{"id":1650,"date":"2025-03-20T08:44:44","date_gmt":"2025-03-20T07:44:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hermescse.eu\/?p=1650"},"modified":"2025-03-20T08:44:48","modified_gmt":"2025-03-20T07:44:48","slug":"la-neutralita-in-europa-un-concetto-in-evoluzione-nel-panorama-geopolitico-contemporaneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/la-neutralita-in-europa-un-concetto-in-evoluzione-nel-panorama-geopolitico-contemporaneo\/","title":{"rendered":"La neutralit\u00e0 in Europa: un concetto in evoluzione nel panorama geopolitico contemporaneo"},"content":{"rendered":"<p>Nel panorama geopolitico europeo attuale, il principio di non allineamento sta attraversando trasformazioni profonde. Storicamente inteso come una posizione di imparzialit\u00e0 militare e di astensione dai conflitti armati, questo status \u00e8 stata una scelta fondamentale per diversi Stati europei. Tuttavia, le crescenti tensioni internazionali e il cambiamento del diritto globale stanno mettendo alla prova tale orientamento, spingendo i paesi tradizionalmente non schierati a riconsiderare la propria strategia di sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Evoluzione storica e giuridica del non allineamento<br \/>\n<\/strong>L\u2019idea di neutralit\u00e0 nei conflitti internazionali \u00e8 stata tradizionalmente associata a un insieme di diritti e doveri, tra cui la non partecipazione alle operazioni belliche e l&#8217;assenza di assistenza alle parti coinvolte. Dopo la Seconda guerra mondiale questa impostazione ha subito una trasformazione importante, soprattutto con l&#8217;affermarsi del divieto generale di ricorrere alla forza armata nelle relazioni internazionali e l&#8217;introduzione di norme imperative nel diritto globale.<br \/>\nLe regole che disciplinano la posizione neutrale sono codificate principalmente nella V e XIII Convenzione dell&#8217;Aja del 1907. Questi trattati stabiliscono che uno Stato non coinvolto in un conflitto non pu\u00f2 offrire supporto, diretto o indiretto, a uno dei contendenti, n\u00e9 consentire l\u2019uso del proprio territorio per scopi militari. Allo stesso tempo, agli Stati in guerra \u00e8 vietato sfruttare il suolo di una nazione terza per azioni belliche. Occorre precisare che il non allineamento non implica anche una posizione neutrale sotto il profilo politico, ideologico o economico, lasciando un certo margine di autonomia ai governi che adottano questa linea.<br \/>\nCon l&#8217;entrata in vigore dello Statuto delle Nazioni Unite, il ruolo della neutralit\u00e0 \u00e8 stato ridimensionato. In caso di operazioni militari, agli Stati non \u00e8 pi\u00f9 richiesto di mantenere una posizione equidistante tra le parti, bens\u00ec \u00e8 consentito loro di sostenere la nazione considerata vittima di un&#8217;aggressione e di agire contro chi viene ritenuto responsabile dell&#8217;uso illegittimo della forza, in conformit\u00e0 alle decisioni del Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU.<\/p>\n<h6><span style=\"color: #003366;\"><strong>I Paesi neutrali in Europa: pressioni e considerazioni<\/strong><\/span><\/h6>\n<p><strong>La Svizzera: un modello storico messo in discussione<br \/>\n<\/strong>La Svizzera ha adottato la sua politica di neutralit\u00e0 nel 1815 in seguito al Congresso di Vienna, dove le potenze europee decisero di garantire la &#8220;neutralit\u00e0 perpetua&#8221; della Confederazione Elvetica per evitare che diventasse un campo di battaglia tra le grandi potenze. Questo status \u00e8 stato ulteriormente consolidato dalla Convenzione dell&#8217;Aja del 1907.<br \/>\nLa Svizzera ha mantenuto la sua politica di neutralit\u00e0, ma ha adattato il suo ruolo nell\u2019ambito internazionale. Dal 1964 contribuisce al finanziamento delle forze di mantenimento della pace delle Nazioni Unite, come nel caso della missione UNFICYP a Cipro. Inoltre, il capo dell&#8217;esercito svizzero, Thomas S\u00fcssli ha recentemente dichiarato che la Svizzera potrebbe fornire fino a 200 soldati per una missione di peacekeeping nella regione di confine tra Ucraina e Russia, sottolineando che la neutralit\u00e0 svizzera non esclude la partecipazione a missioni di mantenimento della pace, purch\u00e9 vi sia un cessate il fuoco e il consenso delle parti coinvolte. Questo dimostra come la Svizzera stia cercando di bilanciare la sua neutralit\u00e0 con un impegno attivo nella sicurezza internazionale e sta affrontando crescenti pressioni affinch\u00e9 riveda la propria posizione strategica.<br \/>\nSecondo un recente rapporto del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), l\u2019attuale politica di neutralit\u00e0 dovrebbe essere riconsiderata con un\u2019attenzione maggiore alla sicurezza nazionale e un\u2019applicazione pi\u00f9 flessibile del principio. Il documento, che raccoglie oltre 100 raccomandazioni, suggerisce un allineamento pi\u00f9 stretto con i principi della Carta delle Nazioni Unite, ponendo maggiore attenzione sulla distinzione tra aggressore e vittima nei conflitti internazionali [1].<\/p>\n<p><strong>Austria, Malta, Irlanda e Cipro: diverse interpretazioni della neutralit\u00e0<br \/>\n<\/strong>L&#8217;Austria ha abbracciato la neutralit\u00e0 alla fine della Seconda Guerra Mondiale e alla Guerra Fredda. Il Trattato di Stato austriaco del 1955, firmato tra l&#8217;Unione Sovietica, gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia, ha posto fine all&#8217;occupazione alleata dell&#8217;Austria ma solo a condizione che il paese dichiarasse la propria neutralit\u00e0 permanente. Questa decisione \u00e8 stata formalizzata dal Parlamento austriaco il 26 ottobre 1955 con la Dichiarazione di Neutralit\u00e0, che ha sancito l&#8217;impegno dell&#8217;Austria a non entrare a far parte ad alleanze militari e a non permettere l&#8217;installazione di basi militari straniere sul proprio territorio.<br \/>\nL&#8217;Austria ha sviluppato una politica di &#8220;neutralit\u00e0 impegnata&#8221; che richiede un coinvolgimento attivo negli affari internazionali. Nonostante la sua neutralit\u00e0 militare, partecipa attivamente alla politica estera e di sicurezza comune dell&#8217;Unione Europea e ad operazioni di gestione delle crisi. L&#8217;Austria \u00e8 anche parte del Partenariato per la Pace (PfP) della NATO e ha manifestato l&#8217;intenzione di partecipare al sistema europeo di difesa aerea Sky Shield. Questo riflette una neutralit\u00e0 che non significa disinteresse, ma piuttosto un impegno intenso per la pace e la sicurezza internazionale [2]. \u200b<br \/>\nNel 1987 Malta ha inserito la neutralit\u00e0 nella sua Costituzione come risultato del processo di decolonizzazione. Attualmente, questa posizione \u00e8 indiscussa, rendendo Malta l&#8217;unico Stato membro dell&#8217;Unione Europea a non partecipare alla Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO), il progetto di difesa comune europeo [3]. \u200b<br \/>\nL&#8217;Irlanda vanta una tradizione di &#8220;neutralit\u00e0 militare&#8221;, interpretata in modo flessibile. Nel 2021 attacchi informatici al sistema sanitario nazionale da parte di hacker e la vulnerabilit\u00e0 dei cavi sottomarini lungo la costa atlantica hanno spinto il paese a lanciare una consultazione pubblica sul futuro della sua neutralit\u00e0. Inoltre, la crescente presenza di sottomarini russi nelle acque irlandesi ha portato Dublino a rafforzare le operazioni di sorveglianza sottomarina in collaborazione con l&#8217;UE attraverso PESCO [4]. \u200b<br \/>\nLa Repubblica di Cipro mantiene una posizione di neutralit\u00e0 non riconosciuta a livello internazionale. L&#8217;adesione alla NATO \u00e8 resa impossibile dal conflitto territoriale irrisolto con la Turchia e dall&#8217;opposizione di quest&#8217;ultima. Inoltre, Cipro \u00e8 l&#8217;unico Stato membro dell&#8217;UE a non partecipare al Partenariato per la Pace (PfP) della NATO.<br \/>\n\u200bLa Moldavia ha sancito la sua &#8220;neutralit\u00e0 permanente&#8221; nell&#8217;articolo 11 della Costituzione del 1994, adottata dopo la guerra in Transnistria del 1992. Questa scelta mirava a mantenere un equilibrio politico interno in uno Stato multietnico e a posizionarsi equidistante tra i principali attori geopolitici della regione. \u200b<br \/>\nSecondo un sondaggio condotto tra il 14 e il 18 ottobre 2022, il 44,1% dei moldavi ritiene che la neutralit\u00e0 sia la soluzione migliore per garantire la sicurezza del paese, superando l&#8217;opzione dell&#8217;adesione all&#8217;Unione Europea, scelta dal 12,2% degli intervistati. Tuttavia, il conflitto in Ucraina del 2022 ha sollevato dibattiti sullo <em>status<\/em> neutrale della Moldavia ed in un&#8217;intervista del 20 gennaio 2023, la presidente Maia Sandu ha menzionato la necessit\u00e0 di una &#8220;discussione seria&#8221; riguardo alla capacit\u00e0 del paese di difendersi e alla possibilit\u00e0 di entrare a far parte a un&#8217;alleanza militare pi\u00f9 ampia, senza specificare la NATO. Inoltre, il 16 febbraio 2023, il primo ministro Dorin Recean ha dichiarato che potrebbe arrivare un momento in cui la neutralit\u00e0 &#8220;non funzioner\u00e0 pi\u00f9&#8221;. \u200b<br \/>\nQuesti sviluppi indicano che, nonostante il sostegno popolare alla neutralit\u00e0, le tendenze geopolitiche attuali stanno portando la Moldavia a riconsiderare la propria posizione strategica. [5].<\/p>\n<h6><span style=\"color: #003366;\"><strong>Le Pressioni geopolitiche sui paesi neutrali<\/strong><\/span><\/h6>\n<p>Gli Stati europei che tradizionalmente hanno mantenuto una posizione di neutralit\u00e0 stanno affrontando crescenti pressioni per ridefinire il proprio ruolo nel panorama internazionale. Le attuali tensioni geopolitiche stanno mettendo alla prova il principio di non allineamento, ponendo dubbi sulla sua tenuta nel tempo nel quadro della sicurezza globale.<br \/>\nIl conflitto in Ucraina \u00e8 interpretato in modi diversi dalle varie parti coinvolte. Secondo le rispettive narrative ufficiali, la Russia lo ha descritto come un&#8217;operazione necessaria per garantire la sicurezza nella regione del Donbass, sostenendo l&#8217;obiettivo di &#8220;smilitarizzazione e denazificazione&#8221; del paese; mentre\u00a0 i governi occidentali lo considerano una violazione dell&#8217;integrit\u00e0 territoriale ucraina e una minaccia alla stabilit\u00e0 europea.<br \/>\nDi fronte a questo scenario, i paesi storicamente neutrali si trovano a dover bilanciare il loro tradizionale non allineamento con la necessit\u00e0 di rispondere alle nuove realt\u00e0 geopolitiche, senza compromettere la propria identit\u00e0 politica. Questa situazione \u00e8 resa ancora pi\u00f9 complessa dalla crescente interdipendenza economica che rende difficile separare la neutralit\u00e0 militare dalle relazioni economiche internazionali.<br \/>\n\u00c8 proprio questa interdipendenza che complica la loro posizione, trovandosi a dover bilanciare le considerazioni economiche con quelle di sicurezza e chiedendosi se la tradizionale neutralit\u00e0 sia ancora sostenibile nell\u2019attuale panorama geopolitico attuale. Come ha sottolineato Paolo Magri durante un intervento al Festival dell&#8217;Economia di Trento, la convinzione che l\u2019interdipendenza economica potesse prevenire i conflitti \u00e8 stata messa in discussione dagli eventi recenti: &#8220;Dicevamo, finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un interesse economico fra paesi, c&#8217;\u00e8 interdipendenza, non ci si fa guerra, finch\u00e9 passano le merci non passano gli eserciti. Noi abbiamo scoperto l&#8217;opposto, che dove passano gli eserciti non passano pi\u00f9 le merci.&#8221; I paesi neutrali devono, quindi, valutare il proprio ruolo in un ambito sempre pi\u00f9 frammentato perch\u00e9 \u00a0non sono solo i paesi occidentali a esercitare pressioni sui paesi neutrali, ma anche altre potenze globali, come Russia e Cina, che utilizzano leve economiche, energetiche e diplomatiche per orientarne le politiche e gli allineamenti strategici.<br \/>\nAlcuni paesi hanno storicamente avuto forti legami economici con Mosca: l\u2019Austria \u00e8 stata per anni un hub per il gas russo in Europa, con aziende come OMV che hanno collaborato con Gazprom in progetti strategici; la Svizzera, pur avendo adottato sanzioni contro la Russia, \u00e8 rimasta un centro finanziario dove sono transitate molte risorse russe fino al 2022; la Moldavia, pur dichiarandosi neutrale nella sua Costituzione, ha subito pressioni politiche legate alla sua dipendenza dal gas russo e alla presenza militare russa in Transnistria, una regione separatista filo-russa.<br \/>\nNegli ultimi anni Pechino ha rafforzato la sua presenza economica nei paesi neutrali attraverso investimenti strategici: la Svizzera \u00e8 stata uno dei primi paesi occidentali a firmare un accordo di libero scambio con la Cina nel 2013; l\u2019Irlanda ospita diverse aziende cinesi nei settori della tecnologia avanzata e del cloud computing; Malta, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, \u00e8 stata oggetto di investimenti cinesi nelle infrastrutture portuali.<br \/>\nIn questo scenario i paesi neutrali devono muoversi cercando un equilibrio tra sicurezza, indipendenza strategica e relazioni economiche. Se l\u2019Unione Europea e la NATO offrono loro opportunit\u00e0 di cooperazione in ambito difensivo, la Russia e la Cina rappresentano attori con i quali mantengono importanti legami economici e diplomatici. Oggi, la neutralit\u00e0 non riguarda pi\u00f9 solo la scelta di restare fuori dalle alleanze militari, ma di gestione multilivello delle influenze geopolitiche. \u200b[6]<\/p>\n<h6><span style=\"color: #003366;\"><strong>Il Cambiamento delle alleanze: il caso di Svezia e Finlandia<\/strong><\/span><\/h6>\n<p>\u200bUn esempio significativo del cambiamento di modello nella neutralit\u00e0 europea \u00e8 rappresentato dall&#8217;adesione di Svezia e Finlandia alla NATO. La Svezia, che aveva mantenuto una politica di non allineamento militare per oltre 200 anni, \u00e8 diventata ufficialmente il 32\u00ba membro dell&#8217;Alleanza Atlantica il 7 marzo 2024. Analogamente, la Finlandia, dopo una lunga tradizione di neutralit\u00e0, ha aderito alla NATO il 4 aprile 2023, segnando una svolta storica nella sua politica di sicurezza [7]. \u200b<br \/>\nPrima di queste adesioni, entrambi i paesi godevano di una reputazione come fornitori di truppe per le missioni di peacekeeping delle Nazioni Unite, grazie alla loro politica di neutralit\u00e0 e al forte orientamento social-democratico. Questo status non ha mai rappresentato un limite, ma piuttosto un vantaggio nello sviluppo delle loro democrazie e nella creazione di solidi sistemi di sicurezza nazionale. Nonostante non fossero membri della NATO, entrambi questi paesi avevano gi\u00e0 rapporti intensi con l&#8217;Alleanza, partecipando a esercitazioni congiunte e collaborando strettamente in ambito militare.\u200b<br \/>\nLe recenti adesioni alla NATO attestano un cambiamento nelle politiche di sicurezza di questi paesi, influenzato dalle mutate tendenze geopolitiche e dalla necessit\u00e0 di garantire una maggiore sicurezza nazionale attraverso l&#8217;appartenenza a un&#8217;alleanza militare collettiva.<\/p>\n<h6><span style=\"color: #003366;\"><strong>Ripensare la neutralit\u00e0 nel XXI secolo<\/strong><\/span><\/h6>\n<p>La neutralit\u00e0 in Europa da un approccio tradizionale di non allineamento si sta, quindi, evolvendo verso una forma pi\u00f9 flessibile in cui l&#8217;autodifesa e la cooperazione internazionale giocano un ruolo chiave. Le nazioni che hanno storicamente adottato la neutralit\u00e0 devono ora bilanciare le richieste internazionali di schieramento con la necessit\u00e0 di tutelare la loro indipendenza e stabilit\u00e0.<br \/>\nQuesto cambiamento solleva interrogativi importanti: la neutralit\u00e0 \u00e8 ancora compatibile con le moderne alleanze economiche e politiche? Pu\u00f2 continuare a garantire sicurezza senza implicare un coinvolgimento diretto nei blocchi militari? Per rispondere a queste domande, basti osservare come il idea di neutralit\u00e0 si sia adattato in passato a contesti geopolitici complessi.<br \/>\nPensiamo all\u2019esempio della Finlandizzazione, la strategia adottata dalla Finlandia durante la Guerra Fredda. Sebbene ufficialmente neutrale, Helsinki mantenne stretti rapporti con l\u2019URSS, evitando provocazioni diplomatiche, pur restando una democrazia occidentale con un\u2019economia di mercato. Questo modello le permise di sopravvivere in un ambiente dominato dalle due superpotenze, fino alla dissoluzione dell\u2019URSS nel 1991, quando il paese pot\u00e9 rafforzare i suoi legami con l\u2019Occidente e, infine, entrare a far parte alla NATO nel 2023.<br \/>\nAnche l\u2019Austria offre un esempio di neutralit\u00e0 adattiva. Dal 1955, pur mantenendo il proprio status neutrale, ha sviluppato una difesa nazionale solida, partecipato a missioni ONU e stabilito legami con la NATO tramite il Partenariato per la Pace (PfP). Inoltre, il suo coinvolgimento nei programmi di difesa dell&#8217;Unione Europea, come la PESCO (Cooperazione Strutturata Permanente), dimostra come la neutralit\u00e0 possa essere compatibile con una strategia di sicurezza collettiva.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<h6><span style=\"color: #003366;\">Guardando al futuro, tre sono i possibili scenari per i paesi attualmente neutrali in Europa.<\/span><\/h6>\n<p>1\ufe0f. <strong>La fine della neutralit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019aumento delle minacce globali e la polarizzazione tra blocchi, alcuni paesi potrebbero abbandonare definitivamente la neutralit\u00e0 per entrare in alleanze militari. Finlandia e Svezia, storicamente non allineate, hanno gi\u00e0 fatto questa scelta aderendo alla NATO nel 2023-2024. Se le tensioni globali dovessero intensificarsi, altri paesi come Austria e Irlanda potrebbero essere spinti a riconsiderare la loro posizione.<\/p>\n<p>2\ufe0f. <strong>Una neutralit\u00e0 &#8220;attiva&#8221; e cooperativa<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019alternativa potrebbe essere un modello intermedio, in cui i paesi neutrali non entrano formalmente in alleanze militari, ma rafforzano la loro cooperazione in materia di sicurezza. La Svizzera, ad esempio, sta aumentando il coordinamento con la NATO e l\u2019UE senza rinunciare al proprio status. L\u2019Austria e l\u2019Irlanda partecipano a progetti europei di difesa come il Fondo Europeo per la Difesa (EDF) e lo Sky Shield, dimostrando che la neutralit\u00e0 pu\u00f2 coesistere con una maggiore coinvolgimento nelle politiche di sicurezza.<\/p>\n<p>3\ufe0f. <strong>Un ritorno alla neutralit\u00e0 tradizionale<\/strong><\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 escludere che alcuni Stati riaffermino una neutralit\u00e0 pi\u00f9 rigida, rifiutando ogni forma di coinvolgimento militare. Malta, ad esempio, ha scelto di non partecipare ai meccanismi di difesa collettiva dell\u2019UE o della NATO, mantenendo un non allineamento pi\u00f9 conservatore. Se in futuro emergesse un nuovo equilibrio geopolitico meno polarizzato, questa scelta potrebbe risultare pi\u00f9 vantaggiosa per alcuni paesi.<\/p>\n<p>Con la crescita delle tensioni globali, la neutralit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019idea statica, ma un principio in evoluzione. Se da un lato la sua forma tradizionale potrebbe scomparire, dall\u2019altro potrebbe trasformarsi in una strategia pi\u00f9 dinamica, in cui la cooperazione internazionale diventa un elemento chiave per la sicurezza nazionale. Qualunque sia il futuro della neutralit\u00e0 in Europa, il suo valore storico di mezzo di stabilit\u00e0 e diplomazia rimarr\u00e0 centrale nel dialogo geopolitico globale.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><a href=\"https:\/\/www.rsi.ch\/info\/svizzera\/Cento-raccomandazioni-per-la-politica-di-sicurezza--2239758.html\">https:\/\/www.rsi.ch\/info\/svizzera\/Cento-raccomandazioni-per-la-politica-di-sicurezza&#8211;2239758.html<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.lasinistraquotidiana.it\/tempi-moderni-linglorioso-tramonto-della-neutralita-elvetica\/\">https:\/\/www.lasinistraquotidiana.it\/tempi-moderni-linglorioso-tramonto-della-neutralita-elvetica\/<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/magazine\/archive\/1891\/07\/the-neutrality-of-switzerland\/634809\/\">https:\/\/www.theatlantic.com\/magazine\/archive\/1891\/07\/the-neutrality-of-switzerland\/634809\/<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.trtworld.com\/opinion\/why-switzerland-is-breaking-away-from-500-year-old-neutrality-60704\">https:\/\/www.trtworld.com\/opinion\/why-switzerland-is-breaking-away-from-500-year-old-neutrality-60704<\/a>;<a href=\"https:\/\/law.nus.edu.sg\/sjls\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/07\/604-1970-12-mal-jul-140.pdf\">https:\/\/law.nus.edu.sg\/sjls\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/07\/604-1970-12-mal-jul-140.pdf<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.swissinfo.ch\/eng\/foreign-affairs\/army-chief-thomas-s%C3%BCssli-switzerland-could-provide-200-soldiers\/88915841\">https:\/\/www.swissinfo.ch\/eng\/foreign-affairs\/army-chief-thomas-s%C3%BCssli-switzerland-could-provide-200-soldiers\/88915841<\/a>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>2.<a href=\"https:\/\/www.meer.com\/it\/88695-nato-ue-un-binomio-di-pace\">https:\/\/www.meer.com\/it\/88695-nato-ue-un-binomio-di-pace<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.cvce.eu\/en\/education\/unit-content\/-\/unit\/55c09dcc-a9f2-45e9-b240-eaef64452cae\/82a231a7-3890-4951-bc38-b68ec5d5f52c\">https:\/\/www.cvce.eu\/en\/education\/unit-content\/-\/unit\/55c09dcc-a9f2-45e9-b240-eaef64452cae\/82a231a7-3890-4951-bc38-b68ec5d5f52c<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.cvce.eu\/en\/recherche\/unit-content\/-\/unit\/02bb76df-d066-4c08-a58a-d4686a3e68ff\/19940f1c-07c9-41b6-a443-0f0b74c15042\">https:\/\/www.cvce.eu\/en\/recherche\/unit-content\/-\/unit\/02bb76df-d066-4c08-a58a-d4686a3e68ff\/19940f1c-07c9-41b6-a443-0f0b74c15042<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.theparliamentmagazine.eu\/news\/article\/austrian-neutrality-does-not-mean-disengaging-from-international-affairs-instead-it-demands-an-intense-involvement\">https:\/\/www.theparliamentmagazine.eu\/news\/article\/austrian-neutrality-does-not-mean-disengaging-from-international-affairs-instead-it-demands-an-intense-involvement<\/a>.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/europe\/comments\/1cmhz83\/austria_and_three_other_traditionally_neutral\/\">https:\/\/www.reddit.com\/r\/europe\/comments\/1cmhz83\/austria_and_three_other_traditionally_neutral\/<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.es\/global\/un-pais-europeo-abandona-neutralidad-submarina-frente-amenaza-rusa.html\">https:\/\/www.huffingtonpost.es\/global\/un-pais-europeo-abandona-neutralidad-submarina-frente-amenaza-rusa.html<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.swissinfo.ch\/ita\/politica\/come-la-russia-sta-spingendo-i-paesi-neutrali-in-europa-ad-avvicinarsi-alla-nato\/48668238\">https:\/\/www.swissinfo.ch\/ita\/politica\/come-la-russia-sta-spingendo-i-paesi-neutrali-in-europa-ad-avvicinarsi-alla-nato\/48668238<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.constituteproject.org\/constitution\/Moldova_2016\">https:\/\/www.constituteproject.org\/constitution\/Moldova_2016<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.valigiablu.it\/moldova-referendum-ue-russia-diaspora\/\">https:\/\/www.valigiablu.it\/moldova-referendum-ue-russia-diaspora\/<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.swissinfo.ch\/ita\/democrazia\/la-repubblica-di-moldova-sceglier%C3%A0-lue-nonostante-linfluenza-russa\/87685325\">https:\/\/www.swissinfo.ch\/ita\/democrazia\/la-repubblica-di-moldova-sceglier%C3%A0-lue-nonostante-linfluenza-russa\/87685325<\/a>;<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/video.festivaleconomia.it\/en\/w\/video\/la-geopolitica-va-in-scena-aaa-nuovo-mondo-cercasi\">https:\/\/video.festivaleconomia.it\/en\/w\/video\/la-geopolitica-va-in-scena-aaa-nuovo-mondo-cercasi<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/pulse\/geopolitics-2025-trade-turbulence-europes-crossroads-biotech-orszag-tym0f\">https:\/\/www.linkedin.com\/pulse\/geopolitics-2025-trade-turbulence-europes-crossroads-biotech-orszag-tym0f<\/a>.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/neweasterneurope.eu\/2024\/09\/16\/finland-in-nato-from-finlandization-to-active-integration\/\">https:\/\/neweasterneurope.eu\/2024\/09\/16\/finland-in-nato-from-finlandization-to-active-integration\/<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.euronews.com\/my-europe\/2024\/05\/31\/what-does-finland-and-swedens-membership-to-nato-mean-for-race-to-arm-the-arctic\">https:\/\/www.euronews.com\/my-europe\/2024\/05\/31\/what-does-finland-and-swedens-membership-to-nato-mean-for-race-to-arm-the-arctic<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/news_224675.htm\">https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/news_224675.htm<\/a><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel panorama geopolitico europeo attuale, il principio di non allineamento sta attraversando trasformazioni profonde. Storicamente inteso come una posizione di imparzialit\u00e0 militare e di astensione dai conflitti armati, questo status \u00e8 stata una scelta fondamentale per diversi Stati europei. 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