Perché l’Italia ha bisogno di un Piano Casa Europeo

La casa è tornata a essere una questione economica nazionale.
Non riguarda più soltanto chi si trova in una condizione di fragilità. Riguarda giovani che rinviano l’uscita dalla famiglia, lavoratori che non riescono ad abitare nelle città in cui lavorano, famiglie per le quali l’affitto assorbe una parte crescente del reddito, enti pubblici che dispongono di patrimonio immobiliare che non riescono a rimettere in uso.
I numeri spiegano bene la dimensione del problema.
In Italia lo stock di edilizia residenziale pubblica e sociale si ferma al 3,8%, contro il 14,2% della media UE indicata nel Paper. Circa 85.000-90.000 alloggi ERP risultano inutilizzati per esigenze di manutenzione o inagibilità, mentre oltre 300.000 famiglie sono nelle graduatorie comunali.
Da questi dati nasce il nuovo Position Paper di Hermes Centro Studi Europeo: “Perché l’Italia ha bisogno di un Piano Casa Europeo”
Abbiamo guardato alle esperienze di Austria, Francia e Paesi Bassi per capire quali strumenti possano essere adattati al sistema italiano. Ne emerge una proposta che mette insieme recupero del patrimonio esistente, finanziamenti di lungo periodo, regole urbanistiche capaci di aumentare l’offerta accessibile e una diversa gestione dell’edilizia sociale.
Il punto di partenza è semplice: continuare a intervenire con misure episodiche non basta.
Il Position Paper propone un percorso 2026-2036 che comprende un Fondo Rotativo Nazionale Casa, una Agenzia Nazionale per l’Abitare, il recupero degli alloggi ERP inutilizzati e nuovi strumenti per favorire social housing e affitto moderato.
Le aree di Hermes che hanno lavorato al Position Paper hanno inoltre predisposto una proposta normativa coerente con le linee di intervento illustrate nel documento. Il testo può essere richiesto direttamente a Hermes Centro Studi Europeo.

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