Premio Hermes: “Parliamo” L’Europa

“Parliamo” l’Europa

Europa: soltanto un sogno, un’utopia, uno strumento di potere contro la vera libertà dei popoli, un’alleanza mercantile che rischia di schiacciare le identità nazionali? Soltanto … chiacchiere? O un vero tessuto di humanitas sempre più coesa, sempre più addestrata e disponibile a parlarsi? Che cosa abbiamo davvero da condividere, da raccontarci? Cosa abbiamo da tutelare del nostro passato, cosa da immaginare per il nostro futuro, cosa di cui parlare? E come i giovani pensano l’Europa, se davvero la pensano, se qualcuno li addestra a pensarla?

L’edificio è ancora tutto da costruire, la storia ancora tutta da narrare. Sarebbe auspicabile cercare di raccogliere le voci reali dei cittadini europei, partendo dalla realtà quotidiana degli abitanti di Parigi e di Berlino, di Roma e di Istanbul, dei bovari della puszta ungherese, dei contadini dell’Estremadura, degli artigiani di Bruges così come dei pescatori di Tromso.
Cerchiamo allora le voci dell’Europa futura: Parliamo l’Europa. Certamente, in italiano “parlare” è un verbo tendenzialmente intransitivo; ha complemento oggetto solo in riferimento a una lingua: parlare l’italiano, parlare l’inglese… Parliamo l’Europa sarebbe grammaticalmente un errore. Ma forse lo è solo per il momento. Vogliamo provare, plasmando la sintassi, a modificare anche il nostro modo di pensare, di sentire l’Europa e dunque di raccontarla, di calarla nel nostro interloquire quotidiano? Invitiamo dunque i giovani delle scuole superiori (i leader di domani) ad essere le autentiche voci europee su temi specifici, forti, urgenti, inevitabili.

Coerentemente con la nostra mission e in collaborazione con la giornalista Laura De Luca emaniamo il Premio Hermes dal titolo “Parliamo” L’Europa, destinato agli studenti delle scuole superiori dell’ultimo biennio.

Gli Obiettivi

• Incrementare la mentalità europea dei giovani al di sotto dei vent’anni;
• Ampliare la loro conoscenza della storia dell’Europa;
• Implementare la loro coscienza politica europea e il loro coinvolgimento nei grandi temi di attualità;
• Sensibilizzarli all’incontro con altre culture e all’ascolto reciproco;
• Riaddestrarli al dialogo di tipo socratico, alla dialettica, elemento fondamentale e purtroppo smarrito alla base della cultura occidentale.

Le Modalità

Il Premio Hermes “Parliamo” L’Europa si fonda sul “gioco” delle interviste impossibili ed è diviso in due sezioni (teatrale e giornalistica)
Sezione 1. Interviste impossibili ai grandi “Maestri” dell’Europa
Ogni partecipante è invitato a scrivere un dialogo immaginario (domande e risposte) a un grande rappresentante dell’Europa del passato. Di qualsiasi epoca storica, di qualsiasi ambito (politico, artistico, musicale, letterario, etc).
La conversazione deve presentare un ritratto documentato e verosimile del personaggio in questione (incoraggiando così lo studio della storia), evidenziandone il suo contributo all’identità complessiva dell’Europa ma in un confronto totalmente libero tra epoche lontane, tra il passato e il presente e di conseguenza tra idee e sensibilità diverse.
L’ambito è la scrittura di testi teatrali.
Sezione 2. Interviste impossibili a esponenti dell’Europa di oggi.
Ogni partecipante è invitato a scrivere la scaletta di un’intervista (solo domande) da rivolgere a vari rappresentanti delle istituzioni europee di oggi. E’ importante non sottovalutare l’impegno della redazione di un’intervista.
Le domande devono essere accuratamente preparate sulla base di una documentazione capillare circa i problemi dell’Europa di oggi , attraverso la lettura dei giornali, la conoscenza delle questioni politiche, amministrative etc.
L’ambito è la redazione di testi giornalistici.

I Premi

I migliori testi teatrali saranno realizzati in forma radio teatrale con attori professionisti, nonché rappresentati in forma di mise en éspace in occasione del convegno finale.
Le migliori scalette di interviste saranno realmente inviate ai leader politici che saranno invitati a rispondere per iscritto.

La Filosofia del Premio

• Sensibilizzare all’Europa;
• Incoraggiare forme nuove e alternative di studio che siano anche gioco;
• Gratificare i ragazzi con premi concreti frutto del loro stesso lavoro, spettacolo o radioscena, intervista che diventa reale;
• Rilanciare la dialettica, la forma dialogica, ovvero riaddestrare all’ascolto dell’altro, in una società dove tutti tendono a monologare.