{"id":1790,"date":"2025-07-31T12:44:47","date_gmt":"2025-07-31T10:44:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hermescse.eu\/?p=1790"},"modified":"2025-07-31T12:50:34","modified_gmt":"2025-07-31T10:50:34","slug":"euro-digitale-e-rischio-frodi-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hermescse.eu\/fr\/euro-digitale-e-rischio-frodi-in-europa\/","title":{"rendered":"Euro Digitale e rischio frodi in Europa"},"content":{"rendered":"<h6><span style=\"color: #003366;\"><strong>Introduzione<\/strong><\/span><\/h6>\n<p>Il 2024 \u00e8 stato un anno decisivo per l\u2019evoluzione di eIDAS (2.0) e per il futuro degli \u201cID-Wallet\u201d in Europa. La loro piena introduzione, prevista per il 2026, consentir\u00e0 di ridisegnare gli scenari relativi ai servizi basati sull\u2019identit\u00e0, sulla gestione delle informazioni personali e non solo.<br \/>\nCi sar\u00e0 un grande impatto sui servizi di pagamento e finanziari, ma potrebbero emergere anche rischi correlati. La centralizzazione dei dati, unita alla possibilit\u00e0 di svolgere operazioni basate sull\u2019identit\u00e0, rappresenta di per s\u00e9 una minaccia, e i soli meccanismi ausiliari aggiuntivi di tracciatura e condivisione delle operazioni potrebbero non essere sufficienti.<br \/>\nRagionare su modelli dinamici di controllo, basati su elementi comportamentali specifici dell\u2019utente e su meccanismi di <em>identity check &amp; verify awareness<\/em>, potrebbe non solo essere utile, ma anche contribuire allo sviluppo di una maggiore consapevolezza da parte degli utenti riguardo alla potenza e ai rischi di questi servizi.<\/p>\n<h6><span style=\"color: #003366;\"><strong>Rischio Frodi nell\u2019Euro Digitale: analisi strategica e comparata per proteggere cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni\u201d<\/strong><\/span><\/h6>\n<p>Recenti studi e rapporti della Banca Centrale Europea, della Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) e di altri organismi internazionali, indicano che l\u2019introduzione dell\u2019euro digitale rappresenter\u00e0 una svolta per il sistema monetario europeo. L\u2019emissione e la regolamentazione di una CBDC (Central Bank Digital Currency) rappresentano uno dei progetti pi\u00f9 ambiziosi avviati dalla Banca Centrale Europea. L\u2019Euro Digitale mira al raggiungimento di tre principali obiettivi: favorire la digitalizzazione dei pagamenti, rendendoli veloci, sicuri e maggiormente accessibili a cittadini ed imprese. Aumentare la resilienza dei sistemi di pagamento europei, aggiungendo un\u2019alternativa pubblica ai circuiti privati gi\u00e0 presenti. Garantire la sovranit\u00e0 monetaria, evitando che monete digitali private (o straniere) possano assumere un ruolo dominante nel mercato europeo. Questi obiettivi, indiscutibilmente apprezzabili, devono spingere la BCE, i Payment Service Provider e tutti gli stakeholder coinvolti a riflessioni pi\u00f9 approfondite per mitigare i rischi legati all\u2019Euro Digitale. In particolare, l\u2019aumento di accessibilit\u00e0 e l\u2019incentivazione all\u2019utilizzo di una moneta digitale da parte di fasce di popolazione non ancora digitalizzate, comportano rilevanti rischi in ambito antifrode. Inoltre, l\u2019immediatezza delle transazioni e l\u2019utilizzo \u201coffline\u201d per i pagamenti in prossimit\u00e0, allargano la superficie di attacco per i frodatori, rendendo fondamentale l\u2019adozione di soluzioni antifrode e di sicurezza robuste e iniziative di sensibilizzazione a tutela dei clienti con un basso livello di alfabetizzazione digitale.<\/p>\n<h6><span style=\"color: #003366;\"><strong>Valute Digitali di Stato nel Mondo: analisi comparata dei modelli gi\u00e0 adottati<\/strong><\/span><\/h6>\n<p>Studiare le esperienze di altri paesi che hanno gi\u00e0 adottato valute digitali di stato, come ad esempio, Cina, Nigeria, Bahamas e Giamaica, offre un\u2019opportunit\u00e0 importante di approfondimento e riflessione per comprendere i potenziali rischi legati alle frodi e per definire una strategia efficace e resiliente da applicare nell\u2019ecosistema economico Europeo con l\u2019avvento dell\u2019Euro Digitale. La Cina, in merito all\u2019adozione di una CBDC (Central Bank Digital Currency) \u00e8 sicuramente il paese che possiamo considerare come maggiormente maturo, infatti la loro moneta digitale (e-CNY) \u00e8 operativa dal 2020. C\u2019\u00e8 tuttavia diffusione marginale della valuta digitale nazionale: viene utilizzata attivamente dal 5-7% della popolazione. A giugno 2024 il volume totale delle transazioni e-CNY ha comunque superato i 7 trilioni di Yuan (986 Miliardi USD) quasi quattro volte i volumi dell\u2019anno precedente. Non si hanno purtroppo dati certi in merito al volume di frodi e\/o truffe registrate, i pochi episodi di frodi documentati hanno riguardato principalmente operazioni di riciclaggio derivanti da truffe telefoniche. La Nigeria ha ufficialmente lanciato la sua CBDC, denominata E-Naira nel 2021. Tuttavia, al 2023 la sua diffusione rimane marginale: rappresenta soltanto lo 0,37% della moneta totale in circolazione. Molti sono stati infatti gli ostacoli all\u2019adozione di questa valuta nazionale in Nigeria, legati principalmente alla scarsa fiducia dei cittadini verso il proprio governo e ad un\u2019infrastruttura tecnologica considerata fragile, nonch\u00e9 per la scarsa fiducia nei livelli di sicurezza informatica nazionale. I casi di Bahamas (Sand Dollar) e Giamaica (Jam-Dex) si attengono ad un modello molto simile ai precedenti, ma caratterizzato da volumi di transazioni decisamente contenuti, un basso utilizzo e dalla mancanza di dati ufficiali sui volumi di frodi e truffe registrate. In Bahamas si contano circa 20.000 wallet, 5% della popolazione ed un volume di transazioni pari a circa 1,5 Milioni di USD. In Giamaica il Jam-Dex, conta 190.000 wallet registrati di cui attivi circa 19.000, pari a circa 0,7% della popolazione. I volumi del transato annuo sono circa 2 Milioni di USD. Alla luce di tutte queste evidenze, non \u00e8 sicuramente possibile trarre conclusioni sull\u2019effettivo impatto delle frodi nei contesti citati. Tuttavia, i pochi episodi riportati indicano chiaramente rischi molto simili a quelli attualmente registrati sui sistemi di pagamento nazionali, legati spesso a fattori umani: phishing, social engineering ed utilizzo di dispositivi non certificati. Queste osservazioni rafforzano comunque la consapevolezza che per l\u2019euro digitale sar\u00e0 fondamentale puntare sull\u2019incentivazione all\u2019utilizzo, oltre a un robusto quadro normativo, controlli antifrode multilivello e sinergici tra istituti e BCE, senza trascurare una chiara strategia di educazione digitale.<\/p>\n<h6><span style=\"color: #003366;\"><strong>Rischi potenziali e vulnerabilit\u00e0 dell\u2019Euro Digitale: focus europeo<\/strong><\/span><\/h6>\n<p>I principali vettori di attacco saranno quasi sicuramente gli stessi gi\u00e0 noti ed ampiamente utilizzati nei sistemi di pagamento digitali tradizionali: il \u201cPhishing\u201d ed il \u201cSocial Engineering\u201d. Queste strategie, basate sulla manipolazione psicologica degli utenti, mirano ad ottenere con l\u2019inganno l\u2019accesso ai dati sensibili della vittima. Un ulteriore rischio sar\u00e0 rappresentato dalla diffusione di malware ed applicazioni \u201cfake\u201d che possono intercettare credenziali, modificare transazioni e sottrarre fondi. La Banca Centrale Europea \u00e8 pienamente consapevole delle vulnerabilit\u00e0 antifrode che la nuova valuta digitale introdurr\u00e0 nel sistema finanziario. Per far fronte a queste nuove sfide, la BCE sta lavorando alla definizione puntuale di un documento: il \u201cRulebook dell\u2019Eurosistema per l\u2019euro digitale\u201d. Si tratta di un documento tecnico che funger\u00e0 da riferimento per gli operatori e le istituzioni finanziarie coinvolte e su cui si baser\u00e0 anche il quadro normativo che guider\u00e0 l\u2019implementazione dell\u2019euro digitale in tutti i paesi dell\u2019eurozona. \u00c8 praticamente certa l\u2019adozione di un approccio multilivello che preveder\u00e0, tra le varie iniziative, un monitoraggio antifrode gestito centralmente dalla BCE con l\u2019implementazione del Centralized Risk and Fraud Management Module (RFM Module). Questo modulo centralizzato avr\u00e0 la funzione di monitorare in tempo reale i flussi transazionali, rilevare pattern di frodi sistemiche e fornire \u201calert\u201d tempestivi ai Payment Service Provider (PSP). Sia l\u2019identificazione del cliente (KYC) che il monitoraggio antifrode di primo livello rester\u00e0 in capo ai PSP che saranno comunque obbligati a potenziare i propri presidi di monitoraggio. La sinergia tra PSP e BCE mira ad aumentare il livello di sicurezza prevenendo ed intercettando tempestivamente fenomeni fraudolenti su scala europea, proteggendo cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni da frodi che potrebbero avere un effetto domino nel sistema finanziario. In aggiunta, di fondamentale importanza sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di utilizzare l\u2019European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet) come strumento di onboarding in fase di apertura del portafoglio elettronico, per identificare i clienti. L\u2019adozione di questa misura di identificazione ed autenticazione ridurr\u00e0 la possibilit\u00e0 di accessi fraudolenti, proteggendo in particolar modo gli utenti meno esperti.<\/p>\n<h6><span style=\"color: #003366;\"><strong>Previsione dei rischi frodi nei Paesi europei: un&#8217;analisi prospettica<\/strong><\/span><\/h6>\n<p>L\u2019introduzione dell\u2019euro digitale dovr\u00e0 includere una strategia di coinvolgimento e sensibilizzazione efficace, soprattutto verso i cittadini meno digitalizzati. In Europa, il 46% delle persone tra i 55 e i 74 anni, presenta un livello di conoscenze digitali che possono essere definite come basse, se non nulle (Eurostat 2023) e circa un quarto della popolazione rurale utilizza Internet meno di una volta a settimana o non lo utilizza affatto. I paesi del Nord Europa, in particolare la Danimarca, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi, presentano una percentuale di utenti digitalizzati superiori al 95%, decisamente pi\u00f9 alta rispetto alla media europea. Il rischio di introdurre un nuovo strumento, come l\u2019euro digitale, senza la giusta strategia, \u00e8 quello di aumentare un divario gi\u00e0 preoccupante. La domanda centrale a cui questa pubblicazione intende rispondere \u00e8: con l\u2019arrivo dell\u2019Euro Digitale, quali paesi Europei saranno maggiormente esposti a rischio frode? Analizzando la situazione complessiva, possiamo prevedere una maggiore esposizione a rischio frode, nei paesi caratterizzati da \u201cdigital literacy\u201d pi\u00f9 bassa e da infrastrutture informatiche meno mature. Secondo i dati pi\u00f9 recenti del DESI (Digital Economy and Society index 2024), paesi come Spagna, Italia e Portogallo rientrano in un cluster di rischio \u201cMedio-Alto\u201d risultando decisamente pi\u00f9 vulnerabili a causa della scarsa alfabetizzazione digitale di alcune fasce della popolazione ed infrastrutture non omogeneamente distribuite sul territorio. Al contrario paesi come Finlandia, Germania, Paesi bassi e Danimarca, forti di un\u2019elevata digitalizzazione e di infrastrutture robuste, presentano un rischio frode Medio-Basso. Francia e Belgio si collocano invece in una fascia di rischio Medio, ma con ampi margini di miglioramento grazie all\u2019avvio di importanti programmi di cybersecurity nazionali. Un aspetto importante da considerare sar\u00e0 anche la velocit\u00e0 di adozione della valuta digitale europea da parte delle nazioni aderenti, in quanto ci si aspetta dai paesi nordici un\u2019adozione e un utilizzo decisamente pi\u00f9 alto che nel resto d\u2019Europa. Sebbene si possa ipotizzare per questi paesi una minor esposizione a rischio frodi, numericamente parlando, dobbiamo per\u00f2 considerare che in termini di valore assoluto, l\u2019elevato volume di transazioni stimate potranno portare a perdite economiche rilevanti. In una prospettiva paneuropea, \u00e8 importante garantire la stabilit\u00e0 dei sistemi di pagamento tradizionali, scongiurando anche il rischio di bank run digitale. Tale pratica, applicata alla nuova valuta digitale europea, si verificher\u00e0 se un numeroso gruppo di cittadini e\/o imprese, convertiranno in massa i propri depositi in euro digitali, percepiti come pi\u00f9 sicuri perch\u00e9 garantiti dalla BCE e non a rischio insolvenza bancaria. La BCE ha gi\u00e0 anticipato che per contenere questo fenomeno, sar\u00e0 introdotto un limite alla detenzione di euro digitali da parte degli utenti. Tuttavia, questa misura non elimina il rischio che gruppi criminali organizzati, utilizzando Social, Deep Fake e Applicazioni di messaggistica istantanea, possano indurre i cittadini a compiere azioni pericolose. Queste campagne, accostate a tecniche di phishing avanzato e malware sofisticati, potrebbero permettere ai frodatori o agli stessi clienti, di dirottare fondi verso conti fraudolenti.<\/p>\n<h6><span style=\"color: #003366;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/span><\/h6>\n<p>L\u2019analisi conferma che l\u2019euro digitale offrir\u00e0 importanti opportunit\u00e0 in termini di innovazione, accessibilit\u00e0 e resilienza; tuttavia, introduce significativi rischi antifrode che devono essere affrontati e gestiti in modo sinergico tra tutti gli stakeholder coinvolti. Il confronto con le frodi attualmente registrate nei sistemi di pagamento tradizionali e l\u2019adozione della valuta digitale nazionale con altri paesi, conferma che la scarsa alfabetizzazione digitale, rappresenter\u00e0 anche nel contesto dell\u2019euro digitale una delle maggiori vulnerabilit\u00e0. La Banca Centrale Europea sta gi\u00e0 lavorando ai limiti che saranno imposti sul possesso della nuova valuta digitale europea e all\u2019introduzione del \u201cCentralized Risk Fraud management Module (RFM)\u201d, ma sar\u00e0 determinante integrare controlli multilivello ed incrementare i processi di cooperazione tra BCE, Payment Service Provider ed Istituzioni Nazionali. In particolare, al fine di far evolvere e rendere efficace il modello antifrode centralizzato che sar\u00e0 messo a disposizione dalla BCE, sarebbe auspicabile che i PSP non si limitassero a ricevere valutazioni di rischio dal modulo RFM, ma potessero anche condividere le valutazioni dei propri sistemi antifrode, idealmente in real time,\u00a0 incluse le informazioni sulle frodi accertate cos\u00ec da poter costantemente far evolvere il modello centralizzato ed aumentare il livello di protezione dei cittadini, Imprese e pubbliche amministrazioni.<\/p>\n<p>Maurizio Saliola<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Il 2024 \u00e8 stato un anno decisivo per l\u2019evoluzione di eIDAS (2.0) e per il futuro degli \u201cID-Wallet\u201d in Europa. La loro piena introduzione, prevista per il 2026, consentir\u00e0 di ridisegnare gli scenari relativi ai servizi basati sull\u2019identit\u00e0, sulla gestione delle informazioni personali e non solo. 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