{"id":1677,"date":"2025-04-01T15:43:14","date_gmt":"2025-04-01T13:43:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hermescse.eu\/?p=1677"},"modified":"2025-04-01T15:47:21","modified_gmt":"2025-04-01T13:47:21","slug":"ai-act-nuove-regole-e-responsabilita-per-chi-sviluppa-e-utilizza-lintelligenza-artificiale-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/ai-act-nuove-regole-e-responsabilita-per-chi-sviluppa-e-utilizza-lintelligenza-artificiale-in-europa\/","title":{"rendered":"AI Act: nuove regole e responsabilit\u00e0 per chi sviluppa e utilizza l&#8217;intelligenza artificiale in europa"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Unione Europea ha introdotto un\u2019importante regolamentazione sull\u2019intelligenza artificiale con l\u2019entrata in vigore dei primi articoli dell\u2019AI Act il 2 febbraio 2025. Questo nuovo quadro normativo richiede alle aziende di prestare maggiore attenzione all\u2019uso dell\u2019IA, sia quando viene sviluppata internamente, sia quando viene adottata da terzi.<br \/>\nIl regolamento stabilisce regole basate sul livello di rischio dei sistemi di intelligenza artificiale. Vengono vietate alcune pratiche considerate dannose, mentre per i sistemi a rischio elevato sono previsti requisiti specifici, come il controllo umano, la qualit\u00e0 dei dati e la documentazione tecnica.<\/p>\n<p>L\u2019AI Act non si applica solo ai fornitori e agli sviluppatori di tecnologie di IA. Anche chi utilizza questi sistemi in ambito aziendale deve rispettare gli obblighi previsti. Questo significa che aziende e organizzazioni che impiegano l\u2019IA, anche senza averla progettata, sono tenute a valutarne il rischio, a garantire l\u2019uso corretto degli strumenti e a formare il personale coinvolto. In particolare, chi utilizza sistemi classificati come ad alto rischio dovr\u00e0 adottare misure concrete per assicurare la conformit\u00e0.<br \/>\nI soggetti interessati comprendono produttori di tecnologie, distributori, importatori e utenti finali. Questo include anche chi impiega l\u2019IA in attivit\u00e0 quotidiane, ad esempio per selezionare candidati in un processo di assunzione, monitorare dipendenti, prendere decisioni nel settore sanitario o fornire servizi essenziali ai cittadini.<\/p>\n<p>I settori pi\u00f9 coinvolti comprendono le infrastrutture essenziali, l\u2019istruzione, la gestione del personale, la sanit\u00e0, la giustizia, la pubblica amministrazione e i servizi privati di base. In questi ambiti, l\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale dovr\u00e0 essere attentamente monitorato e regolato.<br \/>\nNella preparazione delle attivit\u00e0 di compliance, le aziende dovranno tenere conto non solo dei requisiti previsti per chi sviluppa l\u2019IA, ma anche degli obblighi che ricadono su chi la utilizza. La conformit\u00e0 non riguarder\u00e0 quindi soltanto l\u2019aspetto tecnico, ma anche i processi interni, la governance, la gestione del rischio e la formazione delle persone che interagiscono con queste tecnologie.<\/p>\n<p>Le aziende devono iniziare da subito a valutare i propri sistemi di IA e capire se e come rientrano nella classificazione dell\u2019AI Act. Sar\u00e0 necessario raccogliere la documentazione richiesta, verificare eventuali obblighi di certificazione, e avviare percorsi di formazione per garantire un utilizzo consapevole e conforme.<br \/>\nLe scadenze principali sono tre. Dal 2 febbraio 2025 saranno vietate alcune pratiche ad alto rischio. Dal 2 agosto 2025 scatteranno gli obblighi per i fornitori di modelli di IA generica, ma anche per le aziende che utilizzano questi modelli in contesti ad alto rischio: in questi casi, devono assicurarsi che l\u2019uso sia conforme alle regole europee, e che il personale coinvolto sia adeguatamente formato. Infine, dal 2 agosto 2026 il regolamento sar\u00e0 pienamente applicato a tutti i sistemi ad alto rischio.<\/p>\n<p>Parallelamente, l\u2019Italia sta lavorando a una propria legge sull\u2019intelligenza artificiale, che introdurr\u00e0 autorit\u00e0 nazionali competenti e misure per sostenere l\u2019innovazione e regolamentare settori chiave come sanit\u00e0, lavoro e diritto d\u2019autore.<br \/>\nL\u2019AI Act rappresenta quindi un cambiamento importante per tutte le organizzazioni che operano in Europa. Non \u00e8 una normativa riservata a chi sviluppa intelligenza artificiale, ma riguarda anche chi la utilizza. Per questo \u00e8 fondamentale che le aziende inizino subito a prepararsi, includendo anche l\u2019uso dell\u2019IA nelle proprie strategie di compliance, valutando i rischi, e investendo nella formazione delle persone che interagiscono con questi strumenti.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Unione Europea ha introdotto un\u2019importante regolamentazione sull\u2019intelligenza artificiale con l\u2019entrata in vigore dei primi articoli dell\u2019AI Act il 2 febbraio 2025. Questo nuovo quadro normativo richiede alle aziende di prestare maggiore attenzione all\u2019uso dell\u2019IA, sia quando viene sviluppata internamente, sia quando viene adottata da terzi. 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