{"id":1064,"date":"2024-08-09T07:30:00","date_gmt":"2024-08-09T05:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hermescse.eu\/?p=1064"},"modified":"2025-02-18T15:41:17","modified_gmt":"2025-02-18T14:41:17","slug":"chi-sono-e-cosa-fanno-le-private-military-companies","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/chi-sono-e-cosa-fanno-le-private-military-companies\/","title":{"rendered":"Chi sono e cosa fanno le &#8220;Private Military Companies&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto, \u00e8 necessario fare una premessa. Negli ultimi anni la figura delle PMSC, banalmente e frettolosamente definiti \u201cmercenari\u201d \u00e8 stata associata a forze non regolamentate e borderline. Il grande pubblico poi allo scoppiare della guerra a seguito dell&#8217;invasione dell&#8217;\u2019u&#8217;Ucraina da parte della Federazione Russa, ha associato questa tipologia di squadre al famoso Wagner Group fondato da&nbsp;Dmitry Utkin, veterano delle guerre in Cecenia e membro del GRU (il servizio di intelligence militare russo) e guidata fino alla morte, avvenuta nell\u2019agosto del 2023,&nbsp; \u201cper incidente\u201d con elicottero da Yevgeny Prigozhin, personaggio ambiguo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 certamente presente una grave mitologia negativa sul tema, di cui ne parleremo piu avanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, \u00e8 assolutamente necessario ricordare che i contractor italiani lavorano anche per i governi esteri e italiano. Sono attivi in tutti i teatri caldi al mondo, e se non ci fossero, sarebbe un grosso problema per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi vuole intraprendere il percorso lavorativo del contractor, l&#8217;esperienza militare \u00e8 importante ma non sufficiente. Le Private Military &amp; Security Company (PMSC) svolgono attivit\u00e0 di force protection che sono differenti in senso tecnico e tattico da quelle tipiche delle forze armate. Per questo motivo, i percorsi formativi di un contractor sono sviluppati e adeguati a seconda delle caratteristiche del singolo incarico. \u00c8 assolutamente indispensabile per un ex appartenente alle forze armate, indipendentemente dall&#8217;esperienza maturata, intraprendere un percorso formativo ad hoc per adattarsi a una nuova realt\u00e0 operativa. Molti pensano che per fare il contractor sia sufficiente saper sparare o esser \u201csuper palestrati\u201d. Niente di pi\u00f9 errato: bisogna conoscere le lingue, sapere di politica internazionale, di normative, di storia e sociologia del Paese dove si svolger\u00e0 l&#8217;incarico, nonch\u00e9 delle procedure standard operative. Insomma, il contractor deve essere un professionista della sicurezza a 360 gradi, sempre aggiornato sulle normative vigenti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-2559b1c9\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">I COMPITI DEI CONTRACTORS<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle missioni all&#8217;estero, i compiti si differenziano a seconda degli incarichi oggetto dei singoli contratti che hanno, prevalentemente, solo carattere difensivo. Si va dai servizi Close Protection, ovvero protezione delle persone, alla difesa di Key Installations, cio\u00e8 delle installazioni-chiave, all&#8217;addestramento delle forze di polizia locali, e a tutto quello che concerne il supporto all&#8217;attivit\u00e0 governativa, agli organismi internazionali e a quelli nazionali nei Paesi post-conflitto. La lista degli Stati ad alto rischio \u00e8 lunga, ad oggi, nessun Paese pu\u00f2 considerarsi al sicuro da attacchi terroristici. Ovviamente, in cima alla lista ci sono i Paesi dove lo stato di diritto latita o \u00e8 da ripristinare e non ci sono forze di polizia in grado di garantire la sicurezza del territorio. I campi in cui operano i contractor sono i pi\u00f9 diversi, ma tutti hanno la finalit\u00e0 di creare dispositivi di sicurezza per garantire le attivit\u00e0 di ricostruzione e di peace keeping.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-76818ce8\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">UN RUOLO NECESSARIO<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli attuali scenari geopolitici e con le attuali minacce, \u00e8 impensabile che tali attivit\u00e0 non vengano affidate alle PMSC e ai loro \u201ccontractor\u201d, sia per una questione di rapidit\u00e0 burocratica, sia per una capacit\u00e0 di impiego e di schieramento sul terreno pi\u00f9 rapida ed efficace rispetto a forze governative non addestrate ad hoc. C&#8217;\u2019&#8217;\u00e8 poi una ragione di natura politica ed economica: a parit\u00e0 di capacit\u00e0 operative necessarie nelle moderne operazioni, con le PMSC c\u2019\u00e8 un forte abbattimento dei costi. Inoltre, si riduce l\u2019esposizione dei militari a possibili perdite. La difesa privata, in partnership e sotto la supervisione delle forze armate dello Stato chiaramente, \u00e8 ormai un supporto irrinunciabile.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-21b165f8\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">TRE TIPI DI ESPERTI<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Normalmente, le figure operative sono di tre tipi: i TNC (\u201cThird National Countries\u201d) sono esperti di servizi statici di sorveglianza e difesa delle Key Installations; gli \u201cExpatriate Specialist\u201d, cio\u00e8 specialisti a cui vengono affidati incarichi sensibili come ad esempio i servizi di Close Protection, training o intelligence (spesso provengono da Paesi Nato); e i Native Local, personale del posto, messe sotto contratto per i servizi di supporto alle operazioni, come ad esempio, interpreti, fixer, driver e cos\u00ec via. Gli Italiani sono quasi sempre contrattati come Expatriate Specialist, anche, ma non solo, per la loro capacit\u00e0 di mitigare i rischi e di essere dei grandi moltiplicatori di forze amiche, pur non avendo un metodo codificato. In pratica, siamo bravissimi a conquistare cuori e menti e questo, in zone ad alto rischio, fa la differenza.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-a4d282ba\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">LA MITOLOGIA NEGATIVA SUL TEMA<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come gi\u00e0 anticipato, i contractor italiani sono attivi in tutti i teatri caldi al mondo e lavorano con seriet\u00e0 e professionalit\u00e0. Purtroppo, la mitologia negativa intorno a queste attivit\u00e0 \u00e8 alimentata anche dal fatto che durante la guerra in Iraq, tra il 2004 e il 2007, sono successe cose indiscutibilmente terribili. La societ\u00e0 americana Blackwater assurse, purtroppo, agli onori della cronaca in tutto il mondo. Lavorava direttamente per il Dipartimento della Difesa americano e si occupava di protezione diplomatica scortando l&#8217;incaricato americano Paul Brenner (privati che proteggevano un&#8217;entit\u00e0 statale). Comp\u00ec cose inqualificabili, e alcuni suoi operatori vennero accusati di omicidio; successero cose indicibili. Quel tipo di atteggiamento contribu\u00ec alla creazione di una ritrosia conclamata verso la figura del security contractor. Per\u00f2, da l\u00ec in poi, le cose sono cambiate radicalmente. Oggi, non \u00e8 possibile andare in giro con atteggiamenti \u201crambeschi\u201d con tatuaggi in evidenza o vestiti in modo inadeguato. Le societ\u00e0 esigono un decoroso comportamento, dall&#8217;abbigliamento alle modalit\u00e0 di relazione. Le armi non possono essere palesate, e sono necessari controlli di ogni tipo su addestramento, protocolli, procedure e regole di ingaggio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-caa09731\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">COME NASCONO LE AZIENDE DEL SETTORE<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nascita di queste societ\u00e0, oltre che nel Regno Unito, \u00e8 da individuare nell\u2019Est Europa, in Francia e in Germania. Per quanto riguarda UK, ve ne sono molte solo a Londra, alcune straordinariamente importanti. La societ\u00e0 Aegis \u00e8 stata venduta qualche anno fa a GardaWorld, il numero uno del trasporto valori e nella sicurezza aeroportuale in nord America. Tale societ\u00e0 non faceva questo tipo di business; ha fiutato l\u2019affare ed \u00e8 andata a comprare Aegis in Inghilterra, acquisendone i contratti e creandosi una branca che si occupa di protezione ravvicinata. Ad oggi, nel nostro Paese non esistono realt\u00e0 di questo settore che abbiano capacit\u00e0 economico-finanziarie come quelle delle societ\u00e0 di cui sopra; un peccato, visto che le capacit\u00e0 operative e la profonda professionalit\u00e0 non ci mancano. Altra cosa \u00e8 essere aziende delle dimensioni e del volume di Control Risk Group o Aegis\/GardaWorld. Queste company possono contare non solo su imponenti attivit\u00e0 di lobbying governativa, ma soprattutto su norme certe. Cos\u00ec si crea il vol\u00e0no, difficile da far partire senza questi presupposti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-7aa05079\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">IL CONTESTO ITALIANO<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In definitiva, per il nostro Paese, il Documento di Montreux del 17 settembre 2008 segna uno spartiacque importante per tutta la componente di diritto internazionale legata alle PMSC. L&#8217;Italia l&#8217;ha firmato e si deve adeguare a quanto sottoscritto. \u00c8 il vero primo documento internazionale che definisce le norme di diritto internazionale, applicabili alle attivit\u00e0 delle societ\u00e0 militari di sicurezza private (PMSC), quando queste ultime sono presenti sulla scena di un conflitto armato. \u00c8 completo, tutto perfettibile chiaramente, ma con la chiara distinzione tra Stati che impiegano PMSC, Stati in cui operano le PMSC e Stati in cui tali societ\u00e0 hanno sede. Per ogni categoria, si richiama pertinenti obblighi legali in virt\u00f9 del diritto internazionale umanitario e della legislazione sui diritti dell\u2019uomo. Viene inoltre affrontata la questione della responsabilit\u00e0 dello Stato che impiega PMSC per comportamenti individuali del relativo personale in base al diritto internazionale vigente. Vengono poi affrontati i doveri della PMSC e del rispettivo personale, come pure la questione della responsabilit\u00e0 dei superiori.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-7bb3cf68\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">CERCASI COERENZA<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seriet\u00e0 del documento si evince dalla completezza: in esso sono riportate le buone pratiche concernenti le normative stabilite in materia di PMSC, di armi e di servizi armati, introduzione di regimi trasparenti, concessione di autorizzazioni, adozione di misure tese a garantire una migliore supervisione e una responsabilit\u00e0 accresciuta, in modo che soltanto le PMSC che verosimilmente rispetteranno il diritto internazionale umanitario e la legislazione sui diritti dell&#8217;uomo possano fornire i loro servizi. A tal fine si rendono necessari addestramento, procedure interne e supervisione appropriati. \u00c8 importante ricordare che l&#8217;Italia ha aderito e firmato il Montreaux Document nel 2009. Facendo appello al senso di seriet\u00e0 che, nonostante le tante sbavature, \u00e8 presente nell\u2019apparato delle nostre istituzioni, \u00e8 arrivato il momento di essere coerenti, ogni qual volta assumiamo un impegno a livello internazionale, cos\u00ec da poter preservare (puntando, ancora una volta, alle migliori sinergie tra pubblico e privato) la sicurezza della nostra Repubblica, in Patria e all&#8217;estero.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-7555bfd4\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">I CONTRACTOR<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si parla di \u201cContractor\u201d \u00e8 ancora forte nel nostro Paese un atteggiamento sospettoso che alimenta una sorta di mito negativo. Si pensa subito a \u201cmercenari pronti a tutto\u201d e non alla realt\u00e0, ovvero una figura professionale che si occupa di servizi di sicurezza e di difesa di cose e persone. Come si fa a confondere il mercenario, l&#8217;unica figura vietata dal diritto internazionale (colui che per mero interesse economico prende parte a un conflitto armato senza far parte di una nazione in conflitto), con i Contractor, professionisti della sicurezza regolati a livello internazionale?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-bedc9c1c\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">LA NORMATIVA IN ITALIA<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Difatti, nonostante l&#8217;Italia abbia aderito alle Convenzioni di Ginevra, ai relativi protocolli addizionali e, soprattutto, al Documento di Montreux del 2008, non si \u00e8 per\u00f2 mai dotata di una specifica normativa in materia, a parte quella che riguarda gli istituti di vigilanza, che per\u00f2 possono proteggere solo cose e strutture, oltre alla legge sull&#8217;antipirateria marittima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti l&#8217;unico caso in cui l&#8217;utilizzo della sicurezza militare privata \u00e8 giuridicamente ammissibile secondo l&#8217;ordinamento italiano \u00e8 quello dell&#8217;operato antipirateria. \u00c8 logico immaginare che il propulsore verso questa nuova soluzione sia stata la situazione di grave dilagare della pirateria che si \u00e8 riproposta in tempi recenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La legge 130\/2011, che riconverte il decreto-legge 12 luglio 2011, n.107, prevede il cosiddetto \u201cdual approach\u201d alla sicurezza marittima, seguendo le recenti orme di Francia e Belgio, paesi che hanno anch&#8217;essi deciso di attuare l&#8217;ibridazione. La legge 130\/201111 prevede il seguente funzionamento con doppio passaggio:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Possibilit\u00e0 per gli armatori italiani di richiedere, solo per le zone navigabili classificate come High Risk Area;<\/li>\n\n\n\n<li>Un Nucleo Militare di Protezione della Marina Militare a tutela della loro imbarcazione civile. Il rapporto si basa su uno specifico accordo fra la Confederazione Italiana Armatori \u2013 Confitarma \u2013 ed il Ministero della Difesa.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;accordo con Confitarma \u00e8 di natura generale, mentre la decisione sulla concessione dei Nuclei viene poi effettuata caso per caso \u2013 in base alla disponibilit\u00e0 di personale e ad altre circostanze specifiche. Laddove il Ministero approvi la richiesta, l&#8217;armatore potr\u00e0 usufruire della protezione di un team militare NMP (fornito come si anticipava nel paragrafo precedente dal Battaglione San Marco della Marina Militare Italiana) a fronte di una contropartita economica naturalmente a carico dell&#8217;armatore stesso. Il Nucleo Militare di Protezione (Vessel Protection Detatchment, VPD \u2013 secondo la dicitura internazionale) essendo a tutti gli effetti parte delle forze armate dello stato italiano, pu\u00f2 eventualmente fare uso della forza: \u201cItalian VPDs are invested with law enforcement powers for all the offenses related to piracy activities\u201d, sebbene l&#8217;uso di poteri coattivi abbia importanti \u201climiti\u201d simili a quelli \u201csull\u2019uso della coazione imposti dall&#8217;ordinamento alle forze di polizia a terra\u201d.&nbsp; Laddove, invece, il Ministero non conceda la scorta di un Nucleo Militare di Protezione (e, si noti bene, soltanto dopo una risposta negativa ad una richiesta espressamente presentata al Ministero della Difesa e da questo vagliata e non approvata) l&#8217;armatore potr\u00e0 \u2013 e qui sta la natura \u201cibrida\u201d dell&#8217;approccio \u2013 ricorrere al settore privato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In chiave subordinata (ausiliaria e secondaria) subentra a questo stadio la possibilit\u00e0 di utilizzare un team di Guardie Giurate private, direttamente contattato dall&#8217;armatore, o fornito da parte di una compagnia. La legge 130\/2011 utilizza, rifacendosi al Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, proprio la dicitura di Guardie Particolari Giurate richiedendo \u2013&nbsp; come di norma \u2013 il giuramento dinanzi a Prefetto e le altre procedure standard. Dunque, de jure siamo di nuovo nella categoria della vigilanza privata, de facto, per\u00f2, il contractor privato da destinarsi a questo tipo di operazioni deve avere \u2013 anche secondo la legislazione di contorno disposta dalle nostre camere \u2013 un background di tipo militare, aver frequentato degli specifici corsi di formazione o, perlomeno, avere alle spalle \u201calmeno sei mesi\u201d nelle Forza Armate con partecipazione \u201calle missioni internazionali con incarichi operativi certificati dal Ministero della Difesa\u201d. Dunque, si tratta nella sostanza di un personale specificamente qualificato e selezionato per svolgere missioni tattiche, tra l&#8217;altro si richiede la licenza per il porto di armi a canna lunga (di cui certamente non tutte le guardie giurate dispongono). Tuttavia, occorre evidenziare la differenza operativa in termini di competenze assegnate, fra una Guardia Particolare Giurata (per quanto specializzata essa possa e debba essere), ed un membro delle Forze Armate italiane. Se il militare fornito dalla Marina ha i determinati \u201climiti\u201d che esplicavamo pocanzi, ben pi\u00f9 consistenti sono i lacci imposti ai contractor privati. Anzitutto, essi operano de jure entro il recinto legale relativo alla semplice GPG, ergo sono anch&#8217;essi deputati alla protezione delle sole propriet\u00e0: dunque, seguendo alla lettera la legge, essi possono agire in protezione dell&#8217;imbarcazione e del carico che essa trasporta, mentre non possono \u2013 per quanto assurdo possa sembrare \u2013 agire con lo scopo di proteggere un altro membro dell&#8217;equipaggio, capitano incluso. In secondo luogo, mentre i Nuclei Militari sono limitati all&#8217;uso di poteri di polizia, i team di matrice privata possono usare la forza solo per protezione personale (sottostando agli stessi identici limiti della legittima difesa che gravano sul cittadino italiano in territorio italiano, ovvero i vincoli imposti dall\u2019art.52 del nostro Codice Penale).&nbsp; Come che sia, \u00e8 importante ribadire la natura residuale dell&#8217;intervento di queste Guardie Particolari Giurate nel quadro del partenariato pubblico-privato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, esiste un vuoto legislativo, cosa inconcepibile in un sistema mondiale dove la privatizzazione della sicurezza \u00e8 ormai qualcosa del tutto regolamentata e assodata. Ad oggi, sia la legge antipirateria in mare, sia quella che riguarda gli Istituti di Vigilanza, sono comunque cos\u00ec complesse che le nostre maggiori aziende multinazionali che operano fuori dai confini nazionali sono, spesso, costrette a ricorrere prevalentemente alle cosiddette PMC (Private Military Company), PSC (Private Security Company) o PIC (Private Intelligence Company) straniere per proteggere le loro attivit\u00e0 e il loro personale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-6ca82ae5\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">IL RUOLO DEI CONTRACTOR<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pochi sono a conoscenza che quasi il 60% delle attivit\u00e0 lavorative delle imprese italiane si svolge, del tutto o in parte, fuori dal territorio nazionale. Le imprese sono di fatto costrette ad avvalersi di consulenti ed operatori di sicurezza stranieri, perch\u00e9 in Italia, a causa della lacuna normativa, non riescono a svilupparsi PMC, PSC o PIC, lacuna che inoltre blocca anche opportunit\u00e0 di sviluppo per piccole medie aziende del settore, mortificando un altro vol\u00e0no di occupazione per un Paese evidentemente in affanno e in perenna emergenza lavoro. Finch\u00e9 si faranno leggi sulla base di ondate emotive (quella sull&#8217;antipirateria marittima nasce sull&#8217;onda dei sequestri di navi e equipaggi italiani) e non sulla base di una seria riflessione e valutazione del problema sicurezza, il minimo che possa succedere \u00e8 che ci siano questi vuoti normativi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-47dba1d7\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">IL CONTESTO GLOBALE<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, non \u00e8 pi\u00f9 possibile legiferare in base a pregiudizi o momenti emozionali. Quando parliamo di sicurezza, sarebbe davvero necessario usare sempre molta razionalit\u00e0, competenza e, questa volta s\u00ec, non chiacchiere ed enunciazioni continue e vuote, ma eseguire una seria valutazione dei costi e dei benefici. Sul concreto, quanto costa al nostro Paese non avere una legislazione moderna sulle societ\u00e0 di sicurezza? Quali sarebbero per noi i vantaggi sul nostro territorio e per le nostre aziende all&#8217;estero? Il mondo \u00e8 cambiato, ma in Italia sembra che nessuno se ne accorga. Le maggiori compagnie del settore, come Halliburton, Cubic, SAIC, MPRI, Vinnell, DynCorp, la gi\u00e0 famosa Blackwater, appaiono saldamente ancorate, con il loro business espresso in centinaia di milioni di dollari, alla classifica delle 500 maggiori imprese americane e, al momento, non ci sono segnali che questo trend rallenti o decresca.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-68fa6330\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">COME NASCONO LE SOCIET\u00c0 MILITARI PRIVATE<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I conflitti, a partire dall&#8217;ultimo decennio del secolo scorso, sono stati combattuti con l&#8217;impiego di contractor civili per assicurare la pace e la ricostruzione, nonch\u00e9 per riformare le istituzioni di sicurezza, portando cos\u00ec alla nascita delle Societ\u00e0 Militari Private che oggi conosciamo, ovvero vere e proprie imprese militari specializzate in operazioni di combattimento, piani strategici e di supporto operativo e logistico, training e approvvigionamento e mantenimento di armi ed equipaggiamenti. Di fatto, \u00e8 stata la confluenza di diversi fattori di sfida e cambiamento che sin dall&#8217;inizio degli anni 90 ha portato al riemergere di queste entit\u00e0, fino a farle diventare rapidamente una vera e propria industria. La prima ragione fu senz&#8217;altro politica. La fine della Guerra Fredda spinse gli Stati a una sostanziosa riduzione di pressoch\u00e9 tutte le forze armate nazionali, creando un surplus di offerta di manodopera militare di elevata qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-f00529c4\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">UN MONDO IN CAMBIAMENTO<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La verit\u00e0 \u00e8 che il crollo del muro di Berlino ha causato un&#8217;enorme riduzione di militari impiegati in entrambi gli schieramenti, per un totale di circa 7,4 milioni di uomini smobilitati e costretti a trovarsi un nuovo impiego. Analogamente, l&#8217;eliminazione dalle forze armate nazionali delle unit\u00e0 logistiche \u2013 per conservare le unit\u00e0 combattenti, considerate il cuore della funzione militare \u2013 insieme all&#8217;enorme numero di crisi che ha caratterizzato tutti gli anni 90 fino ad oggi, si sono ricollegati alla mancanza di volont\u00e0 di intervento da parte degli Stati, non pi\u00f9 disponibili a mettere a rischio la vita dei propri soldati in operazioni non pi\u00f9 strettamente correlate agli interessi nazionali primari.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-5c860f93\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">LA RISPOSTA AL \u201cVUOTO DI POTERE\u201d<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 facile pertanto immaginare come, in un contesto in cui gli Stati si ritirano gradatamente dalla scena lasciando un vero e proprio \u201cvuoto di potere\u201d (dovuto allo scioglimento dei due precedenti blocchi) e rimodulando il controllo internazionale, i conflitti nascosti abbiano avuto un&#8217;impennata a cui le forze di intervento \u201cpubblico\u201d non potevano far fronte. Le PMC hanno quindi colmato quel vuoto, assorbendo in buona parte la manodopera specializzata congedata dagli eserciti e riaddestrandone altra a loro volta, cos\u00ec da coprire la fornitura di quei servizi logistici a cui gli eserciti avevano rinunciato e rendendo disponibili delle unit\u00e0 preparate a costo inferiore. In tale contesto di crescente crisi e disordine internazionale, si \u00e8 aperto conseguentemente un sempre pi\u00f9 florido commercio internazionale di armi che non solo poteva contare su un crescente numero di venditori e di compratori, ma anche su una grande variet\u00e0 di attori che avevano accesso alle armi. Questo, abbinato alla sempre maggiore necessit\u00e0 degli Stati in via di sviluppo di assistenza per il mantenimento dell\u2019ordine e della sicurezza, ha dato alle PMC la possibilit\u00e0 di trarre profitto dai conflitti, impegnandosi anche su questo fronte. Fornendo assistenza umanitaria e supporto al sistema di distribuzione degli aiuti poi, le PMC sono state ingaggiate persino da organizzazioni umanitarie pubbliche e private, ONG e agenzie dell&#8217;ONU, al fine di assicurare la protezione del loro stesso personale nelle aree instabili.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto si configura diversamente quando passiamo dal regno delle astrazioni a quello della realt\u00e0.<\/p>\n<cite>Karl Von Clausewitz<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo di <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/article\/edit\/7227314259670515712\/#\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Biagino Costanzo<\/a> | Hermes &#8211; Centro Studi Europeo | Scientific Committee | WG on Geopolitical, Strategic, Economic &amp; Intelligence Analysis<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-4f81d33f\"><h3 class=\"uagb-heading-text\">FONTI<\/h3><div class=\"uagb-separator\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>MAECI, IAI, Confitarma, Confindustria, LUISS Dipartimento di Scienze Politiche e RAEALZIONI Internazionali (Prof. Raffaele Marchetti e Dr. Gianmarco Scortecci), AIPRESS (B.Costanzo); Bevilacqua 2014; Tondini 2013;E. Marchetti 2013; Cusumano, Ruzza<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Innanzitutto, \u00e8 necessario fare una premessa. Negli ultimi anni la figura delle PMSC, banalmente e frettolosamente definiti \u201cmercenari\u201d \u00e8 stata associata a forze non regolamentate e borderline. Il grande pubblico poi allo scoppiare della guerra a seguito dell&#8217;invasione dell&#8217;\u2019u&#8217;Ucraina da parte della Federazione Russa, ha associato questa tipologia di squadre al famoso Wagner Group fondato&#8230;<\/p>","protected":false},"author":19,"featured_media":1101,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-1064","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1064","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1064"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1064\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1168,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1064\/revisions\/1168"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1064"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1064"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1064"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}