistare lo stesso volume di beni e servizi in tutti i paesi. Questa unit\u00e0 consente confronti significativi in termini di volume degli indicatori economici tra paesi. In termini percentuali dell\u2019intera spesa sociale il nostro paese <sup data-fn=\"a31a7ca3-fe99-49dd-8e5d-8ae61ee94d77\" class=\"fn\"><a href=\"#a31a7ca3-fe99-49dd-8e5d-8ae61ee94d77\" id=\"a31a7ca3-fe99-49dd-8e5d-8ae61ee94d77-link\">9<\/a><\/sup> si conferma ultimo in relazione alla spesa di welfare per la natalit\u00e0 (Social benefits by function &#8211; % of total benefits).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-87e0efdf\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">GLI EFFETTI DELLA DENATALIT\u00c0 E DELL\u2019INVECCHIAMENTO DEMOGRAFICO SUL SISTEMA EUROPA<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember822\">Si \u00e8 osservato che nel campione a dieci vi \u00e8 una significativa diminuzione delle nascite. Questo fenomeno unito al miglioramento delle condizioni generali di vita delle persone ha condotto ad un importante aumento dell\u2019aspettativa di vita media che ha superato gli 80 anni. Da ci\u00f2 si deduce che, ed i dati osservato lo confermano, molti paesi sono destinati a spopolarsi ed a diventare molto anziani se non verr\u00e0 invertita la tendenza della denatalit\u00e0 oppure se il fenomeno migratorio in entrata non andr\u00e0 a compensare le dinamiche demografiche negative. Il fenomeno della denatalit\u00e0, perch\u00e9 si \u00e8 osservato che il tasso di sostituzione \u00e8 abbondantemente sotto il minimo di 2,1 porter\u00e0 verso il mancato ricambio generazionale con un divario nascite\/decessi che aumenta. Entrambi i fenomeni comportano ulteriori conseguenze, in quanto il rapporto tra le persone in et\u00e0 lavorativa (15-64 anni) e non (0-14 e 65 anni e oltre) potrebbe aumentare molto entro pochi decenni, causando di fatto un serio problema di reperimento di soggetti in et\u00e0 lavorativa. Una diminuzione dei soggetti impiegati causer\u00e0 una diminuzione delle entrate fiscali, e da qui, diverr\u00e0 potenzialmente insostenibile il modello di welfare attualmente in vigore in molti Stati in quanto le spese impiegate per la sanit\u00e0 e per le pensioni chiaramente non avranno una contropartita nei flussi fiscali in entrata, rendendo di fatto insostenibile il sistema, anche perch\u00e9 aumentando sempre pi\u00f9 l\u2019et\u00e0 media di sopravvivenza, aumenter\u00e0 l\u2019accesso della classe anziana al sistema sanitario, ed ovviamente aumenter\u00e0 anche il carico dell\u2019assistenza pensionistica. Quest\u2019ultimo fattore potr\u00e0 essere mitigato solamente allungando l\u2019et\u00e0 pensionabile dei lavoratori, ma non sar\u00e0 possibile richiedere a soggetti, come ad esempio carpentieri, muratori, o in genere lavoratori in ambito usurante, di allungare a dismisura l\u2019entrata in pensione. Unica opzione sar\u00e0 per tali categorie il taglio degli assegni pensionistici, ma questo non appare socialmente equo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember823\">In alcuni paesi tale problema, almeno nel breve termine, si potr\u00e0 mitigare ricorrendo al debito pubblico, ma in Italia, ed altri paesi in simili condizioni, non sar\u00e0 possibile per il gi\u00e0 gigantesco rapporto debito\/Pil. Non solamente pensioni in crisi a causa della questione demografica. Con una classe di et\u00e0 anziana che aumenta sempre pi\u00f9 in Europa con un relativo aumento della frequenza di accesso alle cure mediche, il welfare sanitario gratuito potrebbe andare in crisi laddove previsto (spesa possibile grazie alla provenienza dal reddito nazionale che viene tassato ma che potrebbe andare in crisi con la diminuzione delle entrate fiscali derivanti dalle fasce in et\u00e0 lavorative).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember824\">Ulteriore aspetto sar\u00e0 quello dell\u2019aumento degli anziani non autosufficienti, perch\u00e9 come si \u00e8 visto nelle varie piramidi delle et\u00e0 gli ultranovantenni aumentano sempre pi\u00f9. Il problema per\u00f2 non \u00e8 nella presenza degli anziani, \u00e8 abbastanza ovvio, il problema \u00e8 la denatalit\u00e0 che porta a tutto ci\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember825\">Lo spopolamento delle aree rurali con estrema probabilit\u00e0 porter\u00e0 ad una diminuzione dei servizi assistenziali dei piccoli centri, fatto che aumenter\u00e0 sempre pi\u00f9 il disagio delle persone fragili. Aumenteranno le distanze da percorrere, ed aumenter\u00e0 anche il costo privato per l\u2019accesso al welfare. \u00c8 tutto collegato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember826\">Un aspetto da non sottovalutare \u00e8 quello inerente alle unit\u00e0 abitative, in quanto negli ultimi anni, ad esclusione dei grossi centri, si \u00e8 osservata una graduale diminuzione del valore degli immobili in determinate aree soggette a spopolamento.&nbsp; L\u2019inverno demografico derivante dalla denatalit\u00e0 pu\u00f2 essere mitigato con l\u2019immigrazione, ma per alcuni Stati come l\u2019Italia, i migranti dopo lo sbarco poi vanno via in quanto luoghi di mero transito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember827\">Appare evidente che servono adeguate politiche volte ad incentivare la procreazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember828\">La crisi demografica in atto \u00e8 ormai una questione di sicurezza nazionale per molte nazioni che, se non invertita nella tendenza, gi\u00e0 nel breve causer\u00e0 non pochi problemi ai vari \u201csistema paese\u201d dell\u2019UE.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember829\">Ora \u00e8 necessario approvare urgenti e drastiche misure utili a far ripartire la natalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-ad650128\"><h3 class=\"uagb-heading-text\"><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember831\">L\u2019unica regione a livello mondiale che ancora mantiene un significativo alto tasso di fecondit\u00e0 femminile \u00e8 l\u2019Africa ma, la tendenza \u00e8 in diminuzione nel lunghissimo termine. Gli unici paesi di \u201ctipo occidentale\u201d ad avere ancora attualmente una leggera spinta demografica sono le Americhe, mentre l\u2019Europa \u00e8 un\u2019area in cui la popolazione cresce (pochissimo) solo grazie al fenomeno migratorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember832\">Relativamente ai dati mostrati si \u00e8 osservato come il flusso delle varie componenti ci porter\u00e0 verso un progressivo spopolamento di molte regioni europee con contestuale invecchiamento demografico, perch\u00e9 con un TFT medio di 1,5 in termini di nuove nascite si \u00e8 troppo sotto il taso di sostituzione di 2,1 figli per coppia. Tutto ci\u00f2 implicher\u00e0 seri problemi sotto il profilo occupazionale, sociale, sanitario e fiscale e, se la tendenza non verr\u00e0 invertita nel breve termine, si andr\u00e0 in sofferenza molto presto. Purtroppo, con la struttura per et\u00e0 del nostro continente, si va verso un deciso innalzamento dell\u2019et\u00e0 media. Il vecchio continente diventa vecchio in tutti i sensi con poche persone nel medio termine in grado di lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"ember833\">Siamo in presenza della \u201ctrappola demografica\u201d derivante dal basso tasso di natalit\u00e0 del passato che produce nel futuro un conseguente decremento della base numerica dei futuri genitori, limitando conseguentemente al ribasso anche quelli che verranno dopo di essi; una profezia che si autoavvera portando verso una piramide delle et\u00e0 rovesciata.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo di <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/giovanni-gambino\/\">Giovanni Gambino<\/a> | Senior Researcher | Hermes &#8211; Centro Studi Europeo | WG Geopolitical, Economic, Strategic &amp; Intelligence Analysis<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n<ol class=\"wp-block-footnotes\"><li id=\"42968f9b-b9a2-404a-bd35-7a3cf04f7f2d\">M. Livi Bacci, Introduzione alla demografia, terza edizione, Loescher editore. <a href=\"#42968f9b-b9a2-404a-bd35-7a3cf04f7f2d-link\" aria-label=\"Aller \u00e0 la note de bas de page 1\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"8a8a819a-c717-4f40-a54f-82d479cd72d1\">M. Livi Bacci, Introduzione alla demografia, terza edizione, Loescher editore. <a href=\"#8a8a819a-c717-4f40-a54f-82d479cd72d1-link\" aria-label=\"Aller \u00e0 la note de bas de page 2\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"2e99e5a5-b951-4d54-9f71-db48ee7755c3\">Blitris, La filosofia del dr. House \u2013 etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo, ed. Ponte alle Grazie <a href=\"#2e99e5a5-b951-4d54-9f71-db48ee7755c3-link\" aria-label=\"Aller \u00e0 la note de bas de page 3\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"52f749b3-7f31-4ed5-84be-db9bc05dcefe\">G. Gambino, Demografia e sicurezza nazionale, ed. Socint <a href=\"https:\/\/press.socint.org\/index.php\/home\/catalog\/book\/2022_07_gambino\">https:\/\/press.socint.org\/index.php\/home\/catalog\/book\/2022_07_gambino<\/a> <a href=\"#52f749b3-7f31-4ed5-84be-db9bc05dcefe-link\" aria-label=\"Aller \u00e0 la note de bas de page 4\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"1c61dd3f-9cf4-486a-b733-e7040df17d5d\"><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/commissioners\/sites\/default\/files\/commissioner_mission_letters\/mission-letter-dubravka-suica_en.pdf\">https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/commissioners\/sites\/default\/files\/commissioner_mission_letters\/mission-letter-dubravka-suica_en.pdf<\/a> <a href=\"#1c61dd3f-9cf4-486a-b733-e7040df17d5d-link\" aria-label=\"Aller \u00e0 la note de bas de page 5\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"5682d0c2-2115-4cd5-8950-9632eb509550\">Barcellona School of Economics. <a href=\"#5682d0c2-2115-4cd5-8950-9632eb509550-link\" aria-label=\"Aller \u00e0 la note de bas de page 6\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"2f84ce87-60d1-4650-9905-410efebf7e5a\"><a href=\"http:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/news\/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=3480\">www.salute.gov.it\/portale\/news\/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=3480<\/a> <a href=\"#2f84ce87-60d1-4650-9905-410efebf7e5a-link\" aria-label=\"Aller \u00e0 la note de bas de page 7\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"17d37244-2e8a-4b56-8b50-f49d697a7702\"><a href=\"https:\/\/www.populationpyramid.net\/it\/india\/1979\/\">https:\/\/www.populationpyramid.net\/it\/india\/1979\/<\/a> <a href=\"#17d37244-2e8a-4b56-8b50-f49d697a7702-link\" aria-label=\"Aller \u00e0 la note de bas de page 8\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"a31a7ca3-fe99-49dd-8e5d-8ae61ee94d77\">il nostro paese spende in termini percentuali il 47,35% del totale welfare per le pensioni (il valore pi\u00f9 alto del campione). <a href=\"#a31a7ca3-fe99-49dd-8e5d-8ae61ee94d77-link\" aria-label=\"Aller \u00e0 la note de bas de page 9\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><\/ol>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">N.B.: se non diversamente indicato i dati provengono da Eurostat. Se non diversamente indicato tutti i grafici sono realizzati dall\u2019autore.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si ritiene opportuno preliminarmente, prima di entrare nel dettaglio dell\u2019analisi demografica, chiarire cos\u2019\u00e8 la demografia e perch\u00e9 \u00e8 fondamentale per tracciare un quadro generale relativo alla popolazione europea. In termini etimologici demografia ha derivazione dal greco, significando essa \u201cdescrizione della popolazione\u201d. 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